{"id":2585,"date":"2021-08-26T12:31:05","date_gmt":"2021-08-26T10:31:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=2585"},"modified":"2023-02-27T19:47:05","modified_gmt":"2023-02-27T18:47:05","slug":"come-democratizzare-le-piattaforme-digitali-con-la-cooperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2021\/08\/26\/come-democratizzare-le-piattaforme-digitali-con-la-cooperazione\/","title":{"rendered":"Come democratizzare le piattaforme digitali con la cooperazione?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Marted\u00ec 27 luglio si \u00e8 svolto l&#8217;incontro francese del progetto europeo SEEDING per confrontarsi su come la cooperazione pu\u00f2 rendere pi\u00f9 democratiche, eque e accessibili le piattaforme digitali.<\/em><\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il progetto SEEDING<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/seedingproject.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SEEDING<\/a> \u00e8 un progetto europeo che si concentra sulle imprese dell&#8217;economia sociale e sulla trasformazione digitale. Il progetto ha esplorato, attraverso lo studio di <strong>21 imprese selezionate nel mondo delle cooperative e dell&#8217;economia sociale<\/strong>, come viene gestito <strong>l&#8217;impatto della tecnologia<\/strong> sull&#8217;occupazione e sulle condizioni di lavoro in questo mondo. L&#8217;obiettivo del progetto \u00e8 anche quello di offrire nuovi strumenti alle imprese del settore.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre all&#8217;esperienza francese, negli ultimi mesi, ci sono gi\u00e0 stati sei eventi transnazionali e altri eventi locali in Italia, Polonia, Irlanda, Germania e Slovenia. L&#8217;ultimo evento locale avr\u00e0 luogo in Spagna. Il progetto sar\u00e0 chiuso il <strong>21 settembre <\/strong>con una <strong>conferenza conclusiva<\/strong> (pi\u00f9 informazioni <a href=\"https:\/\/seedingproject.eu\/news-and-workshop\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a>).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Democratizzare le piattaforme digitali con la cooperazione<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, l&#8217;evento locale online del progetto SEEDING in <strong>Francia<\/strong> \u00e8 stato ospitato da Diesis e co-organizzato dalla <strong>Fondazione Centro Studi Doc<\/strong>, un centro di ricerca con sede a Verona (Italia) che svolge ricerche per sostenere la dignit\u00e0 del lavoro attraverso il modello cooperativo in tutti i settori economici e sociali dove la protezione sociale \u00e8 scarsa e il lavoro dignitoso non \u00e8 riconosciuto. L&#8217;evento \u00e8 stato organizzato online a ingresso gratuito ed \u00e8 stato aperto al pubblico previa registrazione. Ci sono state 39 registrazioni e un totale di <strong>20 partecipanti su Zoom<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il seminario si intitolava <strong>Democratizzare le piattaforme digitali con la cooperazione<\/strong> (titolo originale: <em>D\u00e9mocratiser les plateformes num\u00e9riques avec la coop\u00e9ration<\/em>) e aveva l&#8217;obiettivo di dialogare con alcuni esperti su come le cooperative possono contribuire a costruire un&#8217;economia digitale equa, democratica e accessibile.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La moderatrice dell&#8217;evento, <strong>Francesca Martinelli <\/strong>(Fondazione Centro Studi Doc), dopo aver presentato il progetto SEEDING, ha introdotto l&#8217;incontro locale francese. La ricercatrice ha spiegato che l&#8217;incontro si sarebbe concentrato sul rapporto tra piattaforme digitali e cooperative, presentando anche casi concreti di come le cooperative si relazionano con le piattaforme digitali. Dopo un discorso introduttivo di ogni relatore, \u00e8 seguita una discussione basata sulle domande del pubblico. Di seguito le risposte alle domande sono integrate nella sintesi degli interventi dei relatori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong><a href=\"https:\/\/seedingproject.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Summary-SEEDING-France-local-event-27-07-2021.pdf\">Clicca qui per leggere il report in inglese.