{"id":1889,"date":"2020-07-03T11:01:34","date_gmt":"2020-07-03T09:01:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=1889"},"modified":"2020-07-03T11:01:34","modified_gmt":"2020-07-03T09:01:34","slug":"il-centro-studi-doc-alla-7-commissione-senato-parla-di-intermittenti-e-imprese-di-spettacolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2020\/07\/03\/il-centro-studi-doc-alla-7-commissione-senato-parla-di-intermittenti-e-imprese-di-spettacolo\/","title":{"rendered":"Il Centro Studi Doc alla 7^ Commissione Senato parla di intermittenti e imprese di spettacolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Gioved\u00ec 2 luglio la Fondazione Centro Studi Doc \u00e8 stata invitata a un&#8217;audizione della 7^ Commissione del Senato. Il confronto era sull\u2019impatto dell\u2019emergenza epidemiologica Covid-19 nel settore della cultura. I delegati della Fondazione si sono concentrati sui lavoratori e le imprese del settore spettacolo.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/commissione-senato.jpg\" alt=\"commissione senato\" class=\"wp-image-1892\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intervento alla 7^ Commissione Senato di Francesca Martinelli, direttrice Fondazione Centro Studi Doc&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buongiorno a tutti, sono Francesca Martinelli e sono qui con Demetrio Chiappa a nome della&nbsp;<strong>Fondazione Centro Studi Doc<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Fondazione \u00e8 un centro di ricerca che \u00e8 stato costituito da una rete di imprese, di cui la maggior parte cooperative, tra le quali Doc Servizi. Sia la Fondazione che Doc Servizi sono tra i primi aderenti al&nbsp;<strong>Forum Arte e Spettacolo<\/strong>&nbsp;che da oltre quattro mesi lavora per far convergere le esigenze di lavoratori e imprese in un progetto condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il mondo dello spettacolo, possiamo solo constatare insieme a tutti gli altri qui presenti, che la crisi Covid-19 ha solo esacerbato quelle che erano fragilit\u00e0 gi\u00e0 insite al settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricerche svolte anche dalla Fondazione Centro Studi Doc mostrano infatti che, nonostante il settore generi alti volumi di PIL, tra l\u2019altro sempre in crescita negli ultimi anni, e nonostante i lavoratori siano pi\u00f9 istruiti rispetto alla media nazionale,<strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong><strong>le loro condizioni di lavoro sono tra le pi\u00f9 precarie nel mondo del lavoro italiano.&nbsp;<\/strong>Tra le maggiori cause di questo vi sono la multi-committenza e la forte mobilit\u00e0 tipica dei mestieri dello spettacolo che si traducono per\u00f2 spesso nell\u2019adozione di contratti discontinui e in conseguenti difficili condizioni economiche&nbsp;<strong>(la ricerca \u00e8&nbsp;<\/strong><a href=\"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/2019\/09\/23\/il-sistema-culturale-e-creativo-italiano-cresce-ma-le-condizioni-di-lavoro-restano-precarie\/\"><strong>a questo link<\/strong><\/a><strong>).<\/strong>&nbsp;Ma soprattutto in questa sede \u00e8 opportuno dire che&nbsp;<strong>la causa principale della precariet\u00e0 \u00e8 l\u2019enorme diffusione del sommerso<\/strong>&nbsp;nel settore. Una ricerca che abbiamo condotto lo scorso anno ha infatti mostrato che solo nella musica live l\u2019impatto del sommerso si aggira attorno a 4 miliardi di euro&nbsp;<strong>(la ricerca \u00e8&nbsp;<\/strong><a href=\"http:\/\/www.centrostudidoc.org\/2020\/02\/14\/tra-i-3-e-i-5-miliardi-limpatto-del-sommerso-nella-musica-live-secondo-il-centro-studi-doc\/\"><strong>a questo link<\/strong><\/a><strong>)&nbsp;<\/strong>&#8211; possiamo solo immaginare i numeri se la ricerca fosse ampliata a tutto il mondo dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questa enorme diffusione del sommerso fa s\u00ec che il settore sia poco conosciuto e rende di conseguenza molto difficile anche aiutarlo quando in difficolt\u00e0, com\u2019\u00e8 ora sotto gli occhi di tutti.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono stati fatti numerosi passi avanti, di cui vi siamo grati, da quando abbiamo lanciato la petizione&nbsp;<strong>#nessunoescluso&nbsp;<\/strong>(<a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/mibact-ministero-del-lavoro-e-mise-appello-per-sostegno-urgente-ai-lavoratori-dello-spettacolo?recruiter=235121296&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition\">a questo link<\/a>)&nbsp;per sostenere i lavoratori dello spettacolo, in particolare intermittenti, una petizione che oggi ha superato le 50.000 firme ed \u00e8 sostenuta da oltre 160 organizzazioni del settore, ma non possiamo dire che la situazione sia risolta. Anzi, dobbiamo segnalare con forza che ad oggi, gioved\u00ec 2 luglio, gli intermittenti dello spettacolo non hanno ancora ricevuto nulla!