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Aperte le candidature alla lista dell’Alleanza Internazionale delle Cooperative per cooperative e patrimonio culturale: cultura, luoghi e pratiche cooperative che raccontano la storia e i valori cooperativi.
Cooperative e patrimonio culturale: aperte le candidature 2026
Sono ufficialmente aperte le candidature alla lista del patrimonio culturale cooperativo promossa dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA) attraverso la piattaforma dedicata (culturalheritage.coop).
L’apertura è avvenuta il 5 aprile, in occasione dell’International Day of Conscience, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere una cultura di pace.
L’iniziativa invita cooperative, organizzazioni e comunità a proporre luoghi, pratiche ed elementi immateriali che rappresentano e trasmettono i valori della cooperazione: mutualità, democrazia, solidarietà e partecipazione. La lista del patrimonio culturale cooperativo nasce infatti per riconoscere e valorizzare quei contesti in cui la cooperazione non è solo un modello economico, ma una pratica culturale radicata nei territori.
Si tratta di:
- luoghi simbolici della storia cooperativa
- archivi, musei e spazi di memoria
- pratiche sociali e forme di organizzazione comunitaria
- tradizioni e saperi condivisi
L’obiettivo è duplice. Da un lato, preservare la memoria cooperativa. Dall’altro, rendere visibile il contributo delle cooperative alla costruzione di società più eque e inclusive.
Il riconoscimento UNESCO della cultura cooperativa
Un passaggio fondamentale per il riconoscimento internazionale del patrimonio culturale cooperativo è avvenuto nel 2016, quando l’UNESCO ha inserito l’idea e la pratica della cooperazione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Questo riconoscimento ha sancito che la cooperazione non è solo un modello economico, ma una forma di organizzazione sociale e culturale basata su valori condivisi e trasmissione intergenerazionale. La cultura cooperativa è stata così riconosciuta come patrimonio vivo, fatto di pratiche quotidiane, relazioni e comunità.
Per rafforzare ulteriormente il rapporto tra cooperative e UNESCO, l’ICA in occasione di Mondiacult 2025, il congresso mondiale dell’UNESCO a Barcellona, ha presentato il documento programmatico “Le cooperative come attori chiave nel posizionare la cultura come bene comune e come obiettivo autonomo per lo sviluppo sostenibile”. Il documento evidenzia con chiarezza come il legame tra cooperative e cultura sia una leva concreta per lo sviluppo sostenibile.
Inoltre, nel corso delle celebrazioni per i 50 anni di Culturmedia Legacoop, l’impegno internazionale è stato rilanciato anche a livello nazionale. A febbraio 2026, l’ICA e Culturmedia Legacoop hanno aderito e firmato la Fair Culture Charter, promossa dalla Commissione tedesca dell’UNESCO.
Questo passaggio ha rafforzato il legame tra cooperative, cultura e diritti, inserendo il patrimonio cooperativo dentro un quadro internazionale che riconosce la cultura come leva autonoma di sviluppo sostenibile.
Perché candidare nuovi luoghi e pratiche nel progetto che lega cooperative e patrimonio culturale?
A livello globale, il movimento cooperativo coinvolge oltre 1 miliardo di persone e conta più di 3 milioni di cooperative. All’interno di questo universo, il progetto sul patrimonio culturale cooperativo mira a mappare e valorizzare quei luoghi e quelle esperienze che rendono visibile questa storia.
Non si tratta solo di memoria. I luoghi del patrimonio cooperativo sono spazi attivi, in cui si trasmettono competenze, valori e modelli organizzativi. Sono archivi, centri culturali, cooperative storiche, ma anche pratiche immateriali che continuano a evolversi. La loro importanza sta nella capacità di collegare passato e futuro, rendendo la cooperazione una risorsa per affrontare le sfide contemporanee.
All’inaugurazione la mappatura contava già oltre 100 cooperative e 32 siti registrati in 25 paesi. L’apertura delle candidature rappresenta, quindi, un’opportunità concreta per segnalare luoghi e pratiche che uniscono cooperative e patrimonio culturale che sono in grado di:
- rendere visibili esperienze spesso poco conosciute;
- rafforzare reti internazionali;
- valorizzare modelli alternativi di sviluppo;
- contribuire alla costruzione di una cultura di pace.
Per candidare la tua realtà, clicca qui.
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