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Tutto sui fringe benefit 2025: soglie di esenzione, beneficiari/e, tipologie di benefit e scadenze per l’erogazione secondo la normativa vigente.
Chi può ricevere i fringe benefit 2025
Il datore di lavoro può erogare fringe benefit 2025 a tutte le lavoratrici e i lavoratori con reddito da lavoro dipendente o parasubordinato, incluse figure come co.co.co. e amministratori e amministratrici.
La normativa conferma che la scelta del fringe benefit e dell’importo da erogare è sempre a discrezione del datore di lavoro. Questo significa anche che i fringe benefit possono variare tra i lavoratori e le lavoratrici della stessa azienda.
Entro certi limiti, i fringe benefit non hanno aggravio di contributi e tasse.
Soglie di esenzione: doppio binario
Per il 2025 la disciplina introduce due limiti distinti di esenzione fiscale e contributiva:
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1.000 euro: per chi non ha figli o figlie fiscalmente a carico.
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2.000 euro: per chi ha almeno un figlio o una figlia fiscalmente a carico.
Per accedere alla soglia maggiorata, il datore di lavoro deve presentare una dichiarazione, in cui attesta il diritto al beneficio per il lavoratore o la lavoratrice e indica il codice fiscale dell’unic* figlio o figlia o dei figli o delle figlie fiscalmente a carico del lavoratore o della lavoratrice.
Secondo le regole vigenti un figlio o una figlia è considerat* fiscalmente a carico (rif. Circolare 23/E del 1° agosto 2023):
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se ha un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro lordi;
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fino a 24 anni di età, il limite sale a 4.000 euro lordi.
Questi criteri determinano l’accesso alla soglia agevolata dei 2.000 euro. La condizione è verificata al 31 dicembre dell’anno in corso.
Quali fringe benefit rientrano nell’esenzione nel 2025
La normativa conferma un ventaglio ampio di beni e servizi considerati fringe benefit:
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buoni acquisto;
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pagamento o rimborso delle utenze domestiche (acqua, luce, gas), incluse quelle condominiali;
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spese di affitto della prima casa;
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interessi passivi sul mutuo della prima casa.
Per quanto riguarda i buoni acquisto, il datore di lavoro li acquista ed eroga ai lavoratori e alle lavoratrici. Il datore di lavoro può decidere di acquistare i buoni su piattaforme welfare dedicate oppure scegliere un esercente specifico. Ad esempio, può decidere di acquistare direttamente i buoni da un supermercato per tutto il personale. A seconda della scelta del datore di lavoro, i buoni possono quindi essere utilizzati per acquistare presso supermercati, negozi di elettronica, negozi per bambini, librerie…
Per le utenze, il lavoratore o la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro la documentazione apposita oppure un’autodichiarazione.
Cosa accade se si supera il limite annuale
In caso di superamento del tetto di 1.000 o 2.000 euro, tutto l’importo dei benefit diventa imponibile sia ai fini fiscali sia contributivi. Questo richiede un’attenzione particolare in caso di contratti multipli, che possono portare a benefit erogati da più datori di lavoro o committenti, oppure alla concessione di beni o servizi come l’auto o il cellulare aziendale, che vanno a sommarsi ai fringe benefit.
Scadenze per l’erogazione dei fringe benefit 2025
Il datore di lavoro potrà erogare i fringe benefit riferiti al 2025 fino al 12 gennaio 2026. Fa fede il momento in cui il lavoratore o la lavoratrice riceve il bene o servizio, non il suo utilizzo effettivo.
Foto di Mikhail Nilov.
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