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Fondazione Centro Studi Doc è onorata di annunciare l’ottenimento della Certificazione Parità di Genere. Questo riconoscimento è il simbolo di un percorso importante verso la parità: non il punto di arrivo, ma una promessa di impegno. Per ottenere la certificazione, è necessario rispettare determinate linee guida, aggiornate dal Ministero la scorsa primavera.
L’ottenimento della Certificazione Parità di Genere: un passo avanti verso la parità
Come Fondazione Centro Studi Doc, nella nostra attività di ricerca, formazione e divulgazione abbiamo sempre dato particolare attenzione al tema della parità di genere nel mondo del lavoro e, nello specifico, dello spettacolo. Le parole però non bastano: lavorare per la parità vuol dire operare per promuoverla non solo all’esterno, ma anche negli spazi che ci riguardano più da vicino.
Per questo motivo, abbiamo intrapreso il percorso verso la Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, che oggi celebriamo con l’accreditamento ufficiale. È un passo fondamentale, non solo per guardare con soddisfazione alle buone pratiche che già si mettono in atto, ma soprattutto per interrogarsi su come fare meglio, senza dare per scontate soluzioni e difficoltà, ma affrontandole tutte e tutti assieme.
Le linee guida del ministero per ottenere la certificazione
Con decreto direttoriale n. 115/2025 del 17 marzo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha aggiornato le linee guida per la certificazione parità di genere. Nello specifico, intende favorire la condivisione e la convergenza su elementi di contenuto e di contesto utili alla programmazione degli interventi. In particolare, mira a integrare e valorizzare approcci già esistenti o in fase di attuazione, promuovendo una visione condivisa delle nuove programmazioni.
In questo modo, propongono alcuni esempi dei contenuti formativi necessari alle aziende per l’ottenimento della certificazione parità di genere. Per osservare l’inclusività e la parità di genere all’interno di un’organizzazione, le linee guida confermano sei aree strategiche di valutazione, suddivise in 6 indicatori:
- cultura e strategia;
- governance;
- processi di gestione delle risorse umane (HR);
- opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda;
- equità remunerativa per genere;
- tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
La progettazione formativa per l’ottenimento della certificazione parità di genere
La progettazione formativa per la certificazione di parità di genere prevede step crescenti di complessità, adattati a governance aziendale, risorse umane e specificità territoriali. Le fasi formative includono:
- introduzione al sistema di certificazione nel quadro normativo europeo e nazionale, con focus su pianificazione, attuazione, gestione e monitoraggio;
- approfondimento sulle sei aree di KPI;
- analisi degli indicatori specifici di KPI.
Queste fasi rientrano in un framework comune basato su requisiti trasversali:
- integrazione con misure, azioni e programmi territoriali già in atto nei territori;
- formazione orientata alla consapevolezza sugli ostacoli a una cultura organizzativa inclusiva e sulle condizioni per ambienti equi e performanti;
- adozione di un approccio valutativo di genere nella certificazione e nei diversi ruoli aziendali;
- sviluppo di competenze e strumenti individuali, collettivi, organizzativi e manageriali per rafforzare l’impatto della certificazione;
- potenziamento della capacità di progettare e attuare strategie di cambiamento organizzativo in ottica di genere;
- comprensione del valore della certificazione nel contesto aziendale, analizzando rischi e opportunità.
L’attuazione seguirà approcci organizzativi avanzati, adattati agli interventi e alle tecnologie disponibili. Le Regioni potranno coinvolgere le consigliere di parità territoriali, secondo il decreto ministeriale del 18 gennaio 2024. Questo favorirà reti tra attori istituzionali e non, promuovendo collaborazioni e gemellaggi tra enti per una formazione più efficace.
Modalità procedurali per l’organizzazione dell’offerta formativa
Infine, le procedure per l’organizzazione dell’offerta formativa possono avvenire attraverso
- un accordo ex art.15 della L. n. 241/90 tra la Regione e Unioncamere e/o Unione regionale delle Camere di commercio;
- la definizione di un bando ad hoc a livello regionale;
- la definizione del finanziamento in complementarità con le attività formative finanziate a valere sulla programmazione del FSE + in base a:
– affidamento della formazione ad un soggetto già selezionato per attività analoghe su un bando FSE+;
– predisposizione di un bando con risorse congiunte (nel rispetto delle disposizioni in materia di aiuti di stato, prevedibilmente in regime de minimis). Come per le sopraindicate modalità, le Regioni possono utilmente coinvolgere le consigliere di parità territoriali nella progettazione e l’attuazione degli interventi di formazione.
Leggi anche: Esonero contributivo con Certificato parità di genere: il modulo
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