{"id":16146,"date":"2026-01-14T12:21:14","date_gmt":"2026-01-14T11:21:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=16146"},"modified":"2026-01-23T11:03:38","modified_gmt":"2026-01-23T10:03:38","slug":"superare-economia-di-guerra-col-modello-cooperativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2026\/01\/14\/superare-economia-di-guerra-col-modello-cooperativo\/","title":{"rendered":"Superare l&#8217;economia di guerra col modello cooperativo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><em>Enrico Santi intervista Giuseppe Guerini, presidente di Cooperatives Europe, sul ruolo delle cooperative come modello alternativo all&#8217;economia di guerra, in grado di costruire pace e giustizia sociale.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\t\t<div class='author-shortcodes'>\n\t\t\t<div class='author-inner'>\n\t\t\t\tdi Enrico Santi\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Giuseppe Guerini \u00e8 presidente di Cooperatives Europe. L\u2019organizzazione, con sede a Bruxelles, rappresenta le cooperative a livello continentale e conta 200mila imprese cooperative e cinque milioni di lavoratori. Della Confederazione fanno parte cooperative di tutti i settori. Inoltre, Cooperatives Europe \u00e8 membro dell\u2019Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Guerini \u00e8 intervenuto al simposio \u201cCooperative costruttrici di pace\u201d svoltosi a Verona e organizzato dalla Fondazione Centro Studi Doc. \u201cIl titolo scelto per questo appuntamento\u201d, sottolinea, \u201ccoglie un fatto troppo spesso trascurato: <strong>la pace \u00e8 un processo dinamico e, come ogni costruzione, richiede uno sforzo costante<\/strong>. La pace \u00e8 un equilibrio ricercato attraverso continui aggiustamenti; \u00e8 azione e, nelle situazioni di conflitto, \u00e8 indispensabile il ruolo delle persone che tengono aperta una tensione verso la pace, che poi \u00e8 sostanzialmente dialogo. <strong>La pace<\/strong>\u201d, aggiunge, \u201c<strong>non \u00e8 mai permanente, deve essere costruita ogni giorno, insieme. Dev\u2019essere coltivata, fatta crescere e nutrita come un fiore fragile. E noi vogliamo ostinatamente cercare di essere giardinieri della pace<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Presidente Guerini, Cooperatives Europe ha sede nella stessa citt\u00e0 che ospita il Parlamento europeo. Nel corso del suo intervento a Verona si \u00e8 detto europeista convinto. Convinto anche perch\u00e9 l\u2019Unione europea \u00e8 un progetto per la pace tra i popoli?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec, sono un europeista convinto. <strong>Penso che il progetto di unificazione europea sia un progetto straordinario anche se non \u00e8 privo di difetti. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che se parliamo di pace, e siamo riusciti a tenere i conflitti armati lontano dai nostri confini, purtroppo, per\u00f2, l\u2019Europa non \u00e8 stata immune dalle guerre in questi 80 anni<\/strong>. Da questa narrativa abbiamo omesso gli anni di guerra nel Nord d\u2019Irlanda, l\u2019occupazione di Cipro del Nord, tutta la tragedia dell\u2019ex Jugoslavia, solo per citare i conflitti armati interni al continente europeo. Altrimenti dovremmo aggiungere Afghanistan, Iraq, Libia e le centinaia di guerre sul continente africano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>E, purtroppo, adesso c\u2019\u00e8 una ripresa di un linguaggio, di una spinta a considerare la guerra come una delle soluzioni<\/strong>. La pace non \u00e8 pi\u00f9 una priorit\u00e0 nei discorsi politici della maggior parte dei leader europei; abbiamo normalizzato i discorsi belligeranti e inaugurato la stagione dell\u2019economia di guerra dopo che, per anni, abbiamo sostenuto che la guerra non \u00e8 lo strumento con cui risolvere i conflitti.