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Piattaforme cooperative: un modello di innovazione equa per l&#8217;emancipazione dei lavoratori<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo oratore, <strong>Cynthia Srnec<\/strong>, ricercatrice associata presso il Laboratorio LITEM (Universit\u00e0 di Parigi-Saclay, Universit\u00e0 di Evry, ITM-BS), ha descritto come le piattaforme cooperative potrebbero diventare un modello di innovazione equa per l&#8217;emancipazione dei lavoratori.<\/p>\r\n<p>La ricercatrice ha presentato una panoramica del rapporto tra tecnologia e cooperazione partendo da un&#8217;introduzione alla <em>sharing economy <\/em>e alle piattaforme digitali. Utilizzando tre criteri, che sono la governance inclusiva o non inclusiva, i principi e la tipologia di propriet\u00e0 (livello di accesso all&#8217;impresa), \u00e8 possibile identificare <strong>quattro modelli e tipologie di piattaforme<\/strong> all&#8217;interno della <em>sharing economy<\/em> che permettono di distinguere il cooperativismo di piattaforma dal capitalismo di piattaforma, e che sono: piattaforma capitalista, piattaforma di interesse generale o aperta, piattaforma comunitaria cooperativa e piattaforma cooperativa di lavoratori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Francia, si possono individuare tre status particolarmente utilizzati dalle cooperative di piattaforma (SCOP, SCIC e CAE), di cui esistono diversi esempi nel Paese (ad esempio COOPGO, Les Oiseaux de Passage, CoopCycle, Coopaname, ecc.). Considerando le relazioni tra di loro, le cooperative di piattaforme francesi si riuniscono sotto la rete e il gruppo di lavoro &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/coopdescommuns.org\/fr\/plateformes-en-communs\/\">Plateformes en Communs<\/a><\/strong>&#8220;.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Srnec ha anche sottolineato che durante la crisi della COVID-19, le cooperative di piattaforma francesi hanno giocato un ruolo importante mettendo a disposizione le loro competenze per sostenere i lavoratori e le persone vulnerabili. Per il futuro delle cooperative di piattaforma in Francia, ha riconosciuto il loro <strong>bisogno di sostegno statale<\/strong> (regolamentazione del lavoro, attivit\u00e0 economica e protezione sociale), l&#8217;importanza di promuovere alleanze tra gli attori dell&#8217;ESS, gli enti pubblici e la cittadinanza con un impatto sociale, ecologico ed economico positivo, e lo sviluppo di legami internazionali (movimento cooperativo internazionale, ILO).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12063 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione.png\" alt=\"piattaforme digitali cooperazione\" width=\"831\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione.png 831w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-480x404.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 831px, 100vw\" \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mobilit\u00e0 e interesse collettivo: le cooperative al servizio dei territori<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arnaud Delcasse<\/strong>, direttore esecutivo di <a href=\"https:\/\/coopgo.fr\/\">COOPGO<\/a> si \u00e8 concentrato sul legame che si pu\u00f2 creare tra mobilit\u00e0 e interesse collettivo se si mettono le cooperative al servizio dei territori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha iniziato spiegando che COOPGO (SCOP), fondata nel 2015 con un&#8217;app di carpooling chiamata Ridygo, \u00e8 interessata alle sfide della mobilit\u00e0, e i suoi obiettivi principali sono: lottare contro l&#8217;onnipresenza dell&#8217;auto individuale e aiutare tutti coloro che rifiutano opportunit\u00e0 di lavoro perch\u00e9 non hanno un mezzo di trasporto (ad esempio, anziani o disabili). La loro attivit\u00e0 si basa sull&#8217;accompagnamento dei datori di lavoro, delle realt\u00e0 territoriali e dei centri per l&#8217;impiego all&#8217;<strong>integrazione dei diversi mezzi di trasporto<\/strong> attraverso una piattaforma digitale fruibile tramite un&#8217;applicazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In COOPGO, la tecnologia e le piattaforme