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Non la massimizzazione del profitto, ma la dignità, l’uguaglianza e il benessere delle persone devono guidare le scelte economiche. A dirlo è il documento programmatico congiunto della Coalizione ONU per la Giustizia Sociale sull’Economia Sociale e Solidale.
Il tramonto del mito del PIL come dato di crescita
Da cosa è determinato lo sviluppo di un Paese? Per anni, abbiamo guardato alla crescita come meramente economica, pur vedendo i limiti di questo approccio. Di conseguenza, abbiamo osservato le variazioni del PIL, mitigandone gli effetti negativi con misure ridistributive. La speranza era quella di ottenere benessere diffuso e rafforzamento dei diritti umani attraverso l’accumulazione, in un sistema a cascata.
Tuttavia, nonostante l’espansione dei mercati globali, la riduzione della povertà ha subito una stasi allarmante e le disuguaglianze si sono cristallizzate in strutture sistemiche. Questa visione della “ridistribuzione post-crescita” si è dimostrata incapace di produrre risultati equi o duraturi. La sfida non è più mitigare i danni del mercato, ma progettare un’economia che generi dignità intrinsecamente, non come correzione a posteriori.
In questo scenario di necessaria rottura, emerge la “Roadmap per l’eliminazione della povertà oltre la crescita“. Questo documento ambizioso, nato dall’iniziativa Nuove economie per l’eliminazione della povertà (NEEP), propone di capovolgere il paradigma e riorganizzare le scelte di sviluppo a partire da un modello di Economia dei Diritti Umani. Frutto di un processo consultivo che ha coinvolto quasi 200 istituzioni, esperti e gruppi della società civile, questa Roadmap non è una semplice proposta tecnica, ma un imperativo morale per riorientare la governance globale verso l’integrità ambientale e la dignità umana.
Promuovere l’Economia dei Diritti Umani con l’Economia Sociale e Solidale
Lo scorso febbraio, un documento programmatico congiunto della Global Coalition for Social Justice, task force ONU per l’economia sociale e solidale, ha ripreso in sintesi il concetto, sviluppandolo nei suoi passaggi progettuali.
L’Economia dei Diritti Umani intende rivoluzionare l’attuale sistema finanziario, togliendo i processi decisionali dalle mani degli interessi di pochi azionisti. Al contrario, intende garantire partecipazione democratica e inclusione radicale, soprattutto dei gruppi sistematicamente trascurati, come le minoranze, i popoli indigeni e le persone in situazioni di vulnerabilità.
Quest’ottica considera la povertà non una condizione misurabile coi soli parametri monetari, ma radicata nell’esclusione sociale e nella privazione di voce. In questo modo, pone l’attenzione sul lavoro domestico, di cura e di assistenza. Queste attività sono infatti fondamentali per la realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali, ma sistematicamente sottovalutate. Con sguardo attento alla qualità della vita, alla dignità del lavoro e all’integrità ambientale, l’Economia dei Diritti Umani sposta il principio organizzativo della vita economica dalla massimizzazione del profitto alla centralità della persona.
Ma come promuovere questo sistema? Attraverso l’Economia Sociale e Solidale, che guida le scelte progettuali della Roadmap ONU per l’eliminazione della povertà. L’Economia Sociale e Solidale è un concetto onnicomprensivo, che si basa su valori e principi comuni da tempo radicati nelle pratiche culturali e comunitarie di tutto il mondo, da cui sorgono diversi modelli organizzativi. Con una definizione universale, l’OIL e l’ONU riassumono così l’Economia Sociale e Solidale:
comprende imprese, organizzazioni e altre entità impegnate in attività economiche, sociali e ambientali al servizio dell’interesse collettivo e/o generale. Si fonda sui principi della cooperazione volontaria, dell’aiuto reciproco e della governance democratica. Il suo tratto distintivo è il primato delle persone e degli obiettivi sociali rispetto al capitale nella distribuzione e nell’utilizzo delle eccedenze, dei profitti e dei beni.
Guidare il cambiamento attraverso l’Economia Sociale e Solidale: la Roadmap per l’eliminazione della povertà
Per tradurre in pratica i principi dell’Economia dei Diritti Umani e dell’Economia Sociale e Solidale, l’ONU ha stilato la Roadmap per l’eliminazione della povertà oltre la crescita. Questa progettualità concreta si articola in cinque aree politiche chiave:
- Trasformazione dei sistemi economici, attraverso la governance democratica e la conservazione del valore a livello locale, contrastando la fuga dei capitali;
- Promozione della qualità del lavoro e della parità di genere tramite politiche del lavoro ed economia dell’assistenza;
- Garanzia di accesso universale alla protezione sociale e ai servizi essenziali attraverso l’innovazione sociale e l’assistenza basata sulla comunità;
- Centralità delle tematiche climatiche, ambientali e sociali, tramite sistemi decisionali partecipativi e inclusivi;
- Costruzione di sistemi basati sulla finanza etica, sulla trasparenza e su una gestione del debito che non sacrifichi i diritti umani.
Queste cinque aree politiche rappresentano il cuore della Roadmap, su cui basare azioni trasformative a breve, medio e lungo termine. Con questo scopo, l’Economia Sociale e Solidale coinvolge cooperative, associazioni, società mutualistiche, fondazione, imprese sociali, gruppi di auto-aiuto ecc. che contribuiscono concretamente al raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. La transizione verso un futuro oltre il PIL non è un’utopia, ma un processo già in atto nelle pratiche quotidiane dell’Economia Sociale e Solidale in ogni angolo del globo.
Foto di Pixabay
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