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Come STEAM e lavoro culturale insieme stanno trasformando le competenze e le professioni culturali. Il report dell’intervento di Francesca Martinelli al webinar “From STEM to STEAM” organizzato dall’Accademia Teatro alla Scala nel quadro del progetto IartNET.
Un webinar su STEAM e lavoro culturale in evoluzione
Il webinar “From STEM to STEAM”, curato da Umberto Bellodi, Coordinatore Scientifico di IartNET per Accademia Teatro alla Scala e coordinatore del gruppo di lavoro sull’innovazione intersettoriale nell’ambito del LPS-CCI, ha affrontato l’evoluzione delle competenze richieste nelle industrie culturali e creative.
L’incontro ha esplorato il passaggio dai modelli STEM ai paradigmi STEAM, con un’attenzione speciale ai cambiamenti del mercato del lavoro. L’intervento di Francesca Martinelli ha offerto una lettura chiara delle trasformazioni in atto. Il focus è stato sulle nuove professioni ibride, sul ruolo dell’AI e sui rischi che emergono nei settori culturali più fragili.
Un nuovo paradigma per l’innovazione
L’approccio STEAM integra scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica. Questa integrazione cambia i metodi di progettazione e risoluzione dei problemi. La creatività rappresenta oggi un motore cognitivo capace di connettere dimensioni tecniche, estetiche e sociali. Le discipline artistiche, integrate con scienza, ingegneria, matematica e tecnologia, alimentano nuove forme di problem solving e progettazione. In questo modo, come conferma anche l’OCSE, la creatività sostiene l’innovazione quando dialoga con le competenze tecniche.
Perché il lavoro culturale è centrale nella transizione digitale
Le Industrie Culturali e Creative (ICC) sono, in Europa come in Italia, tra i settori più esposti ai cambiamenti del mercato del lavoro. Con 7,8 milioni di occupati in UE (Eurostat 2024) e 1,55 milioni in Italia (Symbola & Unioncamere 2024), rappresentano un laboratorio privilegiato per osservare il modo in cui il digitale sta trasformando processi, competenze e organizzazioni.
L’impatto del digitale si osserva con l’apparizione di nuove professioni ibride. La convergenza tra arte, tecnologia, design e dati genera nuove figure a cavallo tra le competenze umanistiche e tecniche. Anche l’adozione dell’IA è molto veloce nelle filiere creative. In particolare, publishing, audiovisivo, musica e comunicazione sono investiti da un’ondata di automazione “intelligente” che modifica compiti, ruoli e responsabilità.
Se la presenza del digitale crea nuove opportunità di lavoro, si osservano anche polarizzazioni del mercato del lavoro. Mentre alcuni settori, anche grazie al digitale, crescono, altri – come performing arts e patrimonio – continuano a mostrare fragilità strutturali, con redditi bassi, elevate discontinuità e scarso accesso al welfare.
Il caso italiano: un ecosistema forte ma polarizzato
In questo contesto, l’Italia è un esempio di struttura duale. Da un lato, settori come videogiochi, software, design e comunicazione mostrano dinamiche di crescita sopra la media e una forte domanda di competenze digitali. Dall’altro, i dati INPS (2024) mostrano un peggioramento delle condizioni per lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Nonostante i numeri del mercato siano in crescita, come evidenzia anche il report di SIAE sul 2024.
Nel 2024 chi ha lavorato nello spettacolo con almeno una giornata retribuita corrisponde a 342.212 persone. La media annua è di 96 giornate di lavoro. Il reddito medio è di 11.577 euro, poco al di sopra della soglia di povertà. Inoltre, il settore ha perso il –7% della forza lavoro in un solo anno. Questo significa che la crescita del mercato non si traduce automaticamente in qualità del lavoro.
Verso nuove competenze ibride tra STEAM e lavoro culturale
Una delle tesi centrali del webinar è che l’approccio STEAM fornisce un quadro ideale per ripensare competenze e professionalità nelle ICC. Il settore ha bisogno di persone con competenze integrate. Per questo, la creatività deve imparare a dialogare con dati, tecnologia e gestione. Le imprese chiedono figure capaci di combinare design, project management e analisi dei contenuti. Quindi, da un lato, le competenze digitali sono tra le più richieste, dall’altro, cresce anche la domanda di competenze imprenditoriali e gestionali.
Queste combinazioni sono sempre più richieste dalle imprese italiane, come mostrano i dati Excelsior (2024), che indicano difficoltà di reperimento in oltre il 40% dei profili digital-creativi. I percorsi formativi però non seguono sempre il ritmo del mercato. Il rischio è un aumento del mismatch.
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul comparto tecnico dello spettacolo
Martinelli ha presentato anche i primi risultati di una ricerca dedicata al comparto tecnico dello spettacolo. È la prima indagine italiana sul tema AI e lavoro tecnico. I dati mostrano una diffusione crescente degli strumenti IA, con oltre un quarto degli intervistati li usa ogni settimana.
Ad oggi, l’IA supporta attività tecniche, creative e organizzative. In particolare, l’uso è concentrato su troubleshooting, progettazione tecnica e produzione documentale. Sono anche in aumento i ruoli “meta-creativi” dedicati alla supervisione dell’output delle macchine.
Rispetto alla percezione dell’IA, le risposte restituiscono una forte ambivalenza tra entusiasmo e timori. I timori principali riguardano copyright, standardizzazione estetica e perdita di competenze.
Questo conferma che l’AI non “sostituisce” ma riconfigura il lavoro, creando nuovi compiti e nuove fragilità.
Il ruolo delle cooperative: un modello che risponde alla precarietà
Nella parte conclusiva, Martinelli ha mostrato come le cooperative di autogestione offrano soluzioni concrete alle distorsioni del mercato. Le cooperative riducono le fragilità del settore, migliorando stabilità, reddito e accesso al welfare per chi vi lavora.
Doc Servizi è un esempio consolidato. Con oltre 6.000 soci e un modello che offre autonomia professionale e protezioni del lavoro dipendente, rappresenta oggi una delle innovazioni organizzative più rilevanti nel panorama europeo.
Il video del webinar su STEAM e lavoro culturale
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