{"id":2746,"date":"2021-11-28T12:58:23","date_gmt":"2021-11-28T11:58:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=2746"},"modified":"2023-02-27T18:58:43","modified_gmt":"2023-02-27T17:58:43","slug":"pegasus-company-le-cooperative-di-autogestione-come-alternativa-ai-miti-della-silicon-valley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2021\/11\/28\/pegasus-company-le-cooperative-di-autogestione-come-alternativa-ai-miti-della-silicon-valley\/","title":{"rendered":"Pegasus company: le cooperative di autogestione come alternativa ai miti della Silicon Valley"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Domenica 28 novembre la Fondazione Centro Studi Doc ha presentato alla conferenza di ricerca sulle cooperative il modello delle cooperative di autogestione come paradigma di lavoro alternativo a quello della Silicon Valley. Dal modello delle unicorn company nel quale le piattaforme digitali controllano e sfruttano i lavoratori al modello delle Pegasus company in cui i lavoratori controllano le piattaforme e le usano per raggiungere i loro obiettivi.<\/strong><\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La conferenza di ricerca sulle cooperative dell&#8217;Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA)<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 27 al 29 novembre <strong>la conferenza di ricerca sulle cooperative \u00e8<\/strong> <strong>dedicata all&#8217;identit\u00e0 cooperativa<\/strong>. Promossa dall&#8217;ICA, la conferenza dei ricercatori anticipa il <a href=\"https:\/\/icaworldcoopcongress.coop\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Congresso Mondiale delle Cooperative<\/strong><\/a>. Come il congresso, anche la conferenza si svolge a <strong>Seoul in Corea del Sud<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ICA ha invitato <strong>ricercatori, esperti e professionisti del settore cooperativo a presentare contributi sui temi che coinvolgono l&#8217;identit\u00e0 cooperativa<\/strong>. La conferenza, insieme al 3\u00b0 Forum Internazionale sul Diritto Cooperativo, anticipa i dibattiti sui temi chiave del 33\u00b0 Congresso Cooperativo Mondiale e prepara contenuti per discussioni basate su contributi scientifici e analitici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domenica 28 novembre alle ore 16.30 di Seoul (ore 8.30 in Italia) <strong>Francesca Martinelli<\/strong>, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc, ha partecipato alla <strong>sessione su digitale e tecnologie<\/strong> &#8220;Taking Advantage of Digital Age&#8221;.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hanno partecipato:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li><strong>Shanmugham D. Jayan<\/strong> (Advocate, Vijayaraghavan and Devi, India), <strong>Lakshimi A.J.<\/strong> (Assistant Professor, Department of Commerce, Sree Narayana College, University of Kerlala, India). &#8220;Digital transformation of cooperatives in India: an imperative&#8221;.<\/li>\r\n<li><strong>JI Minsun<\/strong> (Center for New Directions in Politics and Public Policy, University of Colorado Denver, US). &#8220;How can platform cooperatives preserve cooperative identity?&#8221;.<\/li>\r\n<li><strong>Francesca Martinelli <\/strong>(Centro Studi Doc Foundation, Italy). &#8220;The Pegasus company: an innovative form of cooperation alternative to the dominant paradigm of the Silicon Valley&#8221;.<\/li>\r\n<li><strong>M\u00e9lissa Boudes<\/strong> (Institut Mines-T\u00e9l\u00e9com, France), <strong>Muge Ozman, Cynthia Snrec<\/strong>. &#8220;Advocacy and identity building in a meta-organization of platform cooperatives&#8221;.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha moderato <strong>Sonja Novkovic<\/strong>, Professor of Economics and Academic Director of the International Centre for Co- operative management, Saint Mary\u2019s University, Canada.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguire il report della presentazione di Francesca Martinelli sulla &#8220;<strong>Pegasus company, una forma innovativa di cooperazione alternativa al paradigma dominante della Silicon Valley<\/strong>&#8220;.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-12083 size-large\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-intro-1024x640.png\" alt=\"cooperative di autogestione\" width=\"1024\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-intro-980x613.png 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-intro-480x300.