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Il 2024 conta 593mila denunce di infortuni e1.202 di morti sul lavoro. Tra queste denunce è in aumento il dato della componente studentesca. La cultura della sicurezza sul lavoro deve ripartire dalla scuola.
Infortuni professionali e morti sul lavoro aumentano tra la popolazione studentesca
Secondo la Relazione INAIL per il 2024, l’Istituto ha ricevuto nell’anno circa 593 mila denunce di infortunio, +0,4% rispetto al 2023. Di queste denunce, quasi 515 mila sono a danni di lavoratrici e lavoratori, mentre 78 mila riferite alla componente studentesca. Mentre le prime mostrano un leggero calo sull’anno precedente, il dato studentesco appare allarmante. L’incremento di questi infortuni rispetto al 2023 è del 10,5%, con 2.100 persone coinvolte nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO).
Parallelamente, sono 1.202 gli incidenti mortali denunciati nel 2024: 1.189 morti sul lavoro sono ai danni della componente lavoratrice, mentre 13 di quella studentesca. Anche in questo caso, nonostante una diminuzione delle prime rispetto all’anno precedente (-4%), le seconde aumentano del 5%, contando anche un caso in PCTO.
Il trend non sembra fermarsi nei dati di gennaio-luglio 2025. Nei primi mesi dell’anno, le denunce di infortuni ai danni di lavoratrici e lavoratori sono state 299.474, così suddivide:
- 244.495 in occasione di lavoro (-1,2% rispetto allo stesso periodo nel 2024)
- 54.979 in itinere (+0,9%)
A queste bisogna aggiungere le 49.970 della componente studentesca (+2,1%), che hanno coinvolto 1.196 casi di PCTO (-13%). Nel complesso, il 14,3% del totale delle denunce di infortunio sono di studentesse e studenti.
Allo stesso tempo, da gennaio a luglio 2025 ci sono state 607 denunce di morti sul lavoro:
- 432 ai danni di lavoratrici e lavoratori in occasione di lavoro (-3 rispetto allo stesso periodo nel 2024);
- 168 ai danni di lavoratrici e lavoratori in itinere (+24,4%);
- 7 da parte della componente studentesca (dato stabile rispetto al 2024).
I dati INAIL 2024 su lavoratrici e lavoratori
Gli infortuni professionali
Rispetto alla componente lavoratrice, bisogna rivolgere particolare attenzione alle denunce di infortunio in itinere, ovvero legate agli spostamenti casa-lavoro. Seppur inferiori rispetto a quelle in occasione di lavoro, le denunce di infortuni in itinere del 2024 crescono del 3,1% rispetto al 2023, per un totale di circa 101 mila denunce. Al contrario, le 413.517 denunce di infortuni in occasione di lavoro segnano una leggera diminuzione sull’anno precedente. Molti casi di denunce di infortuni in occasione di lavoro sono ancora in istruttoria, ma il 67% di esse è già stato riconosciuto dall’Istituto.
I settori più colpiti da infortuni in occasione di lavoro sono:
- Manifatturiero (24%)
- Costruzioni (13%)
- Sanità e assistenza sociale (oltre 12%)
- Trasporti (12%)
- Commercio (11%)
Infortuni mortali e morti sul lavoro
Anche rispetto alle morti sul lavoro, la componente lavoratrice vede una crescita tra le denunce di incidenti in itinere. Le morti sul lavoro in occasione di lavoro contano infatti 886 denunce, -3,5% rispetto al 2023. Al contrario, quelle in itinere sono aumentate del 10,2%, per un totale di 303 casi.
In questo caso, i settori più coinvolti sono:
- Costruzioni (20%)
- Trasporto e magazzinaggio (14,89%)
- Comparto manifatturiero (13%)
Il dato è particolarmente sensibile tra le lavoratrici e i lavoratori di origine straniera, che pur riguardando il 21,6% delle denunce di morti sul lavoro, hanno visto un aumento del 9,1% rispetto al 2024. Dall’altra parte, diminuiscono del 6,5% le denunce ai danni di lavoratrici e lavoratori italian*.
Il boom delle malattie professionali
Il dato più allarmante riguarda le malattie professionali: nel 2024 le denunce hanno superato quota 88mila (+21,8% rispetto al 2023). Si tratta di un nuovo picco, con i livelli più alti dal triennio 1976–1978. Tuttavia, questo incremento non necessariamente segnala un peggioramento delle condizioni di lavoro. Al contrario, può essere causato anche da una maggiore consapevolezza tra lavoratrici, lavoratori e personale medico certificatore, oltre che da un ampliamento del numero di patologie riconosciute.
