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Cosa vuol dire lavoro dignitoso? Molto, dai giusti salari alla sicurezza, passando anche per il diritto allo sciopero. A sostegno delle manifestazioni degli scorsi giorni in tutta Italia contro il genocidio in Palestina, Fondazione Centro Studi Doc ribadisce l’importanza e la legittimità di protestare per la pace e la dignità di chi sta affrontando gravi violazioni umanitarie.

La legittimità del diritto allo sciopero contro il genocidio in Palestina

Non c’è lavoro dignitoso senza pace e giustizia e gli scioperi di questi giorni a sostegno della Global Sumud Flottilla e contro il genocidio in Palestina lo hanno ricordato.

Lo sciopero è un diritto previsto dall’articolo 40 della Costituzione Italiana, scritta a seguito di un ventennio – quello fascista – che lo aveva espressamente vietato all’interno del Codice Penale. Oggi questo diritto sembra essere tornato in discussione, ridicolizzato e dileggiato nei giorni scorsi con dichiarazioni di illegittimità e insinuazioni di fannulloneria da parte chi non sostiene le proteste che si sono svolte in tutta Italia.

Se infatti la legge n. 146/1990 all’articolo 2 comma 5 prevede la necessità di un preavviso di almeno 10 giorni per indire uno sciopero, il comma 7 dello stesso articolo sancisce che

“le disposizioni […] in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”.

È in questa fattispecie che si collocano le gravi violazioni umanitarie che si stanno svolgendo dall’altra parte del Mediterraneo, contro le quali si è svolta la giornata del 3 ottobre.

Facendo valere il proprio diritto allo sciopero, lavoratrici e lavoratori hanno così rinunciato allo stipendio e ai contributi della giornata per costruire un mondo del lavoro e una società equa e solidale, che si prenda cura di tutte e tutti senza lasciare nessun* indietro. Per questo motivo e per la dignità di lavoratrici e lavoratori, donne e uomini in Italia e nel mondo, dedichiamo il Decent Work Day di quest’anno al diritto allo sciopero, che oggi possiamo esercitare grazie a chi l’ha rivendicato prima di noi.

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