giocano un ruolo molto importante, e tutti gli strumenti di COOPGO sono sviluppati internamente dalla cooperativa. Per esempio, stanno studiando come <strong>utilizzare la blockchain per garantire l&#8217;interoperabilit\u00e0 tra diversi sistemi di mobilit\u00e0<\/strong> senza che l&#8217;utente debba abbonarsi a ciascun servizio separatamente. Considerando la questione del finanziamento di queste attivit\u00e0 di innovazione tecnologica, essendo considerata un&#8217;impresa innovativa, COOPGO accede a fondi dedicati. Accede anche a fondi pubblici dedicati all&#8217;innovazione sociale ed \u00e8 stata oggetto di investimenti da parte della Confederazione Generale delle Cooperative e della Regione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel settore della mobilit\u00e0 sono emerse molte piattaforme digitali che creano problemi sociali e ambientali. <strong>Il problema di queste piattaforme capitalistiche \u00e8 che sono attivit\u00e0 deregolamentate che non rispettano gli equilibri locali e l&#8217;interesse collettivo, sociale o ambientale<\/strong>, ma sono orientate solo agli interessi degli investitori e al profitto. Per affrontare la questione \u00e8 innanzitutto necessario regolamentare questi modelli. Poi, le cooperative e l&#8217;economia sociale e solidale dovrebbero cogliere le opportunit\u00e0 di innovazione sociale che esistono al di l\u00e0 dei servizi pubblici, creando soluzioni complementari (e non concorrenziali). Grazie alla sua struttura democratica e alla capacit\u00e0 di sfruttare le reti del territorio e di attivare i diversi attori dell&#8217;area di appartenenza, il modello cooperativo \u00e8 facilmente in grado di prendere in considerazione le sfide di impatto sociale e ambientale sul territorio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Organizzare una comunit\u00e0 di imprese intorno al baratto, un modo virtuoso e collaborativo di commerciare<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Samuel Cohen<\/strong>, executive manager di <a href=\"https:\/\/www.francebarter.coop\/\">France Barter<\/a>, ha spiegato come organizzare una comunit\u00e0 di imprese intorno al &#8220;baratto&#8221;, che \u00e8 un modo virtuoso e collaborativo di commerciare, partendo dall&#8217;esperienza di France Barter, fondata come cooperativa multi-stakeholder nel 2014.<\/p>\r\n<p>Il &#8220;<strong>barter<\/strong>&#8220;, baratto (in francese: troc) \u00e8 un innovativo strumento di pagamento B2B che permette agli imprenditori di finanziare parte dei propri acquisti in cambio della vendita di servizi o beni ai clienti della rete. Questo metodo di commercio si basa sulla fiducia e sulla comunicazione da parte di ogni membro della rete delle sue offerte e necessit\u00e0. In France Barter, i clienti comprano e vendono in Bart\u20acr. In termini di intercooperazione, in France Barter ci sono molte cooperative, poich\u00e9 condividono gli stessi valori, ma non esiste una rete interna dedicata solo a loro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per creare la comunit\u00e0 e sviluppare in essa il finanziamento peer-to-peer, la scelta della forma cooperativa (SCIC) \u00e8 stata importante perch\u00e9 ha garantito la trasparenza e la fiducia tra le imprese che hanno accettato di utilizzare questa forma di pagamento. Ma <strong>dal 30 giugno 2021 France Barter ha lasciato lo status di cooperativa soprattutto a causa di difficolt\u00e0 economiche e finanziarie<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come molte piattaforme della <em>sharing economy<\/em>, il loro modello di business prende delle commissioni sulle transazioni che avvengono sulla piattaforma. All&#8217;inizio, non avevano abbastanza massa critica per crescere e quindi hanno avuto un tempo di lancio molto lungo &#8211; a differenza delle classiche start-up che devono dare risultati in poco tempo. Per superare le difficolt\u00e0 legate alla crescita pi\u00f9 lenta, hanno fatto una campagna di crowdfunding di successo nel 2017, che rispondeva bene anche alle caratteristiche del modello cooperativo essendo una forma di finanziamento collaborativo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2020 hanno