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A Rochdale, si è tenuto in occasione del Festival delle Cooperative, un seminario internazionale sulla promozione del patrimonio culturale cooperativo. Tra i partecipanti anche Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc, che ha preso parte al gruppo di lavoro in modalità online.
Il seminario internazionale per discutere su come promuovere il patrimonio culturale cooperativo
Presso il Museo dei Pionieri di Rochdale, situato in 31 Toad Lane, si è tenuto il 30 giugno 2025 un seminario internazionale sulla Promozione del Patrimonio Culturale Cooperativo, un evento organizzato per valorizzare il riconoscimento globale della cultura cooperativa come patrimonio immateriale dell’umanità.
Organizzato nell’ambito dell’Anno Internazionale delle Cooperative 2025 proclamato dalle Nazioni Unite, il workshop ha riunito esperti, studiosi, rappresentanti di cooperative e istituzioni da tutto il mondo. L’obiettivo promuovere il patrimonio culturale cooperativo come leva per lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dei valori cooperativi.
La giornata di lavoro, organizzata da Santosh Kumar (Direttore del Settore legislativo dell’ICA) ha avuto come tema centrale l’elaborazione dei primi standard internazionali sul Patrimonio Culturale Cooperativo. L’incontro è stato organizzato dal Working Group on Cooperative Cultural Heritage (WG-CCH) dell’Alleanza Internazinale delle Cooperative (ICA), costituito nel 2024 con rappresentanti da tutte le regioni del mondo.
All’incontro solo su invito ha partecipato, in modalità online, anche Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc. Unica rappresentante del movimento cooperativo italiano, sempre in modalità online, ha partecipato Giovanna Barni, presidente di CulTurMedia Legacoop.
Un’agenda ambiziosa: tre obiettivi strategici a partire dal riconoscimento UNESCO
Il concetto di patrimonio culturale, secondo l’UNESCO, è strettamente legato ai diritti umani e alla sostenibilità. Le sei Convenzioni Culturali dell’UNESCO, giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, proteggono più di 1.200 siti patrimonio mondiale, 350 città creative e oltre 600 elementi del patrimonio culturale immateriale. Dal 2016, anche l’idea e la pratica cooperativa è riconosciuta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Durante l’incontro del 30 giugno 2025, il gruppo di lavoro ha approfondito tre obiettivi chiave per il futuro della cooperazione internazionale:
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Mappatura di almeno 25 siti di patrimonio cooperativo riconosciuti a livello nazionale e internazionale, tramite consultazioni con i membri del WG-CCH.
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Sviluppo della prima versione degli standard internazionali, valutando anche meccanismi di certificazione per il Patrimonio Culturale Cooperativo.
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Lancio di una campagna globale di comunicazione e relazioni pubbliche, per far conoscere l’apporto delle cooperative alla cultura e allo sviluppo sostenibile.
Il lavoro del WG-CCH si inserisce nella Strategia ICA 2026–2030, che mira ad aumentare l’impatto delle cooperative nell’economia globale, rafforzandone i valori e il riconoscimento istituzionale. Il Workshop di Rochdale rappresenta un primo passo verso una narrazione culturale condivisa e una visibilità internazionale per il movimento cooperativo.
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