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Il report CECOP “Quality Jobs, the Cooperative Way” analizza il lavoro di qualità cooperativo, descrivendo esempi concreti e politiche di supporto. Presentato a Bruxelles con la moderazione della Fondazione Centro Studi Doc.
Un report per promuovere il lavoro di qualità cooperativo in Europa
Il nuovo report di CECOP – European Confederation of Industrial and Service Cooperatives approfondisce come le cooperative possano guidare una transizione verso un lavoro dignitoso, stabile e partecipato.
Intitolato “Quality Jobs, the Cooperative Way”, il documento scritto da Mila Shamku, esperta indipendente di affari europei, offre dati, casi studio e raccomandazioni politiche per rafforzare il lavoro di qualità cooperativo in Europa. È parte integrante della campagna europea lanciata da CECOP nel 2025, dedicata a diffondere modelli di impresa inclusivi e sostenibili.
Il contesto politico
Il quadro normativo e socioeconomico europeo vede negli ultimi anni, l’aumento dell’occupazione, ma la qualità dei posti di lavoro è spesso peggiorata. Aumentano contratti temporanei, bassi salari e mancanza di protezione. La transizione digitale e verde, insieme alla diffusione del lavoro su piattaforme, amplifica il divario tra lavoratori protetti e precari.
CECOP evidenzia che il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali deve tradursi in strumenti concreti per misurare la qualità del lavoro. L’organizzazione sottolinea la necessità di riconoscere il ruolo delle cooperative nel garantire equità, partecipazione e stabilità. Il contesto europeo richiede un cambio di paradigma: non solo più lavoro, ma più lavoro di qualità cooperativo.
Le cooperative come infrastruttura per il lavoro di qualità cooperativo in Europa
CECOP mostra che le cooperative industriali e di servizi costituiscono un’infrastruttura scalabile per il lavoro di qualità cooperativo. In Europa, oltre 1,4 milioni di persone lavorano in queste imprese, che operano in settori ad alto rischio di precarietà.
Il report dimostra che il modello cooperativo riduce le disuguaglianze e garantisce maggiore resilienza. Le cooperative presentano turnover più basso, retribuzioni più eque e maggiore stabilità. Il rapporto medio tra la paga più alta e quella più bassa è di 1 a 5, contro 1 a 60 nelle grandi imprese tradizionali. Le imprese cooperative combinano quindi redditività e giustizia sociale, offrendo una base solida per politiche del lavoro più inclusive.
Nonostante questi aspetti positivi, emergono anche alcune sfide strutturali che limitano l’espansione del lavoro di qualità cooperativo. Le principali sono:
- accesso limitato ai finanziamenti;
- mancanza di competenze digitali e manageriali specifiche;
- scarsa visibilità statistica e riconoscimento politico;
- complessità burocratica per le cooperative sociali.
In particolare, la digitalizzazione è una sfida cruciale: le piattaforme digitali concentrano potere e aumentano la precarietà. CECOP richiama la necessità di politiche europee per la governance democratica dei dati e degli algoritmi.
Il report evidenzia anche la carenza di infrastrutture di supporto. Senza un ecosistema favorevole, le cooperative faticano a crescere nonostante il loro impatto positivo.
Opportunità e condizioni per rafforzare il lavoro di qualità cooperativo
Il report delinea anche le opportunità e le condizioni abilitanti per un’agenda europea sul lavoro di qualità cooperativo. CECOP individua cinque leve strategiche:
- Governance democratica – che rafforza partecipazione e trasparenza.
- Formazione continua – per affrontare la transizione digitale.
- Welfare mutualistico – che integra protezione e benessere.
- Innovazione sociale – come strumento per la sostenibilità.
- Partecipazione dei lavoratori – motore di fiducia e produttività.
Il report sottolinea che ambienti di lavoro democratici generano maggior soddisfazione, motivazione e resilienza.
Le cooperative dimostrano che la democrazia economica può diventare una leva di competitività. CECOP invita gli Stati membri a creare ecosistemi cooperativi favorevoli con incentivi fiscali, accesso ai fondi UE e sostegno tecnico.
Raccomandazioni politiche
CECOP formula proposte concrete per le istituzioni europee. La prima richiesta è introdurre un indicatore europeo di qualità del lavoro, da integrare nel monitoraggio del Pilastro dei Diritti Sociali.
Tra le raccomandazioni principali:
- promuovere la rigenerazione di cooperative di lavoratori nei settori in crisi;
- inserire la formazione cooperativa tra le priorità del Fondo Sociale Europeo;
- considerare la qualità del lavoro cooperativo come criterio nei bandi e nei fondi europei;
- favorire partnership pubblico-cooperative per garantire impatto territoriale e inclusione sociale.
Il report conclude che la Commissione Europea può fare del lavoro di qualità cooperativo una componente chiave del futuro dell’economia sociale europea.

Francesca Martinelli, Mila Shamku, Diana Dovgan
L’evento di presentazione a Bruxelles
Il report è stato presentato il 16 ottobre 2025 a Bruxelles presso la cooperativa Smart, durante la conferenza “Quality Jobs, the Cooperative Way”. L’incontro ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, del Parlamento e del movimento cooperativo.
Tra i relatori: Wouter Zwysen (ETUI), Joël Le Deroff (commissario europeo), Maravillas Abadía Jover e Idoia Mendía (eurodeputate). Le esperienze di Giorgia Sordoni (Centro Papa Giovanni XXIII, Italia) e Pablo Mohedano (GIVIT, Spagna) hanno mostrato come il modello cooperativo rafforzi la qualità del lavoro in settori diversi.
La conferenza è stata moderata da Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc e coordinatrice del gruppo europeo Transformation of Work di CECOP. Per la stessa campagna, la direttrice aveva già partecipato al webinar “Who’s the Boss? Algorithmic Management & the Cooperative perspective” (link all’articolo).
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