Le malattie professionali più diffuse sono le malattie muscolo-scheletriche (3 casi su 4), seguite da quelle del sistema nervoso (10mila), ipoacusie e sordità (oltre 5mila), tumori e malattie respiratorie (2mila). Le lavoratrici e i lavoratori coinvolti operano soprattutto nei settori dell’edilizia, della manifattura e dell’agricoltura.
Sono in aumento del 27,4% le denunce di malattie professionali ai danni di lavoratrici e lavoratori di origine straniera (7.659 casi).
Prevenire infortuni e morti sul lavoro
Il quadro tracciato dall’INAIL conferma che la sicurezza sul lavoro in Italia resta una sfida aperta. Se da un lato calano gli incidenti “tradizionali” nei luoghi di lavoro, dall’altro crescono quelli legati alla mobilità, con un peso sempre più rilevante degli infortuni tra student* e delle malattie professionali. Resta evidente la necessità di potenziare prevenzione, formazione e controlli, ma soprattutto la cultura stessa della sicurezza.
Già nel 2015, con l’avvento della riforma scolastica “La Buona Scuola” voluta dal Governo Renzi, da più parti si condannava una deriva aziendalistica del sistema scolastico. Tra le novità, la riforma rese obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro (oggi “PCTO” e dall’a.s. 2025/2026 “formazione scuola-lavoro”) per tutti i corsi di studio, nell’ottica di favorire l’orientamento professionale di studentesse e studenti.
Fin da subito fu chiaro a chi si opponeva alla riforma che mancavano le tutele specifiche per chi svolgeva percorsi di alternanza scuola-lavoro: una figura ibrida, non più semplici studentesse o studenti, ma nemmeno lavoratrici e lavoratori tradizionali. La Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro arrivò due anni più tardi, col decreto ministeriale n.195 del 3 novembre 2017, in vigore solo da maggio 2018.
Se è vero che i percorsi di alternanza scuola-lavoro e PCTO servono all’orientamento professionale, che prepara le giovani generazioni al mondo del lavoro, i numeri INAIL dimostrano che le stiamo preparando a un mondo di insicurezza, illegalità e mancanza di tutele. Stiamo normalizzando fin da subito l’idea che si possa non tornare più a casa, quando si esce per andare al lavoro.
Promuovere la cultura della legalità e della sicurezza è fondamentale e da tempo INAIL si adopera per questo. Nello specifico, tra il 2021 e il 2023, INAIL ha investito 1,5 miliardi di euro in oltre 1.200 progetti formativi per il 2024. Allo stesso tempo, grazie all’attività di ispezione, 26.380 posizioni lavorative hanno ottenuto la regolarizzazione e 73 milioni di euro di premi e contributi non versati sono stati recuperati. Parallelamente, INAIL ha dato il via a 43 nuovi progetti di ricerca e ha rafforzato sia la distribuzione di protesi sia i programmi di reinserimento lavorativo.
Si tratta però di una rivoluzione culturale che deve partire prima di tutto dalle scuole. All’alba dell’inizio del nuovo anno scolastico, la riforma voluta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara parla di questioni come il voto di condotta, con la sufficienza a 6/10, il divieto dell’uso del cellulare, e l’obbligo di sostenere l’esame orale di maturità. Misure più o meno suscettibili di consenso, ma che rivolgono lo sguardo al comportamento del corpo studentesco più che alla sua possibilità di fruire appieno dell’esperienza educativa.
Al contrario, non si garantisce la sicurezza nei percorsi di orientamento professionale né prima ancora in quelli scolastici. Lo dimostrano le 78 mila denunce di infortunio professionale le 13 di incidente mortale arrivate nel 2024 da studentesse e studenti, oltre che quelle che si stanno contando tutt’oggi per il 2025. Allo stesso tempo, lo dimostra lo stato dell’edilizia scolastica nazionale in cui queste persone studiano ogni giorno, composta da edifici spesso non a norma, con evidenti problemi strutturali e privi di un sistema di evacuazione.
Se la scuola vuole recuperare il proprio ruolo principe nella formazione delle cittadine e dei cittadini del futuro, che si prendono cura di sé, degli altri e del Paese, forti di cultura civica, ripartire dalla sicurezza e la legalità è più che urgente. Altrimenti, dimostrerà di voler formare solo persone che ubbidiscono tra soffitti che gli crollano addosso e 17enni morti sul lavoro.
Foto di cottonbro studio
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