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Il Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo è il principale strumento di finanziamento pubblico per teatro, danza, musica e circo. Negli anni, i criteri di assegnazione dei contributi sono cambiati, influenzando profondamente il panorama dello spettacolo dal vivo italiano.
L’impatto dei nuovi criteri di assegnazione dei contributi del Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo
Il decreto del 23 dicembre 2024 ha introdotto il criterio della “congruità gestionale” per il finanziamento dello spettacolo dal vivo. Questo implica la valutazione di due parametri: costo o incasso per spettatrice/spettatore e il numero totale delle spettatrici e degli spettatori raggiunt*. Il criterio valorizza un pubblico più “generalista” per garantire incassi al botteghino.
Secondo chi lavora nel settore, questo criterio favorisce progetti più commerciali e penalizza la ricerca e la sperimentazione nello spettacolo dal vivo. Al punto che il “rischio artistico”, l’innovazione e la sperimentazione, fondamentali per la crescita culturale, sembrano oggi considerati meno rilevanti nei finanziamenti pubblici.
Per centri di produzione, ad esempio, la capienza della sala è un criterio che penalizza il teatro innovativo e di ricerca. Anche il teatro ragazzi, il musical e la commedia brillante rischiano di essere penalizzati dallo schema attuale.
Questa scelta di campo si è effettivamente riflessa nella selezione dei progetti. Ad esempio, nel settore multidisciplinare, molti festival innovativi sono stati esclusi. Tanto che anche realtà consolidate e professionali non hanno raggiunto il punteggio minimo richiesto per il finanziamento del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo.
A fine giugno, il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, ha preannunciato una nuova riforma del sistema dei contributi FNSV, affidando la presidenza della commissione di studio al giurista Giorgio Assumma, che da oltre sessant’anni si occupa di diritto culturale.
Come siamo arrivati all’attuale Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo
Una fetta importante dello spettacolo dal vivo italiano si regge sul sostegno del Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo (FNSV), ex-FUS. Il Ministero della Cultura, tramite la Direzione Generale Spettacolo, gestisce questo strumento di finanziamento pubblico. Il FNSV sostiene le attività di produzione e programmazione di teatro, danza, musica e circo in tutta Italia.
Nel tempo, il sistema di finanziamento dello spettacolo dal vivo ha subito numerose modifiche normative. Spesso, però, sono mancate occasioni di confronto reale con gli operatori del settore culturale e dello spettacolo dal vivo.
Il sostegno allo spettacolo dal vivo nasce con la legge 163/1985 che istituisce il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Negli anni successivi, i decreti ministeriali del 2007 e del 2014 hanno chiarito meglio i criteri di assegnazione dei contributi. In particolare, il DM del 27 luglio 2017 ha introdotto le categorie di Teatri Nazionali e di TRIC (Teatri di Rilevante Interesse Culturale).
Dopo la pandemia, il Ministero ha approvato un nuovo decreto nel 2021, valido fino al 2024. A partire da questo momento, il Fondo Unico è stato sostituito dal Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo (FNSV). L’ultimo aggiornamento è avvenuto alla fine dello scorso anno. Il 23 dicembre 2024 il Ministero ha, infatti, rivisto nuovamente i criteri di finanziamento per lo spettacolo dal vivo per il triennio 2025-2027.
Dal punto di vista procedurale, le domande per il finanziamento dello spettacolo dal vivo ad oggi sono valutate da Commissioni consultive. Le commissioni assegnano punteggi basati su criteri stabiliti dal decreto ministeriale vigente. I contributi per lo spettacolo dal vivo vengono poi determinati in base alla graduatoria ottenuta dal punteggio finale.
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Foto di MART PRODUCTION
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