registrato una buona crescita e avevano bisogno di assumere alcune figure specifiche e riorganizzare la piattaforma, quindi hanno attivato una campagna di raccolta fondi tra gli attori della finanza solidale. <strong>Gli investitori non hanno per\u00f2 mostrato interesse a investire in una societ\u00e0 che non permette di remunerare le azioni <\/strong>con un tasso di rischio elevato ma che concede solo obbligazioni. Pertanto, per ottenere finanziamenti e continuare l&#8217;attivit\u00e0, dopo un lungo dibattito, France Barter ha deciso di lasciare lo status di cooperativa. Gli ex-membri della cooperativa hanno accettato la situazione spiegando che sono pi\u00f9 interessati ai valori condivisi, alla qualit\u00e0 dei servizi e alla costruzione della comunit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sostenere la trasformazione digitale attraverso lo sviluppo di nuove competenze<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arnaud Breuil <\/strong>\u00e8 direttore delle partnership e della cooperazione di <strong><a href=\"https:\/\/up.coop\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Groupe Up<\/a><\/strong> (SCOP), che \u00e8 una cooperativa di lavoratori fondata nel 1964 per offrire buoni di servizio a livello B2B a una rete di affiliati. Fin dall&#8217;inizio, hanno deciso di associare i beneficiari dei loro servizi attraverso i sindacati, che fanno anche parte del consiglio di amministrazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;avvento del digitale ha cambiato il loro modo di lavorare<\/strong> sia per ragioni interne che esterne. Internamente, Groupe Up ha scelto di utilizzare le nuove tecnologie per sviluppare applicazioni e software che hanno rinnovato l&#8217;azienda. Hanno scelto di sostenere la trasformazione digitale attraverso lo sviluppo di nuove competenze nei loro dipendenti sia per continuare a far crescere i loro dipendenti sia per essere competitivi sul mercato con le piattaforme capitalistiche. All&#8217;esterno, questa digitalizzazione ha cambiato il tradizionale rapporto con i beneficiari dei loro servizi: grazie alle nuove tecnologie ora conoscono meglio le esigenze non solo delle aziende che chiedono loro i servizi ma anche dei dipendenti che li utilizzano.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;arrivo delle piattaforme capitalistiche ha influito sulla loro impresa. In primo luogo, perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 di Group Up si basa sullo status di lavoratori dipendenti e quindi risente della deregolamentazione dei processi lavorativi portata dalle piattaforme. In secondo luogo, a causa del loro forte legame con la rappresentanza del lavoro salariato in Francia, hanno anche accompagnato gruppi di lavoro dedicati alle nuove forme di lavoro per <strong>trovare soluzioni principalmente cooperative e sviluppare piattaforme alternative e sostenere i lavoratori<\/strong>. Ad esempio, si sono resi conto che una delle grandi difficolt\u00e0 che i lavoratori incontrano \u00e8 quella di avere accesso alle informazioni sul diritto del lavoro. Ecco perch\u00e9 Groupe Up ha sviluppato un&#8217;applicazione che permette ai lavoratori di conoscere e gestire tutti i diritti sociali che sono applicabili in azienda (ad esempio i contratti collettivi, come funziona lo smart working, ecc), avere una chat diretta con i rappresentanti sindacali, inviare notifiche. La tecnologia pu\u00f2 contribuire a migliorare le condizioni di lavoro, per esempio, permettendo lo sviluppo di strumenti per rafforzare l&#8217;accesso dei lavoratori ai diritti sociali.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12061 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-shamku.png\" alt=\"piattaforme digitali cooperazione\" width=\"1440\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-shamku.png 1440w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-shamku-1280x800.png 1280w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-shamku-980x613.png 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/piattaforme-digitali-cooperazione-shamku-480x300.