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Governo<\/strong>&nbsp;con il D.L. Cura Italia 18\/2020 art. 44 e con il D.L. Rilancio 34\/2020 art. 84 lettera 10,&nbsp;<strong>ha garantito per&nbsp;<em>legge<\/em>&nbsp;di non lasciare nessuno indietro<\/strong>&nbsp;allargando per i mesi di marzo, aprile e maggio i criteri di accesso all\u2019indennit\u00e0 dei lavoratori intermittenti dello spettacolo, eppure da oltre quattro mesi i lavoratori intermittenti non ricevono n\u00e9 retribuzione, n\u00e9 cassa integrazione, n\u00e9 indennit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Chiediamo al Governo di mantenere le promesse fatte e&nbsp;<strong>provvedere immediatamente alla liquidazione delle richieste<\/strong>.<\/li><li>Non solo, chiediamo anche di garantire una&nbsp;<strong>sufficiente tutela della professionalit\u00e0 per i lavoratori dello spettacolo per i mesi a venire<\/strong>&nbsp;con l\u2019introduzione di integrazioni salariali adeguate, e, in particolare, una indennit\u00e0 di disoccupazione speciale COVID-19 anche per intermittenti fino alla fine dell\u2019emergenza.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non basta, per sostenere i lavoratori <strong>\u00e8 fondamentale anche preservare l\u2019attivit\u00e0 delle imprese del settore<\/strong>. Passo per questo la parola a Demetrio Chiappa, non solo membro del CdA della Fondazione ma anche presidente di Doc Servizi, che, fondata nel 1990, \u00e8 oggi la pi\u00f9 grande cooperativa nel settore spettacolo in Italia con 6.000 soci lavoratori, e che \u00e8 passata improvvisamente&nbsp; da un fatturato di 6 milioni di euro al mese a 300.000 euro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intervento alla 7^ Commissione Senato di Demetrio Chiappa, presidente Doc Servizi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buongiorno a tutti, oggi mi faccio portavoce non solo del mondo cooperativo ma di <strong>tutte le imprese e realt\u00e0 che operano nel settore, profit e non profit<\/strong>, organizzatori di eventi,&nbsp;societ\u00e0 di management e booking, impresari, noleggiatori di strutture, uffici stampa, locali, circoli, festival, editori e produttori discografici.&nbsp;Molte di queste aderiscono al Forum Arte e Spettacolo,&nbsp;che accoglie l\u2019intera filiera produttiva dello spettacolo, quella stessa che rende pi\u00f9 grande, pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 bello il nostro Paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo settore si \u00e8 totalmente fermato dalla fine di febbraio e nonostante la timida ripresa di&nbsp; met\u00e0 di giugno, la regolare attivit\u00e0 non decoller\u00e0 prima del 2021<\/strong>. Purtroppo molte attivit\u00e0 si sono arrese e il 15 giugno non hanno neppure riaperto. Tante altre non sanno se arriveranno all\u2019autunno. consideriamo che solo nei circoli ARCI che fanno musica si perde oltre un milione di euro al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 sia garantita la sopravvivenza del settore sono necessarie, accanto a quelle illustrate da Francesca indirizzate ai lavoratori, misure urgenti dedicate alle imprese:<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>1.<\/strong> <strong>Chiediamo finanziamenti da parte delle istituzioni e dalle banche anche a fondo perduto adeguati al settore per somme erogate (un fermo 4 volte superiore alle altre attivit\u00e0 necessita di maggior liquidit\u00e0 per coprire i costi fissi e conseguentemente di maggiori tempi di restituzione). Ad esempio, si possono prevedere piani di rientro di almeno 12 o 15 anni, sia per PMI che per grandi imprese e uniformare l\u2019IVA di tutta la filiera produttiva al 4% per aiutare la ripresa.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Che per<strong>&nbsp;l\u2019Art. 25 del Decreto Rilancio<\/strong>, che prevede un&nbsp;<strong>Fondo Perduto<\/strong>&nbsp;per la generalit\u00e0 delle imprese tarato solo sul calo di fatturato del mese di Aprile,&nbsp;&nbsp;<strong>sia esteso a tutti i mesi del 2020 e successivi<\/strong> che hanno avuto calo di fatturato di almeno un terzo rispetto allo stesso mese del precedente esercizio.<\/li><li><strong>Accesso facilitato e immediato a finanziamenti a tasso 0% a 15 anni<\/strong>, con preammortamento di 36 mesi per tutte le imprese. Infatti, le banche, di fronte a capacit\u00e0 di rimborso in tempi incerti,&nbsp; non erogano facilmente la liquidit\u00e0 garantita da SACE. Inoltre per le attivit\u00e0 che hanno quattro volte i tempi di ripartenza rispetto alle altre, c\u2019\u00e8 bisogno di importi quattro volte maggiori e&nbsp;<strong>di prevedere piani di rientro di almeno 12 o 15 anni.&nbsp;<\/strong>Per le PMI questi tempi sono stati portati a 10 anni, forse appena sufficienti, ma per le grandi imprese il limite dei 6 anni permane impedendo la certezza del rimborso. Per questo motivo le banche non erogano la liquidit\u00e0.<\/li><li>Un fondo di garanzia pari al 100% su nuovi finanziamenti bancari erogati fino a 1 milione di euro.