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Nel nuovo CCNL Federculture previsti aumenti del 7,5%, più welfare e nuovi inquadramenti. Il commento di Giovanna Barni, presidente di CulTurMedia Legacoop.
CCNL Federculture: firmato il nuovo contratto
È stato firmato il nuovo CCNL Federculture, il contratto nazionale di riferimento per chi lavora nel settore culturale. Il CCNL Federculture si applica oggi a lavoratrici e lavoratori di enti, aziende, consorzi e società che gestiscono attività culturali, turistiche, sportive e ricreative. Riguarda principalmente personale operante in musei, biblioteche, aree archeologiche, teatri, parchi e nelle organizzazioni che si occupano di servizi museali, didattica e promozione culturale. Secondo Federculture, l’adozione del contratto nel settore è cresciuta in modo significativo, arrivando a un incremento del 30% nell’ultimo anno.
L’intesa, sottoscritta a Roma tra Federculture e le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA, rende operative le misure previste per il triennio 2022-2024. Già si parla, pertanto, del rinnovo per gli anni 2025-2027, con il negoziato che prenderà avvio il 26 maggio 2026.
Clicca qui per leggere il CCNL Federculture 2019-2021
Clicca qui per il verbale di accordo per il rinnovo del CCNL Federculture del 30.04.2026
Le principali novità: piano economico, welfare e nuovi inquadramenti
Sul piano economico, il nuovo CCNL Federculture prevede un incremento complessivo del 7,5% dei minimi tabellari, con decorrenza dal 1° dicembre 2024.
Secondo le prime analisi, considerando anche le misure di welfare, l’aumento complessivo supera l’8%. Questo intervento mira a recuperare almeno in parte il potere d’acquisto dei lavoratori del settore, in un contesto segnato dall’inflazione e dalla crescita dei costi.
Il contratto prevede anche che il contributo per l’assistenza sanitaria integrativa venga raddoppiato. Si arriva a 28,17 euro al mese per ogni lavoratore/trice a tempo indeterminato.
Inoltre, il contratto introduce anche una revisione del sistema di classificazione del personale. Le aree restano tre, ma i livelli vengono ridotti e riorganizzati per rendere il sistema più semplice e leggibile. L’obiettivo è chiarire i percorsi professionali e migliorare la trasparenza degli inquadramenti.
Nel passaggio al nuovo sistema, il contratto garantisce la salvaguardia delle retribuzioni individuali, attraverso una componente economica non riassorbibile destinata a tutelare i lavoratori già in servizio.
Le critiche all’accordo: criticità per le cooperative in appalto
In merito all’accordo per il rinnovo del CCNL Federculture, commenta la Presidente di CulTurMedia Legacoop Giovanna Barni:
L’accordo per il rinnovo del CCNL Federculture per il triennio 2022-2024, sottoscritto il 30 aprile 2026, introduce evidenti profili di criticità rilevanti per le cooperative che applicano il contratto e operano, o hanno operato, in regime di pubblico appalto.
Nel dettaglio, l’ipotesi di accordo infatti prevede un incremento complessivo dei minimi tabellari, sotto forma di arretrati, senza previsione di gradualità, senza fondi di compensazione e senza che le stazioni appaltanti abbiano attivato meccanismi di revisione dei costi del lavoro, già stabiliti in fase di gara e allora vigenti. Per le annualità 22-24, oggetto di arretrati, tutto l’onere retroattivo graverà sulle cooperative.
Pur condividendo con i firmatari la necessità di garantire trattamenti economici ai nostri operatori, dignitosi e adeguati al costo della vita, essendo la tutela dei soci lavoratori uno dei principi alla base della cooperazione, si ritiene tuttavia che la sostenibilità di un sistema imprenditoriale debba passare necessariamente attraverso regole chiare e oneri prevedibili, che consentano una corretta pianificazione economico-finanziaria e una leale competizione nelle gare. In caso contrario l’applicazione di questo contratto rischierebbe di compromettere la continuità aziendale, con grande danno per la stabilità occupazionale dei lavoratori del settore, ma anche e soprattutto per la qualità del servizio per le comunità e i territori.
Avremmo auspicato una maggiore responsabilità da parte dei firmatari affinché fosse garantita la salvaguardia di un ecosistema, i cui finanziamenti pubblici sono tra l’altro sempre in calo e i cui modelli innovativi di buona relazione pubblico-privato faticano ad imporsi sulle logiche di gara al massimo ribasso.
Foto di Mochammad Algi.
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