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Il policy brief dell’International Cooperatives Alliance per l’UNESCO mostra come cooperative e cultura siano centrali per salvaguardare il patrimonio, creare lavoro dignitoso e innovare in modo sostenibile.

ICA e UNESCO insieme

L’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA) in occasione di Mondiacult 2025, il congresso mondiale dell’UNESCO a Barcellona, ha presentato il documento programmatico “Le cooperative come attori chiave nel posizionare la cultura come bene comune e come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile”.

Il testo, redatto da Santosh Kumar e Francesca Martinelli, è stato illustrato a Barcellona il 26 settembre durante l’evento Cooperatives in Culture for Diversity, Cultural Rights and Decent Work. Qui è emerso con chiarezza come il legame tra cooperative e cultura sia una leva concreta per lo sviluppo sostenibile.

Cultura come bene comune

La cultura è un bene comune e pubblico, essenziale quanto la salute e l’educazione. Come l’aria pulita o i sistemi sanitari pubblici, la cultura sostiene le comunità, rafforza la democrazia e promuove la dignità umana. Le cooperative, grazie ai loro valori e principi, dimostrano di essere strumenti unici per riconoscere e rafforzare la cultura come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile.

L’ICA sostiene l’iniziativa UNESCO per riconoscere la cultura come obiettivo globale autonomo, sottolineando che le cooperative e cultura sono un binomio capace di rafforzare diversità, inclusione e partecipazione.

Cooperative e patrimonio culturale

Nel 2016 l’UNESCO ha iscritto l’idea e la pratica delle cooperative nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. È la prova che la cooperazione stessa è un valore culturale da salvaguardare.

Le cooperative operano in tutto il mondo per preservare tradizioni, mestieri e conoscenze. Tra i casi più significativi:

  • Pintao Hat Cooperatives (Panama) – salvaguardano la tradizione del cappello pintao unendo artigiani, formazione e commercio equo.

  • Kyrgyz Handicraft Association (Kyrgyzstan) – donne cooperative che preservano le tecniche di feltro tradizionali, trasmettendo saperi tra generazioni.

  • Knowhow about the Argan Tree (Marocco) – cooperative femminili che producono olio di argan, riconosciuto dall’UNESCO, garantendo reddito, servizi e coesione sociale.

  • Jeju Haenyeo (Corea del Sud) – cooperative di donne subacquee che mantengono viva un’antica tradizione e rafforzano la sostenibilità ambientale.

  • Aboriginal Cooperatives (Australia) – promuovono il benessere comunitario attraverso la lingua, l’arte e le pratiche tradizionali delle Prime Nazioni, creando anche percorsi di sviluppo economico legati alla cultura e al territorio.

  • CoopCulture (Italia) – sostiene i beni culturali comuni, dimostrando come le cooperative possano proteggere il patrimonio come bene pubblico condiviso.

Cooperative nei settori culturali e creativi

Le cooperative non solo custodiscono tradizioni, ma innovano nei settori culturali e creativi (CCI). Alcuni esempi:

  • Associated Press – AP (USA) – una delle prime grandi cooperative mediatiche (1846), che permette a migliaia di testate di condividere i costi di produzione delle notizie e garantire informazione affidabile.
  • Magnum Photos (USA) – cooperativa di fotografi fondata nel 1947, che unisce fotogiornalismo e arte, garantendo indipendenza e proprietà agli autori.
  • Doc Servizi (Italia) – con oltre 6.000 membri, offre a chi lavora nello spettacolo protezioni sociali e contratti equi.
  • Smart (Belgio) – supporta più di 40.000 freelance in Europa, creando un modello cooperativo per il lavoro culturale.
  • Means TV (USA) – piattaforma di streaming cooperativa, alternativa ai modelli dominati dal capitale di rischio.

Meta-organizzazioni e reti di cooperative e cultura

Le federazioni e le reti cooperative svolgono un ruolo chiave nel rafforzare il sistema culturale:

  • TRIFED (India) – promuove le comunità tribali attraverso la valorizzazione e il commercio equo dei loro prodotti culturali.
  • CulTurMedia (Italia) – rappresenta circa 900 cooperative dei settori cultura, turismo e comunicazione.

  • Pan-African Fashion Alliance (Africa) – sostiene lo sviluppo di una cooperativa transnazionale per il settore moda, legando identità culturale e accesso ai mercati globali.

Cooperative e cultura: effetti positivi

Le cooperative culturali hanno un impatto che va oltre la semplice produzione artistica:

  • garantiscono lavoro dignitoso e inclusivo;

  • rafforzano la partecipazione democratica e comunitaria;

  • promuovono imprenditoria femminile e giovanile;

  • creano piattaforme digitali per ampliare accesso e innovazione;

  • valorizzano la tradizione senza mercificarla;

  • sostengono la trasmissione intergenerazionale dei saperi.

Cooperative e quadri internazionali

Le cooperative rafforzano i principali strumenti internazionali:

  • SDG 8 e Raccomandazione ILO 193 (2002) sul lavoro dignitoso.

  • Convenzioni UNESCO 2003 e 2005, Dichiarazione 2001 e Carta della Cultura Equa (2024).

  • SDG 16, per istituzioni forti e partecipazione democratica.

  • Agende globali: UN Pact for the Future, Global Digital Compact 2024, Financing for Development 2025, World Social Summit 2025.

  • Educazione e apprendimento permanente, parte del DNA del modello cooperativo.

Call to action per valorizzare la relazione tra cooperative e cultura

L’ICA invita UNESCO, Stati e partner internazionali a:

  1. Integrare cooperative e cultura nell’obiettivo globale autonomo.
  2. Favorire la creazione e il rafforzamento di cooperative culturali.
  3. Riconoscere le cooperative come attori chiave nelle politiche culturali.
  4. Promuovere l’educazione al modello cooperativo.
  5. Garantire un quadro politico e giuridico favorevole.

 

Clicca qui per scaricare il policy paper di Modiacult 2025

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