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La Costituzione italiana, peraltro, \u00e8 chiara su questo punto. Essa, infatti, sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0E in qualche misura questa \u00e8 stata una posizione condivisa a livello europeo, ma oggi, purtroppo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Si \u00e8 tornati a pensare che la guerra sia una possibilit\u00e0. Se ne parla con grande disinvoltura e ci sono molti che danno per scontato un coinvolgimento forte dell\u2019Unione europea, o di diversi Paesi dell\u2019Unione, in azioni di guerra. <strong>Qualcuno sta cercando di costringerci ad accettare un mondo basato sulla forza<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>E la guerra \u00e8 tornata prepotentemente ad essere un mezzo per fare affari anche nella civile Europa&#8230;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sul piano economico, un grande affare lo \u00e8 sicuramente, poich\u00e9 le risorse impiegate per la guerra sono enormi. Ma l\u2019Europa aveva sostanzialmente mantenuto la spesa militare abbastanza contenuta. Ora si dice \u201cvabb\u00e8, ci siamo sempre fatti difendere dagli Stati Uniti\u2026\u201d. Ma io a questo tipo di difesa francamente non credo. <strong>Credo piuttosto nelle forme di difesa nonviolenta che mettano innanzitutto in primo piano la vita umana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Contiamo quanti sono stati i morti nel conflitto in Ucraina, da una parte e dall\u2019altra. Che valore vogliamo dare a queste persone? Se si guarda al Pil della Russia, vediamo che \u00e8 sempre e soltanto aumentato durante la guerra, e <strong>con la guerra aumenta pure il Pil di Israele. Per\u00f2 aumentano anche i morti. E purtroppo i morti non vengono conteggiati come sottrazione al valore generale di un Paese<\/strong>. Questo \u00e8 il clima che viviamo. <strong>Per noi, invece, le vite sono pi\u00f9 importanti dei confini. Tutti conoscono il famoso adagio \u201cSe vuoi la pace, preparati alla guerra\u201d, ma \u00e8 una grande mistificazione. Vale solo per i venditori di armi.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Lei sostiene anche che, oltre a un ritorno del bellicismo, ci troviamo davanti ad un \u201cbullismo economico\u201d. Che cosa intende dire con questo termine?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Esso \u00e8 il precursore di un\u2019economia di guerra. <strong>La cosiddetta cowboys economy dei \u201cpistoleri digitali\u201d delle big tech e del capitalismo di sorveglianza ha impostato un modello culturale economico basato sulla paura, un\u2019antropologia dell\u2019intimidazione su cui si costruisce una concentrazione di ricchezza senza precedenti che genera enormi disuguaglianze<\/strong>. <strong>E la guerra<\/strong>, come continuazione della competizione economica attraverso l\u2019abuso della forza, <strong>\u00e8 la conseguenza diretta di questo aumento senza precedenti dell\u2019ingiustizia sociale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La retorica della competitivit\u00e0 si accompagna alla retorica della guerra, ma essa non \u00e8 mai la cura, ma \u00e8 sintomo di malattie gravi: la disuguaglianza e l\u2019ingiustizia. <strong>Noi, al contrario, sosteniamo che la sicurezza sociale e la cultura sono la prima e vera difesa per i cittadini e solo proteggendo i cittadini possiamo anche proteggere il nostro modello di vita<\/strong>. Ecco perch\u00e9, tornando a noi, abbiamo sempre pi\u00f9 bisogno di cooperative e di imprese che mettano al centro le persone. La cultura e i valori da cui sono nati sono l\u2019umanesimo, la solidariet\u00e0 e la democrazia.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ma sulla promozione del cooperativismo, cos\u00ec come l\u2019ha delineato, crede che ci sia la necessaria sensibilit\u00e0 da parte delle istituzioni europee?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Veniamo da una stagione che ha visto un progresso molto importante in questo senso. <strong>Nel precedente mandato della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal 2019 al 2024, abbiamo ottenuto un Piano d\u2019azione per l\u2019economia sociale, una raccomandazione, molti riconoscimenti dell\u2019economia sociale nel suo complesso e, di conseguenza, anche del modello cooperativo<\/strong>. Oggi, sul piano delle dichiarazioni, questa attenzione rimane accesa, su quello dell\u2019impegno concreto un po\u2019 meno. Rimane comunque il fatto che si riconosce il valore economico, sociale e culturale che apportiamo all\u2019Unione europea, ai principi democratici e alla tutela del lavoro. E questo resta pur sempre un fatto importante.