{"id":741,"date":"2019-09-23T09:00:53","date_gmt":"2019-09-23T07:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=741"},"modified":"2019-09-23T09:00:53","modified_gmt":"2019-09-23T07:00:53","slug":"il-sistema-culturale-e-creativo-italiano-cresce-ma-le-condizioni-di-lavoro-restano-precarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2019\/09\/23\/il-sistema-culturale-e-creativo-italiano-cresce-ma-le-condizioni-di-lavoro-restano-precarie\/","title":{"rendered":"Il sistema culturale e creativo italiano cresce ma le condizioni di lavoro restano precarie"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il sistema culturale e creativo \u00e8 florido e in continua crescita come emerge dagli ultimi dati del rapporto&nbsp;<\/strong><\/em><strong>Io sono cultura 2019<\/strong><em><strong>.&nbsp;La filiera cresce nel 2018 sia in termini di valore aggiunto, ancor pi\u00f9 dell\u2019anno precedente (+2,9%), sia di occupati (+1,5%), arrivando a superare i numeri dell\u2019economia italiana nel suo complesso. Nonostante questa crescita le condizioni di lavoro degli operatori del settore sono pi\u00f9 precarie rispetto a quelle della media nazionale<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019effetto moltiplicatore del sistema produttivo culturale e creativo italiano<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<strong>sistema produttivo culturale e creativo italiano<\/strong> \u00e8 composto dal patrimonio storico-artistico, le arti performative e le industrie creative e culturali, che a loro volta includono editoria e stampa, musica, cinema, radio, tv, comunicazione, software e videogiochi, architettura e design, ecc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo&nbsp;<em>Io sono cultura 2019<\/em>, il recente rapporto di&nbsp;<strong>Symbola e Unioncamere<\/strong> che per l\u2019ottavo anno consecutivo racconta il ruolo della cultura e della creativit\u00e0 come settore produttivo, l\u2019insieme di queste realt\u00e0 nel&nbsp;<strong>2018<\/strong> ha prodotto in Italia&nbsp;<strong>95,8 miliardi di euro<\/strong> (6,1% del PIL). Si aggiunge un indotto di 169,6 miliardi di euro, arrivando a un totale di&nbsp;<strong>265,4 miliardi di euro di valore aggiunto&nbsp;<\/strong>prodotto dall\u2019intera filiera, pari al&nbsp;<strong>16,9% di PIL<\/strong> (+2,9% dal 2017).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescita del sistema culturale e creativo \u00e8 confermata anche dal recente<em> Annuario dello Spettacolo 2018 <\/em>di <strong>SIAE<\/strong>. A parte un costante calo del settore cinematografico, nel rapporto si evidenzia che gli italiani hanno speso pi\u00f9 che nel 2017 per partecipare a eventi. In particolare, si \u00e8 vista una crescita dell\u2019acquisto di biglietti, abbonamenti (+5,90%) e dei servizi accessori offerti dagli organizzatori (+5,70%). In generale, la SIAE osserva una crescente propensione al spendere nei consumi culturali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I professionisti del sistema creativo e culturale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore riguarda inoltre&nbsp;<strong>416.080 imprese<\/strong> (6,8% del totale) che si dividono tra due tipologie di imprese. Le imprese con core business nel settore culturale (291.025) e quelle creative driven (125.054), ovvero quelle che non fanno parte della filiera ma utilizzano contenuti e competenze culturali e creative. Nell\u2019insieme queste imprese impiegano&nbsp;<strong>1,55 milioni di persone<\/strong>, pari al 6,1% del totale degli occupati, con una crescita dell\u20191,5% rispetto al 2017.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi di Symbola e Unioncamere suddivide i professionisti del sistema produttivo culturale e creativo italiano in&nbsp;<strong>tre profili<\/strong>. Tra gli impiegati in imprese in cui il core business \u00e8 puramente culturale vi sono coloro che hanno (1) mansioni strettamente correlate alla filiera o (2) figure di supporto con mansioni di corredo. Vi sono poi coloro che hanno (3) una mansione culturale e creativa all\u2019interno di un\u2019impresa che per\u00f2 non ha al suo centro il business culturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prescindere dal profilo, per quanto concerne la professione, secondo i dati di&nbsp;<em>Io sono cultura 2018<\/em>, quella pi\u00f9 diffusa in tale settore \u00e8 quella