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In Europa si contano oltre 3 milioni di tirocinanti, in costante aumento. Tuttavia, spesso le loro condizioni lavorative non sono adeguate, tanto che si è sviluppato il fenomeno dei “finti tirocini”. Per contrastare queste pratiche e garantire la tutela dei diritti di chi fa i tirocini, la Commissione Europea ha proposto una nuova normativa, attualmente in fase di negoziato col Parlamento Europeo.
La nuova direttiva europea per combattere i finti tirocini
In Europa si contano oltre 3 milioni di tirocinanti: un numero in crescita e che secondo le previsioni aumenterà del 16% entro il 2030. Si tratta principalmente di giovani alle porte del mercato del lavoro che attraverso queste esperienze temporanee acquisiscono le necessarie competenze professionali. Talvolta, però, le aziende utilizzano in tirocinio per mascherare rapporti di lavoro veri e propri. In questo modo, a parità di mansione, non si garantiscono a chi svolge finti tirocini le condizioni economiche, di tutela e di sicurezza riservato al personale assunto.
Per contrastare questo uso erroneo dei tirocini, a giugno la Commissione Europea ha concordato la propria posizione per la stesura di una nuova normativa contro i finti tirocini. Attualmente, la proposta è in fase di negoziato col Parlamento Europeo. Uno dei punti in discussione è la proposta di sostituire il termine “dipendente regolare” con “dipendente comparabile”. Inoltre, la normativa vuole introdurre la definizione di cosa sono i finti tirocini.
Nello specifico, la proposta della Commissione Europea si applica a chiunque svolga un tirocinio, con l’intento di migliorare le loro condizioni di lavoro e combattere le pratiche abusive. Tuttavia, la proposta non riguarda né i tirocini svolti in contesti scolastici o universitari né le politiche attive del mercato del lavoro. L’applicazione e l’eventuale ampliamento della direttiva ad altri contesti dipenderà poi dalla volontà dei singoli Stati membri, che sceglieranno come applicarla anche sulla base del diritto e delle prassi nazionali..
Il problema dei falsi tirocini in Europa
Il fenomeno dei falsi tirocini è sempre più diffuso in Europa e rappresenta una delle principali forme di sfruttamento giovanile nel mercato del lavoro. Ne parlano i dati della survey dell’Eurobarometro 2023 riguardo ai giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno completato almeno un tirocinio. Emerge che la metà delle e dei tirocinanti nell’Unione Europea non riceve alcun compenso per la propria attività. Inoltre, circa il 27% non ha accesso alla protezione sociale, mentre il 69% afferma di avere le stesse condizioni in termini di attrezzature, orari e trattamento, del personale regolare.
Il rischio di abuso e falsi tirocini cresce quando le aziende propongono tirocini ripetuti con la stessa persona. Qui, spicca il dato dell’Ungheria, col 50% delle e dei tirocinanti che hanno svolto più di un tirocinio per la stessa azienda. Seguono Romania, Lituania, Cecoslovacchia ed Estonia con percentuali sopra il 45%. Tuttavia, il posizionamento dell’Italia è solo di poco inferiore, condividendo con Finlandia e Spagna la percentuale del 44% sui tirocini multipli.
Infine, un altro dato allarmante riguarda la mancanza di tutele. Oltre un quarto di chi fa un tirocinio non beneficia di copertura previdenziale o assicurativa durante l’esperienza formativa. Questo quadro alimenta disuguaglianze e precarietà, escludendo di fatto chi non può permettersi di lavorare gratis e penalizzando i gruppi sociali più vulnerabili.
Foto di fauxels
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