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La poetessa Yuleisy Cruz Lezcano dedica “Gocce di vita persa” alla memoria di Vincenzo Romano operaio 39enne morto mentre lavorava al cantiere dell’alta velocità ferroviaria a Sicignano degli Alburni lo scorso 31 marzo. Questa tragedia si aggiunge a 102 morti sul lavoro nei primi due mesi nel 2026. Nel 2025, le morti sul sono state 1093, una media di tre al giorno.
“Gocce di vita rubata”: la poesia di Yuleisy Cruz Lezcano
La sua vita come un bicchiere
pieno di acqua minerale
con un grande buco in fondo,
senza tempo di riempirsi
ha perso tutte le gocce.
Nel suo petto, per un attimo,
ha abitato un urlo
che nessuno ha ascoltato.
Il cantiere era una trappola,
con la logica muta
delle cose che cadono.
Prima di morire si è guardato le mani:
senza passero, senza fiori, senza alba.
Erano rive vuote, promesse interrotte,
dove il lavoro è divenuto
seme mai fiorito.
Non ha avuto tempo di pensare
che poteva fare lui
con questo mondo di tanta morte;
il sangue di corvo
dentro lo sguardo l’ha divorato.
E tanto per dire addio, ha provato
ad andare avanti,
ad arrivare all’ospedale impossibile.
Avanti, avanti, unito al buio,
coperto dal silenzio
dei suoi abiti appiccicati.
La morte con il vestito nero
ha nascosto ratti nel suo sangue,
e l’addio, con le labbra morte,
ha bevuto il suo alito
riempendo le sue parole
di niente.
Nella propria poesia, la poetessa, scrittrice e attivista Yuleisy Cruz Lezcano immagina gli ultimi momenti di vita di Vincenzo Romano, operaio morto sul lavoro lo scorso 31 marzo. Scrive alla redazione di Fondazione Centro Studi Doc la stessa autrice:
“La poesia nasce dal ricordo e dalla memoria di Vincenzo Romano, operaio di 39 anni di Vibonati, tragicamente scomparso durante i lavori nel cantiere dell’alta velocità ferroviaria a Sicignano [degli Alburni]. L’opera intende restituire in forma poetica il peso della sua vita interrotta, l’urlo silenzioso di un uomo che non ha avuto tempo di completare il suo viaggio. Il titolo, “Gocce di vita persa”, evoca il gesto iniziale della poesia: un bicchiere colmo d’acqua che si svuota improvvisamente, metafora della vita spezzata di Vincenzo.”
Il dramma delle morti sul lavoro nei dati nazionali
A dicembre 2025 le denunce di infortuni mortali giunte a Inail erano 1.093, tra cui 798 sul posto di lavoro (-0,87% sul 2024) e 295 in itinere (+3,51%). Tra queste, Inail conta anche 8 studentə. Tuttavia, il numero reale di queste morti sul lavoro resta sommerso, comprensivo anche dei casi non segnalati, per esempio, di chi lavorava senza un regolare contratto.
Il numero di denunce di infortuni mortali degli ultimi due anni è inferiore rispetto al dato degli anni precedenti, nonostante fatichi a scendere sotto le mille morti all’anno. Nel 2025 la media è di 3 decessi sul lavoro al giorno, senza mai scendere sotto le 50 morti al mese.

Denunce di infortuni con esito mortale recapitate a Inail tra il 2012 e il 2025. Elaborazione di Fondazione Centro Studi Doc sui dati Inail
Anche nei primi mesi del 2026 il dato sembra mantenere il trend decrescente. Tra gennaio e febbraio 2026, Inail conta 102 denunce di infortuni mortali, 34 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste, 99 provengono da lavoratrici e lavoratori e 3 da studentə.
Come mai c’è questo miglioramento? La riduzione dei casi di infortuni mortali sul lavoro deriva dall’introduzione di maggiori strumenti legislativi e di controllo, che promuovono legalità e prevenzione nei contesti lavorativi. Tra le normative che hanno contribuito a questo processo, ricordiamo
- Decreto legislativo 19 settembre 1991 n. 626, prima normativa organica in Italia a recepire le direttive europee su sicurezza e salute di lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro;
- sostituito nel 2008 dal d.lgs. n. 81, Testo Unico voluto in concerto dall’allora Ministra della salute Livia Turco e dall’allora Ministro del lavoro Cesare Damiano;
- il più recente D.L. n. 159/2025, che ha rafforzato la disciplina dei controlli negli appalti, responsabilizzando i datori di lavoro in materia di sicurezza e vigilanza.
Il confronto europeo
In base ai dati Eurostat più recenti (2023), gli incidenti mortali sul lavoro appaiono in Europa relativamente rari.
Il tasso medio di infortuni mortali ogni 100.000 dipendenti nell’UE è di 1,63. Il dato italiano appare più grave, con 2,01 morti sul lavoro ogni 100.000 dipendenti. Tuttavia, le forti variazioni tra i numeri degli infortuni riconosciuti nei diversi paesi rendono obbligatorio evidenziare le diverse modalità di raccolta dei dati. Il sistema francese, per esempio, non distingue tra infortuni causati dal lavoro e avvenuti sul posto di lavoro, rischiando così di produrre un dato sensibilmente più elevato rispetto alla media europea.

Incidenti mortali sul lavoro, 2023. Fonte: Eurostat
Chi sono le persone morte sul lavoro nel 2025?
Quando parliamo di questi numeri, parliamo prima di tutto di persone. Nel 2025, il 91% delle denunce di decesso riguardano lavoratori e studenti maschi (995 casi), con una leggera diminuzione del -0,9% rispetto all’anno precedente. Sono aumentate invece del 13,95% le denunce relative alle morti femminili, che nel 2025 sono state 98.
Il 54,89% di coloro che hanno subito infortuni mortali in occasione di lavoro o in itinere aveva tra i 40 e i 59 anni. Qui ci sono stati 47 casi in più rispetto al 2024. Sono diminuiti invece i decessi nelle coorti 20-39 anni (25 in meno sul 2024) e maggiori di 60 anni (20 in meno). Tra le ragazze e i ragazzi minori di 20 anni sono morte invece 23 persone, 4 delle quali entro i 15 anni. Si tratta di 2 decessi in più rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio del luogo di accadimento, queste morti sul lavoro sono avvenute:
- Nord-Ovest: 26,16% dei casi;
- Nord-Est: 22,23% dei casi;
- Sud: 21,59% dei casi;
- Centro: 18,8% dei casi;
- Isole: 11,16% dei casi.
I dati relativi al luogo di nascita della persona deceduta suddividono il numero delle denunce d’infortunio come segue:
- Italia: 77%, con 21 casi in meno sul 2024;
- Altri paesi UE: 4,48%, 4 in meno del 2024;
- Paesi extra UE: 18,48%, con un aumento di 28 casi sul 2024.
Foto di Nick Noyes
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