di&nbsp;<strong>designer<\/strong> (13%), a cui seguono architetti (7,1%), grafici o illustratori (6,6%), fotografi (6,3%). A met\u00e0 strada si trovano organizzatori di eventi (4,8%) e comunicatori (4,7%). Sotto il 3% si trovano invece videomaker, artisti, autori, scrittori, autori, storyteller, registi e&nbsp;<strong>sotto l\u20191% musicisti, attori e ballerini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista demografico la maggior parte dei lavoratori impiegati nell\u2019ambito creativo e culturale ha un\u2019et\u00e0 compresa tra i 35 e i 54 anni (58,2%). Anche se si osserva una forte incidenza di giovani (25-34 anni: 20%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un settore con un alto livello di istruzione e formazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro dato da sottolineare \u00e8 che&nbsp;<strong>il 42,9% di coloro che operano in questo settore hanno conseguito un titolo di studio terziario<\/strong>, contro al 21% di coloro che l\u2019hanno conseguito nel resto dell\u2019economia. Si osserva questo \u201craddoppiamento\u201d anche rispetto ai titoli di laurea magistrale. I lavoratori del settore culturale e creativo raggiungono infatti un 33,9% di laureati di contro a un 7,6% rispetto al resto dell\u2019economia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019insieme si tratta quindi di lavoratori che hanno&nbsp;<strong>un alto titolo di studio<\/strong>. Un dato confermato anche dalla ricerca&nbsp;<em>Vita da artisti<\/em>, studio pubblicato nel 2017 e realizzato dalla&nbsp;<strong>Fondazione di Vittorio<\/strong> e commissionata dalla&nbsp;<strong>SLC-CGIL<\/strong>. La ricerca \u00e8 dedicata in particolare al mondo delle performing arts e dello spettacolo dal vivo e si basa su un campione di 2.090 questionari considerati valutabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo studio si evidenzia ancora di pi\u00f9&nbsp;<strong>il ruolo centrale della formazione nel settore<\/strong>. Nel settore dello spettacolo, composto prevalentemente da attori, musicisti, ballerini e autori, emerge l\u2019importanza di aver conseguito un titolo specifico di formazione. Il titolo \u00e8 in genere ottenuto nel proprio ambito (accademia teatrale, conservatorio, accademia di belle arti, ecc.) e seguito dalla formazione continua.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lavorare nel mondo culturale: un\u2019esistenza precaria<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante l\u2019alto livello di formazione,&nbsp;<em>Io sono cultura 2019<\/em> rileva che il numero di lavoratori della cultura e della creativit\u00e0 con&nbsp;<strong>contratto di lavoro dipendente \u00e8 inferiore rispetto a quello della media nazionale<\/strong>. Vi \u00e8 infatti una prevalenza di contratti di lavoro autonomo, a tempo determinato e part time soprattutto per coloro che operano nelle imprese con un core business culturale. Si osserva anche una forte prevalenza di impieghi intermittenti e discontinui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca della Fondazione di Vittorio mostra che oltre a questa caratteristica, nel settore dello spettacolo il lavoro \u00e8 caratterizzato anche da&nbsp;<strong>multi-committenza e forte mobilit\u00e0<\/strong>. Ne segue una generale&nbsp;<strong>difficolt\u00e0 nelle condizioni economiche<\/strong>, poich\u00e9 pi\u00f9 della met\u00e0 del campione (51,4%) recepisce un reddito al di sotto dei 5.000 euro all\u2019anno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La causa di questi bassi redditi \u00e8 legata alla&nbsp;<strong>forte diffusione del sommerso nel settore<\/strong>, al lavoro non regolamentato (ad esempio, non vengono riconosciuti gli straordinari o le giornate di lavoro effettivamente svolte) e al fatto che spesso il lavoro nello spettacolo \u00e8 affiancato a un altro impiego (ad esempio, nella ristorazione).