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal mito della Silicon Valley ai &#8220;lavoretti&#8221; saltuari<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, molti imprenditori e anche molti giovani che entrano nel mercato del lavoro sono guidati dal mito della Silicon Valley. Sognano di fondare una <strong>unicorn company<\/strong>, cio\u00e8 start-up valutata pi\u00f9 di 1 miliardo di dollari sul mercato azionario, e<strong> inseguono l&#8217;etica del successo e del profitto<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sappiamo bene tutti che <strong>dietro la ricchezza di queste piattaforme si nascondono nuove forme di sfruttamento<\/strong>, come quella dei gig worker che soffrono di una una generale mancanza di potere contrattuale. Ma del resto, i gig workers non sono i primi a sperimentare la saltuariet\u00e0 dei &#8220;lavoretti&#8221;, la difficolt\u00e0 di accedere alle protezioni sociali e l&#8217;insicurezza di reddito. <strong>Ben prima dei gig worker, gli artisti hanno sempre affrontato gli stessi problemi<\/strong>. Gli artisti sono i primi gig workers, come indica la parola stessa &#8220;gig&#8221; &#8211; da &#8220;engagement&#8221;, che nelle arti dello spettacolo \u00e8 una performance associata a un singolo contratto e quindi unica e occasionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per risolvere i loro problemi, gli artisti hanno inventato le cooperative di autogestione<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ottenere riconoscimento professionale e contratti pi\u00f9 stabili, <strong>gli artisti europei hanno fondano cooperative di dagli anni &#8217;80<\/strong>. Nelle cooperative di spettacolo, i soci come lavoratori hanno rapporti di lavoro pi\u00f9 costanti. Infatti quando vengono assunti come dipendenti dalla cooperativa accedono anche ai meccanismi di protezione sociale. Al contempo gli artisti organizzano le cooperative per mantenere un certo livello di libert\u00e0 ed essere <strong>autonomi nell&#8217;esecuzione del loro lavoro<\/strong>. Per questo motivo tali cooperative prendono anche il nome di <strong>cooperative di autogestione<\/strong>. Nel corso degli anni questo modello ha attratto anche lavoratori diversi dagli artisti, come tutti i lavoratori abituati a lavorare con un alto livello di indipendenza, dai freelance ai gig worker.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle prime cooperative a sperimentare questo modello cooperativo \u00e8 l&#8217;italiana <strong><a href=\"https:\/\/iprofessionistidellospettacolo.retedoc.net\">Doc Servizi<\/a><\/strong>. La cooperativa \u00e8 fondata nel 1990 da un gruppo di musicisti che vogliono ottenere un lavoro dignitoso e combattere il lavoro nero. Oggi Doc Servizi fa parte di una rete di 7 societ\u00e0 che copre tutte le professioni dell&#8217;industria culturale e creativa. Nel 2019 la Rete Doc contava oltre 8.400 soci in Italia e un fatturato di 70 milioni di euro. Nel corso degli anni <strong>i soci della cooperativa hanno scelto di investire per ampliare le prestazioni di cui mutualizzano<\/strong>. Questo ha permesso loro di migliorare le proprie competenze e offrire migliori servizi ai propri clienti. La cooperativa organizza centralmente tutte le attivit\u00e0 e le gestisce con una piattaforma digitale. Inoltre, riunendo lavoratori solitamente frammentati nel mercato del lavoro, Doc Servizi ha anche iniziato a farsi portavoce delle istanze dei propri soci con il supporto della Fondazione Centro Studi Doc.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Uno sguardo al mondo: casi di cooperative di autogestione sempre nel mondo dello spettacolo<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con lo stesso scopo di garantire ai suoi soci-lavoratori lo status di dipendenti e di fornire loro un ambiente di lavoro sicuro e protetto, nel 1997 a Helsinki un gruppo di musicisti e produttori fonda la cooperativa <strong>Lilith<\/strong>. Oggi \u00e8 la pi\u00f9 grande cooperativa nel campo artistico della Finlandia. Nel 1998 a Bruxelles, <strong>Smart<\/strong> nasce come un&#8217;associazione che offre una piattaforma per semplificare la fatturazione delle attivit\u00e0 degli artisti. Oggi \u00e8 una cooperativa che lavora anche con 26.000 freelance e lavoratori su piattaforma in 8 paesi europei.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andando oltre i confini europei, altri esempi interessanti di cooperazione tra artisti sono le piattaforme cooperative nordamericane <strong>Stocksy e Ampled<\/strong>. La prima riunisce oltre 1.000 fotografi di tutto il mondo. La seconda offre accesso a sistemi di crowdfunding etici per musicisti. A differenza di altre aziende che operano nello stesso settore, essendo cooperative, entrambe si concentrano sull&#8217;offerta di una paga equa e sul <strong>riconoscimento dei diritti d&#8217;autore<\/strong> <strong>per garantire carriere sostenibili ai soci<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le cooperative di auto-gestione hanno avuto successo in numerosi settori<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro esempio di cooperativa di autogestione ma che si trova al di fuori del campo artistico \u00e8 la<strong> Cooperativa di Attivit\u00e0 e di Impiego<\/strong> (CAE). Il modello delle CAE nasce in Francia nel 1994 per affrontare l&#8217;isolamento di molti neo-imprenditori. La cooperativa offre una valida alternativa alla creazione di un&#8217;impresa individuale, ovvero entrare nella cooperativa per testare la fattibilit\u00e0 del loro business. La CAE supporta gli imprenditori offrendo gestione legale, amministrativa e contabile, educazione all&#8217;imprenditorialit\u00e0. Questo modello \u00e8 stato poi esportato in Svizzera (<strong>Neonomia<\/strong>) e in Repubblica Ceca (<strong>BEC Druztsvo<\/strong>). \u00c8 anche in corso un progetto di sviluppo del modello in Nord Africa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, negli