{"id":3150,"date":"2022-06-28T10:12:00","date_gmt":"2022-06-28T08:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=3150"},"modified":"2023-02-21T19:56:20","modified_gmt":"2023-02-21T18:56:20","slug":"dalle-piattaforme-cooperative-al-soffitto-di-cristallo-intervista-a-francesca-martinelli-su-wow-women-on-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2022\/06\/28\/dalle-piattaforme-cooperative-al-soffitto-di-cristallo-intervista-a-francesca-martinelli-su-wow-women-on-web\/","title":{"rendered":"Dalle piattaforme cooperative al soffitto di cristallo: intervista a Francesca Martinelli su WoW &#8211; Women on Web"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><i>Nell&#8217;ultima puntata di WoW &#8211; Women on Web andata in onda il 27 giugno per Radio Activa, Federica Meta e Francesca Pucci hanno intervistato Francesca Martinelli. Con la direttrice della Fondazione Centro Studi Doc si sono confrontate sulle piattaforme cooperative e su come sconfiggere il soffitto di cristallo per cui tante donne non accedono a posizioni apicali.<\/i><\/strong><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.radioactiva.it\/puntata\/il-cooperativismo-di-piattaforma\/\">Ascolta il podcast.<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Francesca, cos\u2019\u00e8 il cooperativismo delle piattaforme e perch\u00e9 pu\u00f2 essere una valida alternativa al capitalismo delle piattaforme?<\/em><\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avete gi\u00e0 ricordato, <strong>il neologismo\u00a0<em>platform cooperativism<\/em>\u00a0\u00e8 stato introdotto nel 2014 come contro-narrazione alla degenerazione del capitalismo delle piattaforme<\/strong>. Con l\u2019economia di piattaforme osserviamo infatti nuove forme di sfruttamento dei lavoratori, pensiamo ai rider. Ci sono poi la concentrazione ed estrazione delle ricchezze, l\u2019impiego opaco di algoritmi e dati. Inoltre, spesso capita che le societ\u00e0 che si trovano dietro le piattaforme sfruttano regimi fiscali favorevoli anche tramite l\u2019attraversamento utilitaristico dei confini nazionali.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In contrasto con questa visione centralizzata dall\u2019alto, <strong>una piattaforma cooperativa parte dal basso<\/strong>; \u00e8 infatti costituita da lavoratori, consumatori o enti che insieme decidono di fondare una cooperativa per avere il controllo democratico e la propriet\u00e0 condivisa dei mezzi di produzione\u00a0\u2013\u00a0in questo caso la piattaforma.\u00a0Una piattaforma cooperativa \u00e8 quindi un\u2019impresa cooperativa, <strong>caratterizzata dalla propriet\u00e0 condivisa e dalla\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0democratica<\/strong>, in cui l\u2019uso delle tecnologie digitali supporta il consumo, lo scambio e la produzione di beni e servizi all\u2019interno di una comunit\u00e0, massimizzando anche la generazione e la distribuzione del valore.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concentrandoci sul versante organizzativo, <strong>nelle piattaforme cooperative c\u2019\u00e8 una coincidenza tra proprietari della piattaforma e lavoratori o consumatori<\/strong>. Questo significa che a differenza delle piattaforme classiche, i lavoratori e i consumatori hanno un controllo completo sui prodotti e servizi della piattaforma, sui prezzi e sulle tariffe, sulla governance e sull&#8217;uso dei dati personali. In sostanza, le persone non sono sfruttate dalla piattaforma digitale, poich\u00e9 la controllano.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di conseguenza, anche il modello economico utilizzato non \u00e8 come quello delle piattaforme classiche, che estraggono valore dalla relazione che intermediano sulla piattaforma. Nelle piattaforme cooperative, infatti, quando la piattaforma viene ottimizzata, <strong>il plusvalore che si genera ricade sui proprietari della piattaforma<\/strong>, sempre lavoratori e consumatori.\u00a0In questo modo, si precludono le possibilit\u00e0 di\u00a0speculazione e, mutualizzati i costi di gestione, la ricchezza viene redistribuita.