&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lavoro discontinuo, poco pagato e sommerso<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019insieme di queste osservazioni trova conferma anche nell\u2019analisi del campione delle sette cooperative appartenenti alla rete Doc e che ad oggi raggruppano circa&nbsp;<strong>8.000 lavoratori che appartengono alla filiera dell\u2019arte, la cultura e la creativit\u00e0<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Fondazione Centro Studi Doc ha realizzato&nbsp;<strong>una prima analisi dei dati aggregati<\/strong> di musicisti, tecnici dello spettacolo, insegnanti, fotografi, attori, ballerini, intrattenitori, giornalisti. \u00c8 stato studiato il reddito, la continuit\u00e0 lavorativa e le spese sostenute nel corso dell\u2019anno 2018. Si tratta di dati che non rientrano nelle statistiche canoniche che utilizzano come fonti istituzioni specifiche (ad esempio, i teatri stabili) o tecniche, come nel caso di&nbsp;<em>Vita da artisti<\/em>, di&nbsp;<em>snowball sampling<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019analisi dei dati di questi lavoratori emerge una panoramica sugli auto imprenditori dell\u2019arte e della creativit\u00e0 in Italia. Si tratta di professioni che sono molto diverse per contenuto che non rispondono alla stessa cassa previdenziale e alle stesse normative. Eppure&nbsp;<strong>tutti i professionisti hanno in comune l\u2019esperienza di una forte discontinuit\u00e0 nell\u2019attivit\u00e0 lavorativa. Segue anche un reddito molto basso<\/strong>, come si osserva anche nella&nbsp;<strong>Tabella<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un dato tra l\u2019altro coerente con quelli che riguardano il lavoro dei freelance analizzati, ad esempio, nella ricerca transeuropea co-finanziata dalla Commissione Europea&nbsp;<strong>I-Wire<\/strong>. I risultati pubblicati nel 2018 mostrano che in media i freelance guadagnano meno di 30.000 euro (lordi) all\u2019anno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Interessante eccezione a questo quadro \u00e8 rappresentata dalla&nbsp;<strong>categoria dei tecnici dello spettacolo<\/strong>. A causa della forte sensibilit\u00e0 alla&nbsp;<strong>sicurezza sul lavoro<\/strong>, mostrano una diversa sensibilit\u00e0 al&nbsp;<strong>lavoro sommerso<\/strong>, che resta invece uno dei maggiori fattori di basso reddito per le altre categorie di professionisti prese in considerazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tabella<\/strong> <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Tabella \u00e8 indicato il fatturato medio annuo (2018) dei professionisti dell\u2019arte, la cultura e lo spettacolo basata su un&#8217;elaborazione dati effettuata dalla Fondazione Centro Studi Doc (2019).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/sistema-culturale-creativo-fatturato-2018.png\" alt=\"sistema culturale e creativo\" class=\"wp-image-745\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Link utili<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"http:\/\/www.symbola.net\/ricerca\/io-sono-cultura-2019\/\">Io sono cultura 2019<\/a><\/em> di Fondazione Symbola e Unioncamere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.fondazionedivittorio.it\/it\/vita-artisti-0\">Vita da artisti<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/www.fondazionedivittorio.it\/it\/vita-artisti-0\"> <\/a>di Fondazione di Vittorio e Slc-Cgil.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"http:\/\/www.i-wire.eu\/\">i-Wire<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.i-wire.eu\/\">.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.siae.it\/it\/chi-siamo\/lo-spettacolo-cifre\/losservatorio-dello-spettacolo\">Annuario dello spettacolo 2018<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/www.siae.it\/it\/chi-siamo\/lo-spettacolo-cifre\/losservatorio-dello-spettacolo\"> <\/a>della SIAE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema culturale e creativo \u00e8 florido e in continua crescita come emerge dagli ultimi dati del rapporto&nbsp;Io sono cultura 2019.&nbsp;La filiera cresce nel 2018 sia in termini di valore aggiunto, ancor pi\u00f9 dell\u2019anno precedente (+2,9%), sia di occupati (+1,5%), arrivando a superare i numeri dell\u2019economia italiana nel suo complesso. Nonostante questa crescita le condizioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":878,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[8,4,93],"tags":[110,79,111,112],"class_list":["post-741","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-cultura-spettacolo","category-dignita-del-lavoro","category-studi-e-ricerche","tag-fondazione-centro-studi-doc","tag-lavoro","tag-ricerca","tag-sistema-culturale-e-creativo-italiano"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=741"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/741\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}