ultimi anni, lavoratori di diversi settori hanno fondato cooperative riconducibili al modello della cooperativa di autogestione. In Slovenia, giovani traduttori hanno fondato la <strong>Soglasnik Language Cooperative<\/strong> per garantire un&#8217;equa retribuzione sul mercato linguistico sloveno e combattere le condizioni precarie dei lavoratori. In Olanda, alcuni giornalisti hanno creato <strong>De Co\u00f6peratie<\/strong> per mutualizzare risorse, opportunit\u00e0 e media. In tutto il mondo occidentale, i rider decidono di creare cooperative per avere sia contratti di lavoro migliori che libert\u00e0 di gestire il loro tempo (vedi <strong>CoopCycle<\/strong> e la sua rete). In Belgio, <strong>RCOOP<\/strong> offre una soluzione innovativa per legalizzare l&#8217;attivit\u00e0 economica dei parrucchieri migranti sostenendone l&#8217;auto-imprenditorialit\u00e0 all&#8217;interno della cooperativa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le caratteristiche principali delle cooperative di autogestione<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa hanno in comune le cooperative descritte?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\r\n<li>Tutte migliorano le condizioni di lavoro dei soci offrendo <strong>servizi condivisi<\/strong> (amministrazione, uffici condivisi, lifelong learning, etc.), mutualizzando i costi e le opportunit\u00e0.<\/li>\r\n<li>Nelle cooperative i soci accedono a carriere pi\u00f9 sostenibili mantenendo nel contempo un certo livello di <strong>indipendenza nella gestione del loro lavoro<\/strong>.<\/li>\r\n<li>Le cooperative sostengono sia lo <strong>sviluppo dell&#8217;attivit\u00e0 dei singoli<\/strong> sia la costruzione di <strong>comunit\u00e0 di lavoratori<\/strong>.<\/li>\r\n<li>Quando i lavoratori solitamente isolati sul mercato del lavoro entrano in una cooperativa hanno la possibilit\u00e0 di <strong>esercitare meglio i loro diritti di rappresentanza<\/strong>, e se sono dipendenti della cooperativa possono anche essere protetti dai contratti collettivi.<\/li>\r\n<li>Infine, ma non meno importante, quando la cooperativa fa uso della <strong>tecnologia<\/strong>, questa viene <strong>utilizzata per realizzare i bisogni dei soci<\/strong> ed \u00e8 costruita attorno a questi bisogni.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi cinque punti riuniscono le caratteristiche di una <strong>cooperativa di autogestione<\/strong>. Hyungsik Eum, autore di <em><strong><a href=\"https:\/\/cecop.coop\/works\/cecop-report-all-for-one-reponse-of-worker-owned-cooperatives-to-non-standard-employment\">All for one<\/a><\/strong><\/em>, una pubblicazione del 2019 di CECOP, ha identificato lo stesso modello con il nome di cooperative di lavoratori indipendenti.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-12084 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-pegasus-company.jpg\" alt=\"\" width=\"828\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-pegasus-company.jpg 828w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cooperative-di-autogestione-pegasus-company-480x263.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 828px, 100vw\" \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contro-mito cooperativo: la Pegasus company<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pegaso \u00e8 il cavallo alato della tradizione greca ed \u00e8 europeo come europee sono le cooperative, nate nel Regno Unito nel 1844. Inoltre, i miti narrano che <strong>Pegaso \u00e8 fedele al suo cavaliere (Bellerofonte) come la cooperativa \u00e8 fedele alla persona che mette al centro, invece della logia del profitto<\/strong>. Pegaso ha anche due ali, una rappresenta la tecnologia, necessaria per essere competitivi sul mercato, l&#8217;altra \u00e8 la capacit\u00e0 di connettere persone solitamente isolate sul mercato del lavoro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la mitologia greca <strong>alla fine della sua vita Pegaso decide di volare nella parte pi\u00f9 alta del cielo e si trasforma in una nuvola di stelle scintillanti<\/strong>. Pegaso diventa allora una costellazione. E una costellazione \u00e8 come la rete di persone che formano la cooperativa: se si toglie anche una sola stella, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una costellazione ma solo una massa di stelle.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma in quanto costellazione Pegaso cambia anche la forma del cielo perch\u00e9 <strong>diventa visibile a tutti. Cos\u00ec come dovrebbero essere visibili le cooperative, le <a href=\"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Saggio_Martinelli_completo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pegasus company<\/a><\/strong>. Bisogna mostrare a tutti che un&#8217;alternativa all&#8217;etica del successo e del profitto esiste, ed \u00e8 quella che porta avanti il mondo della cooperazione.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 28 novembre la Fondazione Centro Studi Doc ha presentato alla conferenza di ricerca sulle cooperative il modello delle cooperative di autogestione come paradigma di lavoro alternativo a quello della Silicon Valley. 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