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Doc Servizi propone di scrivere, insieme agli altri attori del settore, un protocollo di sicurezza per contrastare la violenza nel settore musicale. Il progetto è stato presentato il 25 febbraio a Sanremo durante gli eventi del Fuori Festival.
Lavorare insieme a un protocollo contro la violenza nel settore musicale
“Serve un protocollo di sicurezza condiviso per contrastare la violenza di genere nei luoghi di lavoro del settore musicale”. È questa la proposta, partita il 25 febbraio 2026 da Doc Servizi, nel talk “Suoni sicuri: contrastare la violenza di genere nei luoghi di lavoro musicale”. La cooperativa di spettacolo, composta da oltre 6.000 socie e soci in tutta Italia, ha invitato tutte le realtà che operano nel settore a riunirsi per definire assieme le regole di condotta volte a contrastare il fenomeno delle violenze e delle molestie nel mondo della musica e dello spettacolo. Il panel si è svolto nel contesto di “Superluna”, il format sanremese ideato e prodotto da Woodworm e Rockol.
Per aderire, realtà, associazioni di categoria o singoli possono scrivere una mail all’indirizzo: [email protected].
All’incontro moderato da Aldo Macchi hanno partecipato Francesca Martinelli (Direttrice di Fondazione Centro Studi Doc), Daniela Furlani (Presidente di Doc Creativity con delega alla parità di genere in Doc Servizi e Rete Doc e Presidente della Commissione Pari Opportunità di Legacoop Veneto), Fabio Fila (Responsabile Doc Crew e RSPP di Rete Doc) e il duo musicale Daiana Lou. Hanno ricordato come la parità sia un percorso quotidiano da fare insieme: per questo motivo, la stesura del protocollo contro la violenza di genere nei luoghi di lavoro del settore musicale e dello spettacolo deve essere collettiva.
Violenza nel settore musicale e sicurezza sul lavoro
Ad aprire l’incontro è stata Francesca Martinelli, che ha ricordato come il tema della violenza di genere nei luoghi di lavoro sia strettamente collegato a quello della sicurezza sul lavoro. Nel 2019 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro adottò la Convenzione OIL n.190 in materia di eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro. La convenzione, entrata in vigore simbolicamente il 25 novembre 2022, nell’articolo 1 per la prima volta descrive cosa siano violenze e molestie nel mondo del lavoro, definendole come:
un insieme di pratiche e di comportamenti inaccettabili, o la minaccia di porli in essere, sia in un’unica occasione sia ripetutamente, che si prefiggano, causino o possano comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico, e include la violenza e le molestie di genere.
Inoltre, la Convenzione ha un ampio ambito di applicazione che riguarda le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori, per tutti i tipi di contratto, con tutti i datori di lavoro e in tutti i momenti dell’attività lavorativa. Questo passaggio assume particolare importanza in un settore come quello musicale, dove i confini tra ambienti formali e informali sono spesso sfumati. Tra backstage, cene dopo i concerti, viaggi, festival e networking rischia di essere difficile stabilire i confini delle relazioni e degli orari di lavoro secondo le definizioni canoniche. Non escludendo nessuna persona e nessun contesto, la Convenzione è un caposaldo per contrastare la violenza nel settore musicale.
Un altro aspetto da ricordare è che gli Stati membri, come l’Italia, che hanno ratificato la Convenzione OIL n. 190, devono adottare misure concrete per metterla in atto. Nello specifico, devono:
- approvare leggi, regolamenti e politiche inclusive di protezione delle lavoratrici e dei lavoratori e di prevenzione dei casi di violenza;
- verificarne l’applicazione con meccanismi di controllo, ricorso e risarcimento;
- stimolare un cambiamento culturale attraverso azioni di sensibilizzazione, formazione e orientamento.
La Convenzione OIL n. 190 ricorda anche i casi di violenza domestica, che vanno affrontati di pari passo con quella sul lavoro.
La violenza di genere nel settore musicale italiano
I dati INPS (2024) evidenziano un settore musicale italiano fortemente maschile. Tra canto, direzione d’orchestra e orchestrali, la percentuale di uomini è del 68%. Nel comparto tecnico, sale fino all’84% delle persone che vi operano. La sottorappresentazione delle lavoratrici donne è indice dei rapporti di potere che possono esprimersi nel settore.
Osservando i numeri nel dettaglio, diventa evidente anche la distribuzione dei ruoli. Durante il talk, Daniela Furlani ha sottolineato che il 74,5% delle lavoratrici nell’industria musicale si occupa infatti di “cura dell’artista”. Qui rientrano mansioni di ufficio stampa, gestione dei social media e d’ufficio. Come mai? Anche nel mondo dell’industria musicale si sono radicati gli stereotipi di genere. Pertanto, mentre agli uomini sono attribuiti i ruoli di leadership, le donne vengono viste come naturalmente predisposte alla cura, all’organizzazione e alla gestione emotiva.
Secondo Equaly (fine 2023), l’83% delle lavoratrici del settore musicale italiano si è sentita discriminata almeno una volta nel corso della propria carriera. Nello specifico, discriminazioni sulla base del genere hanno colpito il 73,9% delle donne coinvolte. Solo il 22,9% di loro ritiene di non aver mai subito comportamenti violenti durante il proprio lavoro. Gli altri casi riguardano:
- violenze psicologiche, urli e intimidazioni soprattutto durante live e tour (35,3%);
- violenze economiche con conseguenti barriere all’ingresso e svalutazione del lavoro (9,8%);
- ma anche violenze fisiche (1,4%).
Questi comportamenti sono tra loro strettamente collegati, tanto che il 21,6% delle lavoratrici dichiara di aver subito più di un tipo di violenza.
Nel 71,3% dei casi, l’autore di queste violenze è stato un uomo e in tutti i casi in cui è stata riportata violenza fisica, questa è stata esercitata da uomini. In generale, solo nel 2,6% dei casi il comportamento violento è stato messo in atto preventivamente da donne.
Tuttavia, il 77,1% di chi subisce violenza preferisce restare anonima, per paura che esporsi e denunciare rappresentino un rischio per la carriera.

Esempi positivi contro la violenza di genere nel settore musica e spettacolo
Anche Fabio Fila ha sottolineato l’importanza di un protocollo condiviso contro la violenza nel settore musicale e dello spettacolo. Durante l’incontro a Sanremo, il responsabile di Doc Crew ha evidenziato come siano le scelte individuali e collettive di empowerment femminile a definire un orizzonte di parità nei luoghi di lavoro.
A questo proposito, ha ricordato il caso di RigIT, un progetto nato per offrire una gestione efficace e coordinata di commesse per servizi di rigging. È proprio grazie a percorsi di formazione che questo settore, ad altissima concentrazione maschile, si è aperto anche alle prime rigger donne. Similmente hanno agito i corsi di formazione gratuiti di Scena Unita durante l’emergenza Covid-19.
Fabio Fila ha riportato anche l’esempio virtuoso della cooperativa Città Invisibile. La cooperativa ha preso le parti di una collega addetta al montaggio dei palchi vittima di molestia. Da questa denuncia è nata la campagna di sensibilizzazione “Tecnica: sostantivo femminile“, che ha ricevuto svariate richieste di donne che desideravano lavorare con la cooperativa.
Infine, Daiana Mingarelli e Luca Pignalberi del duo Daiana Lou hanno osservato come percepiscano con maggiore forza le differenze di genere nel settore dello spettacolo in Italia rispetto all’estero, soprattutto rispeto alle loro esperienze a Berlino.
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