<\/li><li>L\u2019Inserimento dell\u2019industria discografica ed editoriale musicale all\u2019interno del fondo ex 183, comma 2 del DL rilancio, originariamente destinato prevalentemente alla filiera editoriale.<\/li><li>L\u2019Incremento del fondo destinato al Bonus Cultura.<\/li><li>Riduzione dell\u2019aliquota&nbsp; IVA del settore al 4% ed&nbsp; e<strong>stensione dell\u2019aliquota ridotta a tutti i soggetti della filiera&nbsp;<\/strong>strettamente collegati alla produzione di un evento e\/o prodotto musicale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Chiediamo poi la solvenza immediata dei contratti da parte della PA, dei beneficiari del FUS e di chi ha gi\u00e0 incassato i biglietti che di norma non hanno redistribuito alla filiera (artisti e fornitori).<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019immediata liquidazione dei debiti che la P.A. ha nei confronti delle imprese e\/o compensazione con i debiti direttamente in F24.&nbsp;<\/li><li>Il pagamento immediato di tutti i compensi arretrati da parte di tutti gli enti beneficiari del FUS,&nbsp; Imprese e spazi culturali.<\/li><li>Non tutti coloro che hanno ricevuto i contributi del FUS o incassato i biglietti dei grandi concerti hanno distribuito quelle risorse alla filiera, lasciando senza sostegno decine di migliaia di lavoratori, fornitori di impianti e attrezzature, ecc.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. Infine, chiediamo l\u2019allargamento dell\u2019Art Bonus per chi investe nel settore artistico (non solo ai finanziati dal FUS) e detrazioni fiscali per chi sostiene spese nel settore dello spettacolo, per partecipare a eventi e a corsi di musica, teatro e danza:<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019allargamento del credito d\u2019imposta per \u201cArt Bonus\u201d per erogazioni liberali a favore di tutti gli enti, scuole ed imprese dell\u2019arte, spettacolo, eventi e cultura, a integrazione del vigente e indipendentemente che siano o meno stati ad oggi inseriti negli elenchi ministeriali del FUS.<\/li><li>Detrazioni fiscali per spese sostenute in spettacolo, cultura e corsi di musica e arte (come 18app) acquistati telematicamente, come gi\u00e0 previste per attivit\u00e0 sportiva e spese mediche.<\/li><li>Favorire il modello cd. \u201cticket sospeso\u201d per sostenere gli spettacoli a 360\u00b0 con possibilit\u00e0 di detrazioni fiscali.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte queste misure&nbsp;<strong>possono garantire la sopravvivenza di lavoratori e imprese del settore, ma non sono da sole sufficienti<\/strong> per risolvere le contraddizioni e difficolt\u00e0 endemiche del mondo dello spettacolo e che sono oggi finalmente sotto i riflettori a causa dell\u2019emergenza COVID-19. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00c8 dunque necessario uno sguardo pi\u00f9 ampio che porti a&nbsp;una&nbsp;riforma strutturale, che non pu\u00f2 che partire da:<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>La mappatura di tutte le realt\u00e0 del settore.<\/li><li>Un sistema previdenziale adeguato a tutte le categorie di lavoratori che lo compongono, a prescindere dal contratto che utilizzano.<\/li><li>Un\u2019integrazione di continuit\u00e0 per tutti i lavoratori dello spettacolo in modo da evitare la dispersione professionale e la fuga dei nostri talenti all\u2019estero.<\/li><li>Una gestione fiscale, contrattuale e amministrativa semplice e trasparente, che si avvalga di sistemi innovativi di gestione, anche grazie alle nuove tecnologie a disposizione.<\/li><li>Sistemi di vigilanza e controllo per supportare il lavoro in chiaro, perch\u00e9, come si evince anche dalle cifre presentate prima, una gran parte del finanziamento della riforma stessa si trova nel recupero del sommerso.<\/li><li>Infine, incentivi economici mirati per tutte le organizzazioni che operano nello spettacolo.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiediamo quindi, anche a nome del Forum Arte e Spettacolo, che si porti avanti\u00a0<strong>un confronto continuativo e collaborativo in merito alla riforma strutturale del settore<\/strong>, anche in vista degli\u00a0<strong>stati generali dello spettacolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;estratto video dell&#8217;intervento (purtroppo la qualit\u00e0 \u00e8 bassa)<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Fondazione Centro Studi Doc - Audizione 7^ Commissione Senato - 2 luglio 2020\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dHdTCEyXQsM?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervento della Fondazione Centro Studi Doc all&#8217;audizione della 7^ Commissione del Senato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 2 luglio la Fondazione Centro Studi Doc \u00e8 stata invitata a un&#8217;audizione della 7^ Commissione del Senato. 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