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudo con alcuni esempi in Italia di cooperative che potete cercare: cooperative di lavoratori di spettacolo, cultura e creativit\u00e0 della <a href=\"https:\/\/www.retedoc.net\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rete Doc<\/a>, la cooperativa di taxisti <a href=\"https:\/\/www.cotabo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">CoTaBo<\/a>, <a href=\"https:\/\/fairbnb.coop\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fairbnb<\/a> che si occupa di turismo sostenibile o ancora <a href=\"https:\/\/www.robinfoodfirenze.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Robinfood<\/a>, creata da un gruppo di rider.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Che ruolo pu\u00f2 svolgere una realt\u00e0 come Pico per immaginare e realizzare modelli di produzione diversi?<\/em><\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fondazione PICO \u00e8 il Digital Innovation Hub di Legacoop nazionale<\/strong>. Creata anche con il contributo di Coopfond, la fondazione \u00e8 il primo Hub digitale dedicato alla trasformazione digitale delle cooperative italiane e alla introduzione dei valori cooperativi nel mondo digitale.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per raggiungere questi obiettivi la Fondazione PICO ha messo in campo tre azioni principali:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\r\n<li>La prima \u00e8 quella di <strong>creare una nuova cultura imprenditoriale mutualistica <\/strong>attraverso il lavoro del Comitato Scientifico e dell\u2019Advisory Board PICO, del quale faccio parte. Il nostro compito \u00e8 quello di fornire le fondamenta teoriche e di orientamento pratico utili a una gestione cooperativa di tecnologie e dati, che per s\u00e9 sono neutri e che quindi hanno bisogno di essere guidati dall\u2019alto.\u00a0<\/li>\r\n<li>Come la maggior parte delle imprese italiane, le cooperative sono poco digitalizzate e quindi sono al contempo curiose e diffidenti verso l\u2019innovazione in questa direzione. Serve pertanto <strong>un percorso mirato di avvicinamento al digitale<\/strong>. Per questo PICO, e questa \u00e8 la seconda azione, si impegna per diffondere la conoscenza su strumenti e processi innovativi mettendo a disposizione contenuti, corsi online, webinar gratuiti e organizzando convegni dedicati.\u00a0<\/li>\r\n<li>Infine, PICO accompagna le imprese cooperative, a partire da quelle pi\u00f9 piccole, nella <strong>progettazione e realizzazione di nuovi progetti<\/strong>, mettendo in relazione partner qualificati (come imprese innovative, Competence Center, Atenei e Centri di ricerca) con le imprese che sono alla ricerca di nuove piste di innovazione digitale. In questo quadro, rientra anche il progetto di digitalizzazione delle cooperative che l\u2019Alleanza delle Cooperative Italiane, di cui fa parte anche Legacoop, sta portando avanti con Google.org, la divisione filantropica di Google, che ha investito 3,5 milioni di euro in questo progetto.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019occasione che la Fondazione PICO, secondo me, dovr\u00e0 sicuramente cogliere \u00e8 relativa alla gestione dei dati, soprattutto ora che in Unione europea \u00e8 stato introdotto <strong>il concetto di cooperativa di dati<\/strong>. Una cooperativa di dati \u00e8 un nuovo strumento giuridico che permette di gestire in forma cooperativa una grande mole di dati forniti da stakeholder anche di stati diversi. La cooperativa di dati consente la raccolta e l\u2019organizzazione centralizzata dei dati e si occupa di gestire il loro utilizzo, eventuali controversie e produrre analisi e report. Vi cito un esempio, cio\u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.investeurope.eu\/research\/about-research\/data-collection\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">European Data Cooperative<\/a>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Veniamo alla domanda core del nostro podcast. Le donne faticano a salire nei ruoli apicali, in politica come nelle aziende. Qual \u00e8 la situazione nel mondo cooperativo e come sfondare il tetto di cristallo?