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Il 12 e 13 giugno si è svolta all’Università di Brescia la conferenza early career 2025 di AISRI. L’incontro ha visto confrontarsi giovani ricercatrici e ricercatori sul tema della democrazia nel lavoro. Ha partecipato anche Sofia Cantà, di Fondazione Centro Studi Doc, con un articolo sul potenziale trasformativo del modello cooperativo.

AISRI porta a Brescia la conferenza sulla democrazia nel lavoro

Il 12 e 13 giugno 2025 si è svolta l’annuale conferenza early career di AISRI, Associazione Italiana di Studio delle Relazioni Industriali. Quest’anno, l’Università degli Studi di Brescia ha ospitato l’incontro, incentrato sulla democrazia nel lavoro.

Il convengo ha esplorato come partecipazione e coinvolgimento attivo di lavoratrici e lavoratori influenzino le condizioni di lavoro e le politiche aziendali, offrendo un’occasione per ragionare sulle relazioni industriali con approccio multidisciplinare. Durante l’evento, giovani ricercatrici e ricercatori hanno approfondito concetti come la precarietà occupazionale, la rappresentanza sindacale e la capacità mobilitativa di lavoratrici e lavoratori. Inoltre, un focus specifico è stato dedicato alle sfide della digitalizzazione.

Nello specifico, l’incontro si è articolato su tre panel:

  1. Voice e nuove forme di rappresentanza;
  2. Democrazia e governance dell’impresa;
  3. Le relazioni industriali nell’era digitale.

Dalla due giorni è emerso che la voice di lavoratrici e lavoratori può promuovere una governance aziendale più sostenibile e politiche economiche più eque. Le ricerche hanno evidenziato la capacità di modelli partecipativi di rispondere alle sfide contemporanee nel mondo del lavoro.

Il contributo di Fondazione Centro Studi Doc

Alla conferenza ha partecipato anche Sofia Cantà di Fondazione Centro Studi Doc. In questa occasione, ha presentato una ricerca focalizzata sul potenziale trasformativo del modello cooperativo, evidenziando l’importanza della democrazia nel lavoro. La ricerca si è concentrata sulla capacità delle cooperative di rispondere alle sfide strutturali del mondo dello spettacolo. In particolare, ha analizzato il caso della pandemia da Covid-19, che ha acuito la precarietà e la frammentazione del settore.

L’intervento ha esplorato come le cooperative possano rappresentare un’alternativa al sistema capitalistico, proponendo un modello economico che valorizza la solidarietà, la partecipazione e il benessere collettivo e contrastando le dinamiche di individualismo e sfruttamento tipiche del settore. La ricerca ha dato particolare attenzione al modello delle cooperative di autogestione, dette anche metaforicamente Pegasus Enterprise, che permettono a chi fa parte della cooperativa di mantenere al contempo libertà artistica nella gestione del proprio lavoro e i diritti del lavoro dipendente.

Partendo da queste premesse, in contesti di crisi come quello rappresentato dalla sindemia legata al Covid-19, le cooperative hanno dimostrato di avere la capacità di favorire la mobilitazione collettiva tra lavoratrici e lavoratori. In particolare, la ricerca ha analizzato l’attività di mobilitazione avviata dai soci e socie della cooperativa Doc Servizi che, insieme ad altri gruppi formali e informali dello spettacolo, ha attivato un canale di confronto interno che ha poi portato alla stesura di proposte di riforma del settore spettacolo.

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