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All’ottava conferenza INDL a Bologna, Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc, ha presentato il turismo cooperativo come opportunità per de-mercificare il lavoro, creare tutele e promuovere sostenibilità.

La conferenza dell’International Digital Labour Network (INDL)

Dal 10 al 12 settembre 2025, si è svolta l’ottava conferenza annuale dell’International Digital Labor Network (INDL) presso l’Università di Bologna. Organizzata in collaborazione con Fondazione Di Vittorio, DiPLab (Digital Platform Labor), INCA (Increse Corporate Political Responsibility and Accountability) e ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Giovedì 11 settembre il turismo cooperativo è stato al centro dell’intervento di Francesca Martinelli (Fondazione Centro Studi Doc) e Sonja Novkovic (ICCM, Saint Mary’s University) durante la sessione dediacata a “Piattaforme cooperative e modelli di business alternativi” moderata da Gianmarco Peterlongo (Università Statale di Milano). L’obiettivo è stato quello di analizzare come le piattaforme cooperative possano offrire alternative sostenibili al turismo di massa, de-mercificando il lavoro e restituendo centralità alle comunità locali.

Il problema del turismo di massa

Il turismo di massa è stato negli ultimi decenni una delle industrie più dinamiche e allo stesso tempo più problematiche. La crescita favorita da voli low cost e affitti brevi ha portato a un aumento esponenziale dei flussi turistici. Tuttavia, come mostrano gli studi, questo sviluppo ha anche prodotto effetti negativi: gentrificazione, aumento dei costi abitativi, perdita di identità dei quartieri e precarizzazione dei lavoratori del settore. In questo scenario, il lavoro nel turismo continua a essere caratterizzato da stagionalità, bassi salari e scarsa protezione sociale.

Turismo cooperativo: una tradizione che si rinnova

Il turismo cooperativo non è un’invenzione recente. Già dagli anni ’30 esistevano cooperative di turismo sociale che garantivano vacanze accessibili ai lavoratori meno abbienti. Nel tempo, questo modello si è evoluto includendo agenzie di viaggio cooperative, eco-turismo e turismo di comunità.

Oggi, grazie al digitale, emergono le piattaforme cooperative, che usano la tecnologia non per massimizzare i profitti di pochi, ma per redistribuire valore tra lavoratori, utenti e comunità locali.

Esempi di uso delle piattaforme nel turismo cooperativo

Fairbnb è nata nel 2016 come cooperativa di lavoratori per contrastare l’impatto di piattaforme come Airbnb o Booking, reinvestiva il 50% delle commissioni in progetti sociali. Nonostante l’innovazione, ha incontrato difficoltà economiche e tecnologiche, fino a chiudere nel 2025.

Les Oiseaux de Passage è una cooperativa francese multistakeholder che mette al centro diritti umani e narrazione dei territori. Il suo punto di forza è la “human-to-human interface” che riduce la digitalizzazione e valorizza il lavoro dignitoso.

Time Warp Travel è un’agenzia di viaggi interna a Doc Servizi, una cooperativa di 7.000 lavoratori dello spettacolo. Offre anticipi delle spese di viaggio, sconti sui trasporti e nuove opportunità occupazionali, rafforzando la protezione del lavoro.

Risultati e prospettive

Le cooperative mostrano diversi punti di forza: governance democratica, reinvestimento nelle comunità, maggiore equità nella distribuzione del valore, attenzione al lavoro dignitoso. Allo stesso tempo emergono criticità, quali difficoltà di finanziamento, lentezza decisionale e limiti di scala rispetto alle piattaforme globali. Particolarmente difficile è finanziare la piattaforma, poiché risulta costoso il sistema di tentativi ed errori, mantenere un miglioramento coerente con le grandi piattaforme evitando l’obsolescenza, garantire un’ottimale gestione dei dati insieme alla sicurezza informatica.

Quindi anche se il turismo cooperativo è capace di de-mercificare il lavoro, rafforzare la giustizia sociale e costruire modelli più equi e sostenibili, le cooperative non possono essere considerate una soluzione definitiva ai problemi strutturali del turismo globale. È fondamentale che i regolatori nazionali e internazionali intervengano con politiche adeguate, capaci di riequilibrare il mercato e sostenere le alternative cooperative.

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