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Il 23 ottobre al Museo Archeologico Nazionale sala gremita per il convegno “La nuova mutualità: cooperative di comunità e prospettive di sviluppo”. Promosso da Legacoop Verona, MAG Verona e Fondazione Centro Studi Doc, con il patrocinio del Comune di Verona e il supporto di Rete Doc.
A Verona la nuova mutualità prende forma
Il Museo Archeologico Nazionale di Verona ha ospitato, il 23 ottobre, la giornata di studi “La nuova mutualità: cooperative di comunità e prospettive di sviluppo”. (qui il programma completo)
L’incontro, promosso da Legacoop Verona, MAG Verona e Fondazione Centro Studi Doc, con il patrocinio del Comune di Verona e il supporto di Rete Doc, è stato molto partecipato da cittadini, amministratori, ricercatori e imprese del Terzo Settore.
L’obiettivo: riflettere sul ruolo crescente delle cooperative di comunità come strumenti di sviluppo sostenibile, innovazione sociale e coesione territoriale. Anche alla luce della nuova Legge Regionale Veneto n. 21/2025.
Le cooperative di comunità come forza propositiva e generativa
“Le cooperative di comunità rappresentano il veicolo migliore per creare occupazione e servizi rispondendo a bisogni reali”, ha esordito Andrea Satto, Presidente del Comitato Territoriale Legacoop Verona. “E al tempo stesso riescono a riattivare la coesione sociale. Come Legacoop sosteniamo con convinzione queste nuove forme di mutualità, certi che siano il motore di uno sviluppo economico duraturo e inclusivo nella provincia di Verona e in tutto il Veneto.”
Nel suo intervento, Lucia Lombardi, Presidente di MAG Verona, ha sottolineato il valore trasformativo delle esperienze di impresa di comunità: “Le imprese di comunità rinnovano il valore della mutualità diffusa, orientando il rapporto tra dare e ricevere verso un benessere collettivo. Sono esperienze capaci di trasformare le fragilità dei territori in opportunità, nutrendo e rigenerando comunità destinate altrimenti alla marginalità. Per questo MAG Verona sostiene e accompagna queste iniziative, che aprono nuove prospettive sociali e politiche.”
La Presidente della Fondazione Centro Studi Doc, Chiara Chiappa, si è concentrata sul tema del lavoro: “La pluralità di mansioni, ruoli, attività e settori in cui si muovono le persone che lavorano nelle cooperative di comunità apre a nuove sfide per il diritto del lavoro: per garantire lavoro dignitoso è fondamentale attivare dinamiche di collaborazione non solo tra imprese e istituzioni, ma soprattutto di concertazione con le parti sociali”. Ha poi aggiunto, “Come centro di ricerca, la Fondazione Centro Studi Doc sta già elaborando diverse proposte per garantire la dignità del lavoro nei contesti di nuova mutualità.”
Un confronto tra economia, diritto e territorio
Ha aperto i lavori Paolo Venturi, Direttore di AICCON, centro studi promosso dall’Università di Bologna, che ha recentemente pubblicato una mappatura nazionale delle cooperative di comunità. Venturi ha richiamato il legame tra innovazione sociale e mutualismo: “L’innovazione sociale postula il riconoscimento giuridico, però, fiorisce nelle relazioni e, in particolare, nel mutualismo che è all’origine della nascita delle cooperative di comunità”. Inoltre, ha specificato: “Sono bisogni e desideri ad animare il fattore comunitario e anche la dimensione culturale è fondamentale. La cultura non è solo un settore, ma è l’innesco di nuove economie”.
Dopo la presentazione della legge da parte di Davide Mantovanelli, Segretario provinciale di Legacoop Verona, tre dialoghi tematici con altrettanti docenti universitari, hanno intrecciato prospettive economiche, sociali e giuridiche. Genesi della comunità, con Francesco Tommasi (Università di Milano) e Paolo Dagazzini (MAG Verona). Paradigma economico, con Luca Zarri (Università di Verona) e Michele Pellegrini (Legacoop Treviso e Belluno). E Lavoro e risorse umane, con Laura Calafà (Università di Verona) e Chiara Chiappa (Fondazione Centro Studi Doc).
A chiudere la mattinata è stata Francesca Martinelli, Direttrice della Fondazione Centro Studi Doc e Vicepresidente di CulTurMedia Legacoop Nazionale, che ha condotto il confronto finale “Territori e nuove forme di mutualità” con Michele Pellegrini e Jacopo Sforzi (Euricse).
“Le cooperative di comunità — ha affermato Martinelli — dimostrano che la partecipazione può diventare impresa e che la cura dei luoghi può generare lavoro e sviluppo. Sono la prova che la mutualità non è un’idea del passato, ma una chiave per costruire insieme il futuro delle comunità che abitiamo.”


Il rilancio al 27 novembre per costruire cooperative di comunità sul territorio
La giornalista Fabiana Bussola di Heraldo (media partner dell’evento) ha moderato la mattinata. Durante il convegno sono stati anche proiettati video dedicati alle buone pratiche cooperative. Le esperienze hanno raccontato la capacità delle comunità di rigenerare luoghi e costruire economia dal basso sia in aree interne che urbane.
Interessanti anche gli apporti emersi nel corso del dibattito con il pubblico, nel quale particolare rilievo hanno avuto narrazioni di cooperative di comunità in divenire. Tra le quali, l’esperienza di Multiforme a Fittà di Soave o Ri-Ciak a Veronetta, a cui si sono aggiunte le testimonianze di WeForGreen in campo energetico rinnovabile e di Rete Doc in quello culturale.
A conclusione, Legacoop Verona, MAG Verona e Fondazione Centro Studi Doc hanno annunciato il Laboratorio sulle cooperative di comunità. In programma il 27 novembre a Verona, sarà l’occasione per trasformare le riflessioni della giornata in azioni concrete e nuove progettualità territoriali.
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