<\/em><\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando i dati pre-pandemia, <strong>nel mondo cooperativo le donne sono oltre la met\u00e0 degli impiegati (60%) ma sono ancora sottorappresentate nei consigli di amministrazione e nei ruoli apicali<\/strong>, dove sono circa un quarto (24,8%). Se consideriamo le imprese femminili, cio\u00e8 quelle in cui sono pi\u00f9 numerose le donne rispetto agli uomini, le cooperative si attestano nella media del mercato, con circa un quinto (20,9%) delle imprese a maggioranza femminile rispetto al totale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mondo cooperativo, cos\u00ec come nella maggioranza delle imprese italiane, si \u00e8 visto che<strong> l\u2019ingresso delle donne nei\u00a0consigli di amministrazione\u00a0ne modifica in positivo le caratteristiche<\/strong>: abbassa l\u2019et\u00e0 media dei membri, innalza la quota di laureati e aumenta la diversificazione dei profili professionali. Eppure, anche nel mondo cooperativo, servono ancora le quote rosa per i consigli di amministrazione e, in generale, le donne faticano di pi\u00f9 a raggiungere posizioni apicali a fare carriera.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul perch\u00e9 potremmo parlarne per ore, ma visto che mi avete chiesto di concentrarmi sulle soluzioni provo ad andare in questa direzione.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parto dalla mia esperienza personale, poich\u00e9 <strong>sono da 4 anni nel consiglio di amministrazione di <a href=\"https:\/\/doccreativity.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Doc Creativity<\/a><\/strong>, una cooperativa che riunisce professionisti e professioniste della creativit\u00e0. Penso che sia fondamentale trovarsi in un ambiente aperto, che dia valore anche a prospettive diverse e capace di dare fiducia, andando oltre i pregiudizi che nelle imprese italiane di solito riguardano le donne e i giovani, figurarsi le giovani donne. Certo, essere in un consiglio di amministrazione significa farsi carico di responsabilit\u00e0 e accettare dei rischi e quindi per me vuol dire continuare a studiare, anche molto, per essere all\u2019altezza delle decisioni da prendere e poter fornire una prospettiva consapevole e costruttiva.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando un po\u2019 oltre la mia esperienza personale, <strong>molti studi mostrano che il modello cooperativo pu\u00f2 essere particolarmente interessante per le donne<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.ilo.org\/global\/topics\/cooperatives\/areas-of-work\/WCMS_543735\/lang--en\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ILO<\/a>). Ad esempio, numerose ricerche dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro evidenziano quanto le cooperative siano capaci di supportare l\u2019empowerment femminile e la parit\u00e0 di genere.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo sguardo, anche <strong>in Doc Creativity stiamo perfezionando un percorso di supporto all\u2019imprenditoria femminile e abbiamo capito che per far crescere le donne serve un mix di flessibilit\u00e0, tutele e percorsi di mentorship<\/strong>. Per questo a tutte le imprenditrici offriamo l\u2019opportunit\u00e0 di diventare socie e dipendenti della cooperativa, garantendo loro quindi l\u2019accesso alle protezioni sociali, ma senza che perdano la libert\u00e0 organizzativa del freelance. In cooperativa, le imprenditrici entrano anche in una comunit\u00e0 di pari in cui possono confrontarsi con altre persone che stanno facendo un percorso simile, attivare nuove possibilit\u00e0 di networking e trovare nuove opportunit\u00e0 di lavoro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, questo progetto da solo non pu\u00f2 risolvere tutte le difficolt\u00e0 che riguardano donne e lavoro in Italia, ma intanto posso dirvi che <strong>oggi sono oltre 250 le imprenditrici hanno scelto di lavorare con noi<\/strong>.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ultima puntata di WoW &#8211; Women on Web andata in onda il 27 giugno per Radio Activa, Federica Meta e Francesca Pucci hanno intervistato Francesca Martinelli. 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