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Per aiutare le e i giovani a cercare lavoro, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lancia AppLI: l’assistente virtuale che usa l’intelligenza artificiale per agevolare l’inserimento lavorativo.
AppLI: l’assistente virtuale per cercare lavoro
Con Notizia del 25 luglio 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha lanciato l’assistente virtuale AppLI. Questo nuovo strumento usa l’intelligenza artificiale generativa per supportare le persone intente a cercare lavoro. Con questo progetto, il Ministero intende ridurre la disoccupazione giovanile, anche a fronte del crescente numero di NEET in Italia, ovvero di persone che non studiano né lavorano. Secondo i dati Istat più recenti, il nostro Paese nel 2024 contava più di 1,3 milioni di NEET tra i 15 e i 29 anni.
Nello specifico, AppLI si impegna a rispondere a diverse sfide, che riguardano l’attuale mondo del lavoro:
- Riavvicinare le e i giovani al lavoro;
- Ridurre il mismatch tra competenze e domanda, integrando il lavoro della piattaforma Siisl, gestita dallINPS;
- Promuovere un uso consapevole dell’AI, come indicato dal quadro delle politiche promosse dal G7 di Cagliari;
- Potenziare i Centri per l’Impiego.
AppLI lavorerà in sinergia con i Centri per l’Impiego (CPI) e altre istituzioni locali. In questo modo, garantirà che i servizi siano realmente fruibili a livello nazionale. A partire da settembre 2025, il piano di rilascio coinvolgerà fino a 120.000 giovani, con un supporto diretto dai CPI e dall’INPS.
Come cercare lavoro con AppLI?
Grazie all’uso dell’IA generativa, AppLI si adatta alle esigenze specifiche di ogni utente. Per farlo, suggerisce opportunità lavorative, percorsi formativi e attività che corrispondono alle loro competenze e interessi. Non solo: il suo obiettivo è anche quello di accompagnare il percorso di crescita personale e professionale delle e degli utenti. In. questo modo, questo progetto mira a ridurre l’ansia della ricerca di lavoro e aumentare la fiducia in sé stessi.
Nel concreto, AppLI si occupa di:
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Orientamento professionale personalizzato sulla base degli interessi e delle competenze individuali;
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Supporto nella creazione di documenti come curricula vitae e lettere di presentazione;
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Simulazione di colloqui di lavoro;
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Accesso alle opportunità formative: integrato con la piattaforma SIISL, offre informazioni aggiornate su corsi di formazione professionale e percorsi educativi;
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Apprendimento continuo grazie a sessioni di micro-apprendimento dove acquisire nuove competenze;
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Supporto multilingue e inclusivo grazie alla possibilità di interagire con funzionalità vocali.
AppLI affronta davvero la questione NEET?
Per non ridurre la questione NEET alla mera responsabilità individuale di impegnarsi per cercare lavoro, il fenomeno deve essere affrontato in profondità. In questo senso, nonostante l’intento dichiarato, AppLI non basta a rispondere alle esigenze delle persone NEET.
AppLI è una piattaforma rivolta a chi già agisce attivamente per cercare lavoro. Tuttavia, come mostrano i dati ISTAT citati, solo il 33,7% de* NEET è disoccupat*, a fronte di un 66,3% di inoccupat*. Guardando più nel dettaglio, bisogna distinguere l’esperienza NEET di chi vive nelle aree urbane da quella di chi vive nelle aree interne. Nelle aree urbane, è frequente che chi risulta ufficialmente NEET abbia in realtà un lavoro. Tale lavoro non è però dichiarato e rimane fuori dalle rilevazioni, nell’economia informale. Invece, NEET delle aree interne hanno più alte percentuali di abbandono scolastico, dipendono più spesso dalla famiglia e hanno meno reti di supporto. Qui, sono più frequenti isolamento e depressione.
Inoltre, come mostrano i dati, alcun* NEET hanno solo 15 anni, anche se la scuola dell’obbligo finisce a 16 anni. Ricade sullo Stato la responsabilità di osservare e agire sulle ragioni dietro un tale l’abbandono scolastico.
Di conseguenza, per affrontare il fenomeno NEET bisogna dunque agire su più fronti, come già avviene in alcuni progetti territoriali. Uno spunto può essere concentrarsi sull’accesso all’istruzione e sullo stato del mondo del lavoro, prima che sull’orientamento a esso. Chiediamoci quale lavoro, non come cercare lavoro. Bisogna garantire condizioni di lavoro dignitose, che permettano indipendenza economica. Altrimenti, l’inoccupazione resterà un’alternativa preferibile allo sfruttamento. Inoltre, è urgente affrontare il problema dei prezzi del mercato immobiliare e degli affitti per student* e giovani lavoratrici e lavoratori. Infatti, studiare e lavorare richiedono spesso mobilità: se il proprio stipendio o quello familiare non bastano a pagarsi vitto e alloggio, studio e lavoro rischiano di diventare una spesa non sostenibile.
Foto di Vlada Karpovich
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