Tempo di lettura: 2 minuti
Un’indagine di Slc Cgil e Fondazione Di Vittorio esplora il settore culturale e creativo, cine-audiovisivo e live. Attraverso un questionario sul lavoro nello spettacolo la ricerca osserva le condizioni occupazionali e la discontinuità del settore.
Il questionario sul lavoro nello spettacolo di Slc Cgil e Fondazione Di Vittorio
La scorsa primavera, Fondazione Di Vittorio e Slc Cgil hanno presentato un’indagine dedicata alle condizioni di lavoro nel settore culturale e creativo. La prima fase di questa ricerca ascolta le voci delle lavoratrici e dei lavoratori del settore attraverso un questionario sul lavoro nello spettacolo (a questo link). L’obiettivo è comprenderne la discontinuità e le condizioni occupazionali, individuando elementi di rivendicazione contrattuale e sindacale. Tra i temi affrontati, non ci sono solo problemi irrisolti, ma anche questioni nuove, come le preoccupazioni date dall’uso dell’Intelligenza Artificiale.
Il questionario sul lavoro nello spettacolo è anonimo e raccoglie i dati in forma statistica aggregata. Si rivolge a tutte le persone che lavorano nel settore, non solo dal lato artistico. Il questionario è rivolto anche a chi insegna e si occupa del comparto tecnico, amministrativo, logistico ecc. L’indagine vuole avere uno sguardo più ampio possibile, occupandosi sia di spettacolo dal vivo sia di cine-audiovisivo. Per questo motivo, può rispondere al questionario sul lavoro nello spettacolo anche chi temporaneamente non sta lavorando, chi lavora nonostante la pensione, o chi vi lavora solo marginalmente, magari occupandosi contemporaneamente di altro.
Un settore segnato da discontinuità e precarietà
L’obiettivo del questionario sul lavoro nello spettacolo è quello di studiare le condizioni occupazionali del settore. Com’è noto, quello dello spettacolo è un settore altamente discontinuo e scarsamente finanziato. Tanto che gli investimenti pubblici sono solo lo 0,021% del PIL. Tale problematica si ripercuote, per esempio, sull’indennità di discontinuità: una misura che da tempo si dimostra inadeguata per le necessità del settore.
La frammentarietà, oltre che la forte incidenza del sommerso, rendono il lavoro nello spettacolo difficile da indagare. Ad esempio, i dati ISTAT contano circa 141 mila lavoratrici e lavoratori dello spettacolo nel 2023. Parallelamente, tuttavia, sono più di 367 mila le persone iscritte nello stesso anno al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo secondo l’INPS. Per migliorare la conoscenza del settore, il questionario sul lavoro nello spettacolo di Slc Cgil e Fondazione Di Vittorio ha l’obiettivo di ottenere una visione del settore a 360 gradi.
Per scoprire i dati INPS più aggiornati sul lavoro nello spettacolo leggi anche: I dati INPS Spettacolo 2024 raccontano la fuga dal settore
Foto di Kyle Loftus
_________________________________________________________________________________________
Vuoi saperne di più su diritti, dignità del lavoro pratiche di cooperazione, innovazione e sostenibilità? Ti interessa il mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura? Non perderti nessun aggiornamento, segui il canale WhatsApp di Fondazione Centro Studi Doc.
