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Il 26 settembre a Barcellona, l’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA) in occasione di Mondiacult 2025, il congresso mondiale dell’UNESCO, ha presentato il documento programmatico “Le cooperative come attori chiave nel posizionare la cultura come bene comune e come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile”. Il testo è stato redatto da Santosh Kumar (Responsabile Area legale dell’ICA) e Francesca Martinelli. La direttrice della Fondazione Centro Studi Doc, anche Vicepresidente di Legacoop CulTurMedia e young expert UNESCO per l’iniziativa Fair Culture Charter, ha avuto il ruolo di relatrice dell’evento “Cooperatives in Culture for Diversity, Cultural Rights and Decent Work” durante il quale ha presentato il documento. A seguire il discorso di presentazione.

La cultura come obiettivo globale autonomo al centro di Mondiacult 2025

Sono davvero onorata di essere qui e avere il ruolo di relatrice per questo importante incontro, che riunisce alcune delle più importanti persone e rappresentanti del nostro movimento in campo culturale.

Dal 2021 sto studiando, insieme a Santosh Kumar, le esternalità positive del rapporto tra cooperative e cultura a livello globale. Oggi, a nome dell’Alleanza Internazionale delle Cooperative, presento il brief dell’evento e l’invito all’azione per i partecipanti dell’UNESCO e di Mondiacult: “Le cooperative come attori chiave nel posizionare la cultura come bene comune e come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile”.

Affermiamo che la cultura deve essere riconosciuta come un bene comune e pubblico, essenziale e primario come la salute e l’educazione. Come l’aria pulita o i sistemi sanitari pubblici, la cultura sostiene le comunità e rafforza la democrazia.

L’Alleanza Internazionale delle Cooperative sostiene l’iniziativa UNESCO di stabilire la cultura come obiettivo globale autonomo e afferma che le cooperative sono in una posizione unica per portare avanti questo programma, con i loro valori e principi che promuovono intrinsecamente la cultura.

Effetti positivi delle cooperative sulla cultura

Vale la pena ricordare che nel 2016 l’UNESCO ha iscritto l’idea e la pratica delle cooperative nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. Questo riconoscimento ha confermato ciò che già sapevamo: che la cooperazione stessa è un valore culturale.

In tutto il mondo, le cooperative dimostrano come l’imprenditorialità collettiva, la governance democratica e la solidarietà possano proteggere la cultura come bene pubblico, creando al contempo mezzi di sussistenza equi e sostenibili.

Le cooperative salvaguardano il patrimonio culturale materiale e immateriale, danno potere ai lavoratori creativi e rafforzano i legami con la comunità. Allo stesso tempo, le federazioni e le reti cooperative amplificano la voce degli attori culturali, influenzano le politiche e garantiscono che la cultura rimanga al centro delle strategie di sviluppo sostenibile.

Le cooperative producono anche effetti a catena positivi che vanno ben oltre il settore culturale. Generano un’occupazione equa, emancipano le donne attraverso l’imprenditorialità, consentono ai giovani di partecipare alla produzione culturale e creano piattaforme digitali che ampliano l’accesso alla conoscenza e all’arte.

Valorizzando la tradizione senza mercificarla, le cooperative favoriscono la trasmissione intergenerazionale e pratiche di commercio equo e solidale che tutelano artigiani e lavoratori.

In breve, combinano l’innovazione con la conservazione, assicurando che la cultura continui a prosperare in modo sostenibile, inclusivo e basato sulla comunità.

Francesca Martinelli interviene a Modiacult 2025

Cooperative e quadri internazionali

Inoltre, le cooperative forniscono prove concrete che si allineano e rafforzano i quadri internazionali esistenti e i processi globali. Le cooperative:

  • promuovono il lavoro dignitoso in linea con l’SDG 8 e la Raccomandazione 193 (2002) dell’OIL per la promozione delle cooperative;
  • salvaguardano il patrimonio culturale e la diversità in linea con le Convenzioni dell’UNESCO del 2003 e del 2005, la Dichiarazione universale dell’UNESCO sulla diversità culturale (2001) e le nuove iniziative dell’UNESCO come la Fair Culture Charter (2024);
  • rafforzano le istituzioni e la partecipazione democratica, in linea con l’SDG 16;
  • sostengono le agende globali, tra cui il Patto delle Nazioni Unite per il futuro e il Global Digital Compact (2024), il processo di finanziamento dello sviluppo (2025) e il Vertice sociale mondiale (2025).

E fanno tutto questo integrando l’educazione e l’apprendimento permanente, che è il DNA del modello cooperativo.

Bisogna anche ricordare che le cooperative hanno promosso un movimento cooperativo internazionale per più di 130 anni, mantenendo uno standard universalmente riconosciuto per la definizione, i valori e i principi delle cooperative.

Il movimento è rappresentato dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative che sta già avanzando concretamente nel campo culturale creando un programma sul patrimonio culturale cooperativo attraverso un gruppo di lavoro globale guidato dal Brasile, con la partecipazione di Marocco, India, Nigeria, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania.

Call to action per gli Stati membri e i partner internazionali che partecipano a UNESCO Mondiacult 2025

Per tutti questi motivi, chiediamo agli Stati membri e ai partner internazionali che partecipano a UNESCO Mondiacult 2025 di:

  1. Incorporare le cooperative nel linguaggio e nello spirito dell’obiettivo globale autonomo previsto per la cultura.
  2. Facilitare la creazione e il rafforzamento di cooperative culturali.
  3. Riconoscere le cooperative come attori essenziali nelle politiche culturali per lo sviluppo sostenibile.
  4. Sostenere l’educazione sul modello cooperativo.
  5. Promuovere e sostenere un quadro giuridico e politico favorevole che consenta alle cooperative culturali di prosperare.

In questo periodo buio di guerre e di dolore, permettetemi di concludere con una parola dedicata alla pace. Come ci ha ricordato Ivano Barberini, ex presidente dell’Alleanza Internazionale delle Cooperative, promuovere le cooperative nel mondo significa coltivare la capacità di vedere con gli occhi degli altri e questo è ciò che crea le condizioni per la pace.

In questo spirito, continuiamo a rafforzare il legame tra le cooperative e la cultura, non solo per lo sviluppo sostenibile, ma anche come fondamento per la pace e la comprensione reciproca nel nostro mondo.

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