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La cooperazione, sostiene, serve anche a tenere aperta la porta del dialogo tra le realt\u00e0 delle diverse nazioni, anche quelle coinvolte nei conflitti. <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono molto convinto di questa funzione e lo dimostra la storia stessa dell\u2019Alleanza delle cooperative internazionali nei 135 anni dalla sua fondazione. Essa \u00e8 la pi\u00f9 longeva tra le organizzazioni internazionali di rappresentanza della societ\u00e0 civile. <strong>\u00c8 proprio questa diplomazia del movimento cooperativo che ci fa dialogare<\/strong>, anche perch\u00e9 esistono tanti progetti di intercooperazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Durante il simposio si \u00e8 fatto riferimento all\u2019alluvione che ha devastato la citt\u00e0 di Valencia, in Spagna, e alla risposta cooperativistica in questa drammatica circostanza. Ebbene, c\u2019\u00e8 una cooperativa con sede a Istanbul, in Turchia, che ha fornito e tuttora fornisce una piattaforma digitale che \u00e8 stata utilizzata negli interventi di risposta all\u2019emergenza e di ricostruzione. \u00c8 solo un esempio, ma questa \u00e8 una <strong>dimostrazione molto interessante di collaborazione e di cooperazione internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Noi stessi come Cooperatives Europe partecipiamo a un progetto finanziato dall\u2019Ue all\u2019Alleanza cooperative internazionali sulla cooperazione allo sviluppo e sulla creazione di occasioni di collaborazione fra cooperative. E a gennaio presenteremo delle linee guida sulla cooperazione allo sviluppo in forma cooperativa, elaborata dal punto di vista europeo, e come stiamo lavorando in questa direzione.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ma torniamo al ruolo del movimento cooperativo nel tentativo di pacificazione e di riconciliazione nei conflitti\u2026 <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sono molti i casi in cui le cooperative sono state strumento di riconciliazione, di conversione dall\u2019economia di guerra all\u2019economia di pace<\/strong>. Sul nostro sito internet c\u2019\u00e8 un <a href=\"https:\/\/coopseurope.coop\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COOPSPEACE_research_2019_Cooperatives-Europe-WEB_0.pdf\">report in inglese<\/a> in cui sono raccontate molte di queste situazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pur in una situazione estremamente drammatica come quella attuale, <strong>in Cisgiordania resistono ancora cooperative miste israelo-palestinesi<\/strong>, sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0, certo, sempre pi\u00f9 messe in discussione dalla prepotenza di un\u2019occupazione ogni giorno pi\u00f9 violenta. Anche l\u00ec il movimento cooperativo ha sempre cercato di favorire il dialogo. <strong>In Colombia, dopo la guerra civile, gli ex combattenti hanno creato cooperative agricole<\/strong>, scegliendo di coltivare invece di combattere. E <strong>in Bosnia, dopo la sanguinosa guerra civile, le cooperative femminili hanno contribuito a ricostruire non solo vite ma anche fiducia<\/strong>, superando le divisioni etniche. <strong>In Ruanda le cooperative di caff\u00e8 e cacao hanno contribuito al processo di riconciliazione dopo il genocidio del \u201894<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ognuna di queste storie ci ricorda che <strong>la cooperazione non \u00e8 teoria, \u00e8 riconciliazione in azione<\/strong>. <strong>Le cooperative nascono per condividere risorse e soddisfare bisogni<\/strong>. <strong>Crediamo che il mercato sia un luogo di collaborazione e scambio piuttosto che di conflitto<\/strong>. Per noi, competitivit\u00e0 significa lavorare insieme, non competere gli uni contro gli altri. Ricordo, inoltre, che l\u2019impegno per la pace accompagna fin dalla sua costituzione l\u2019International Cooperatives Alliance.