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1440px, 100vw\" \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cooperative e piattaforme digitali, advocacy europea e prospettive internazionali: a che punto siamo?<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ultima oratrice, <strong>Mila Shamku<\/strong>, che \u00e8 Advocacy Coordinator di <a href=\"https:\/\/cecop.coop\/\">CECOP<\/a> (Confederazione europea delle cooperative di lavoro e sociali), ha portato la discussione ad un livello internazionale spiegando a che punto siamo tra cooperative e piattaforme digitali, advocacy europea e prospettive internazionali.<\/p>\r\n<p>All&#8217;inizio, Shamku ha fatto una distinzione tra i tre tipi di cooperative che fanno parte di CECOP: cooperative di lavoratori (SCOP in Francia), cooperative sociali (SCIC in Francia), e cooperative di lavoratori indipendenti (BEC\/CAE in Francia). CECOP si concentra principalmente sulle cooperative di servizi e su ci\u00f2 che accade alle <strong>condizioni di lavoro delle persone che si trovano in un falso lavoro autonomo<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il tema delle piattaforme, organizzazioni internazionali come CECOP sono particolarmente interessate al fatto che la tecnologia digitale ha un impatto molto forte sull&#8217;economia e non dovrebbe quindi essere sottovalutata. A livello della <strong>Commissione europea<\/strong>, CECOP ha notato un certo interesse per il tema delle piattaforme cooperative soprattutto per quanto riguarda il lavoro atipico, che \u00e8 particolarmente presente nelle piattaforme digitali, nel quadro della <strong>Platform Work Initiative<\/strong>. Dal punto di vista dell&#8217;advocacy, ci sono state quindi opportunit\u00e0, ma anche difficolt\u00e0, come il fatto che il ruolo delle cooperative per le piattaforme esistenti non \u00e8 del tutto chiaro ed \u00e8 necessario pi\u00f9 lavoro per farlo capire bene. Per affrontare questi problemi, CECOP lavora insieme a ricercatori e a sindacati tradizionali e organizza gruppi di lavoro specializzati. Grazie a questo lavoro, in un documento programmatico per il 2020 indirizzato alla Commissione europea (maggiori informazioni <a href=\"https:\/\/cecop.coop\/works\/cooperatives-fight-for-better-working-conditions-in-platform-work?fbclid=IwAR0EMe-VzSGxG7Ide4eIbOMvHuyfp_RzI9tHqevHrN2KsXy5oQJ7mYiyJto\">qui<\/a>), CECOP sottolinea come <strong>le cooperative possono affrontare il lavoro in piattaforma e le relative esigenze politiche<\/strong>; esigenze che Mila Shamku ha spiegato nel suo secondo intervento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Piattaforme digitali e cooperazione: una questione di valori<\/strong><\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludendo l&#8217;incontro, la moderatrice Francesca Martinelli ha sottolineato che durante il seminario sono state presentate esperienze che ribaltano i rapporti di potere delle piattaforme capitaliste, mettendo al centro le persone e i beni comuni. La ragione di questa rottura \u00e8 radicata nei principi e nelle ragioni con cui la tecnologia \u00e8 costruita, poich\u00e9 la tecnologia stessa \u00e8 neutrale. Quindi, ci\u00f2 che differenzia le piattaforme non \u00e8 tanto la tecnologia utilizzata quanto il tipo di organizzazione e i principi e i valori che la caratterizzano. Se dietro una piattaforma capitalista ci sono le sfuggenti aziende unicorno, dietro una piattaforma cooperativa c&#8217;\u00e8 quella che possiamo chiamare una <strong><a href=\"https:\/\/www.pandorarivista.it\/articoli\/unicorno-o-pegaso-sharing-economy-e-piattaforme-cooperative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pegasus company<\/a><\/strong>, ovvero un&#8217;impresa cooperativa che riunisce le persone in un progetto di comunit\u00e0 e promozione reciproca.<\/p>\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 27 luglio si \u00e8 svolto l&#8217;incontro francese del progetto europeo SEEDING per confrontarsi su come la cooperazione pu\u00f2 rendere pi\u00f9 democratiche, eque e accessibili le piattaforme digitali. Il progetto SEEDING SEEDING \u00e8 un progetto europeo che si concentra sulle imprese dell&#8217;economia sociale e sulla trasformazione digitale. 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