Tempo di lettura: 3 minuti
Il policy brief dell’International Cooperatives Alliance per l’UNESCO mostra come cooperative e cultura siano centrali per salvaguardare il patrimonio, creare lavoro dignitoso e innovare in modo sostenibile.
ICA e UNESCO insieme
L’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA) in occasione di Mondiacult 2025, il congresso mondiale dell’UNESCO a Barcellona, ha presentato il documento programmatico “Le cooperative come attori chiave nel posizionare la cultura come bene comune e come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile”.
Il testo, redatto da Santosh Kumar e Francesca Martinelli, è stato illustrato a Barcellona il 26 settembre durante l’evento “Cooperatives in Culture for Diversity, Cultural Rights and Decent Work”. Qui è emerso con chiarezza come il legame tra cooperative e cultura sia una leva concreta per lo sviluppo sostenibile.
Cultura come bene comune
La cultura è un bene comune e pubblico, essenziale quanto la salute e l’educazione. Come l’aria pulita o i sistemi sanitari pubblici, la cultura sostiene le comunità, rafforza la democrazia e promuove la dignità umana. Le cooperative, grazie ai loro valori e principi, dimostrano di essere strumenti unici per riconoscere e rafforzare la cultura come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile.
L’ICA sostiene l’iniziativa UNESCO per riconoscere la cultura come obiettivo globale autonomo, sottolineando che le cooperative e cultura sono un binomio capace di rafforzare diversità, inclusione e partecipazione.
Cooperative e patrimonio culturale
Nel 2016 l’UNESCO ha iscritto l’idea e la pratica delle cooperative nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. È la prova che la cooperazione stessa è un valore culturale da salvaguardare.
Le cooperative operano in tutto il mondo per preservare tradizioni, mestieri e conoscenze. Tra i casi più significativi:
-
Pintao Hat Cooperatives (Panama) – salvaguardano la tradizione del cappello pintao unendo artigiani, formazione e commercio equo.
-
Kyrgyz Handicraft Association (Kyrgyzstan) – donne cooperative che preservano le tecniche di feltro tradizionali, trasmettendo saperi tra generazioni.
-
Knowhow about the Argan Tree (Marocco) – cooperative femminili che producono olio di argan, riconosciuto dall’UNESCO, garantendo reddito, servizi e coesione sociale.
-
Jeju Haenyeo (Corea del Sud) – cooperative di donne subacquee che mantengono viva un’antica tradizione e rafforzano la sostenibilità ambientale.
-
Aboriginal Cooperatives (Australia) – promuovono il benessere comunitario attraverso la lingua, l’arte e le pratiche tradizionali delle Prime Nazioni, creando anche percorsi di sviluppo economico legati alla cultura e al territorio.
- CoopCulture (Italia) – sostiene i beni culturali comuni, dimostrando come le cooperative possano proteggere il patrimonio come bene pubblico condiviso.
Cooperative nei settori culturali e creativi
Le cooperative non solo custodiscono tradizioni, ma innovano nei settori culturali e creativi (CCI). Alcuni esempi:
- Associated Press – AP (USA) – una delle prime grandi cooperative mediatiche (1846), che permette a migliaia di testate di condividere i costi di produzione delle notizie e garantire informazione affidabile.
- Magnum Photos (USA) – cooperativa di fotografi fondata nel 1947, che unisce fotogiornalismo e arte, garantendo indipendenza e proprietà agli autori.
- Doc Servizi (Italia) – con oltre 6.000 membri, offre a chi lavora nello spettacolo protezioni sociali e contratti equi.
- Smart (Belgio) – supporta più di 40.000 freelance in Europa, creando un modello cooperativo per il lavoro culturale.
- Means TV (USA) – piattaforma di streaming cooperativa, alternativa ai modelli dominati dal capitale di rischio.
Meta-organizzazioni e reti di cooperative e cultura
Le federazioni e le reti cooperative svolgono un ruolo chiave nel rafforzare il sistema culturale:
- TRIFED (India) – promuove le comunità tribali attraverso la valorizzazione e il commercio equo dei loro prodotti culturali.
-
CulTurMedia (Italia) – rappresenta circa 900 cooperative dei settori cultura, turismo e comunicazione.
-
Pan-African Fashion Alliance (Africa) – sostiene lo sviluppo di una cooperativa transnazionale per il settore moda, legando identità culturale e accesso ai mercati globali.
Cooperative e cultura: effetti positivi
Le cooperative culturali hanno un impatto che va oltre la semplice produzione artistica:
-
garantiscono lavoro dignitoso e inclusivo;
-
rafforzano la partecipazione democratica e comunitaria;
-
promuovono imprenditoria femminile e giovanile;
-
creano piattaforme digitali per ampliare accesso e innovazione;
-
valorizzano la tradizione senza mercificarla;
-
sostengono la trasmissione intergenerazionale dei saperi.
Cooperative e quadri internazionali
Le cooperative rafforzano i principali strumenti internazionali:
-
SDG 8 e Raccomandazione ILO 193 (2002) sul lavoro dignitoso.
-
Convenzioni UNESCO 2003 e 2005, Dichiarazione 2001 e Carta della Cultura Equa (2024).
-
SDG 16, per istituzioni forti e partecipazione democratica.
-
Agende globali: UN Pact for the Future, Global Digital Compact 2024, Financing for Development 2025, World Social Summit 2025.
-
Educazione e apprendimento permanente, parte del DNA del modello cooperativo.
Call to action per valorizzare la relazione tra cooperative e cultura
L’ICA invita UNESCO, Stati e partner internazionali a:
- Integrare cooperative e cultura nell’obiettivo globale autonomo.
- Favorire la creazione e il rafforzamento di cooperative culturali.
- Riconoscere le cooperative come attori chiave nelle politiche culturali.
- Promuovere l’educazione al modello cooperativo.
- Garantire un quadro politico e giuridico favorevole.
Clicca qui per scaricare il policy paper di Modiacult 2025
_________________________________________________________________________________________
Vuoi saperne di più su diritti, dignità del lavoro pratiche di cooperazione, innovazione e sostenibilità? Ti interessa il mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura? Non perderti nessun aggiornamento, segui il canale WhatsApp di Fondazione Centro Studi Doc.