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Se si vuole la pace, quindi, si deve costruire la giustizia sociale. Sembra una frase fatta, ma per il vostro mondo \u00e8 un impegno quotidiano.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Esattamente. Se andiamo a vedere,<strong> in quasi tutti i conflitti in corso c\u2019\u00e8 una contesa sulle risorse basata sulla prepotenza e non certo sulla condivisione<\/strong>\u2026 Uno delle possibili, anzi probabili, ulteriori guerre che potrebbero scatenarsi riguarda il Venezuela. Si racconta in maniera artificiosa che esso sia un Paese produttore ed esportatore di droga. In realt\u00e0 si vuole andare a prendere il petrolio che gli americani del nord considerano \u201croba nostra\u201d. E poi vogliamo vedere dove e da chi \u00e8 stato creato il Fentanyl? Come \u00e8 stato distribuito e che ruolo hanno avuto le industrie farmaceutiche? Prima che diventasse un prodotto appetibile per i narcotrafficanti \u00e8 stato introdotto, sperimentato, spinto sul mercato americano dalle grandi industrie farmaceutiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 un libro molto istruttivo da questo punto di vista, si intitola \u201cMorti per disperazione e il futuro del capitalismo\u201d, scritto da Angus Deaton, premio Nobel per l\u2019economia 2015, e Anne Case.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Concludendo, presidente Guerini, in che modo le cooperative costruiscono una via verso la pace anche oltrepassando l&#8217;economia di guerra?<\/strong><\/h3>\n<p><strong><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>In un\u2019epoca di profonde disuguaglianze, in cui pochi possiedono gran parte della ricchezza mondiale mentre milioni di persone lottano per la sopravvivenza, le cooperative rispondono con un modello economico basato su mutualit\u00e0, democrazia, partecipazione e solidariet\u00e0<\/strong>. Le cooperative, inoltre, sono <strong>scuole di democrazia e dialogo<\/strong> poich\u00e9 ogni socio conta come \u201cuno\u201d. <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-weight: 400;\">Non si tratta di una questione tecnica ma profondamente politica: far parte di una cooperativa significa imparare ad ascoltare, a discutere, a decidere insieme.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>La pace non \u00e8 silenzio o uniformit\u00e0, \u00e8 la capacit\u00e0 di convivere con le nostre differenze senza distruggerci a vicenda<\/strong>. <strong>Cooperare \u00e8 lavorare con dignit\u00e0 perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci pace dove c\u2019\u00e8 fame e dove manca il lavoro<\/strong>. E il movimento cooperativo dimostra che possiamo fare impresa senza distruggere e produrre ricchezza senza sfruttamento. Far parte di una cooperativa significa credere che il bene comune conti pi\u00f9 del guadagno privato. \u00c8 una forma viva di cittadinanza attiva: democrazia non solo nelle cabine elettorali, sempre pi\u00f9 deserte purtroppo, ma nei luoghi di lavoro, nelle comunit\u00e0 e nella vita quotidiana.<\/span><\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h6><strong><em>Sempre di Enrico Santi, leggi anche:<\/em><\/strong><\/h6>\n<p><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2026\/01\/14\/come-promuovere-la-giustizia-sociale-per-costruire-la-pace\/\"><em>Come promuovere la giustizia sociale per costruire la pace<\/em><\/a><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/12\/17\/utopia-di-mompracem-resistere-attraverso-arte-e-le-parole-con-zona-franca\/\"><em>Zona Franca e l\u2019utopia di Mompracem, resistere attraverso l\u2019arte e le parole<\/em><\/a><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/11\/20\/non-ce-democrazia-senza-tutela-dei-diritti-umani-intervista-a-felice-casson\/\">Non c\u2019\u00e8 democrazia senza tutela dei diritti umani: intervista a Felice Casson<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/07\/31\/era-bello-il-mio-ragazzo-lo-scandalo-delle-morti-bianche-intervista-allo-scrittore-giuseppe-ciarallo\/\">\u201cEra bello il mio ragazzo\u201d, lo scandalo delle morti bianche. Intervista allo scrittore Giuseppe Ciarallo<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/04\/08\/il-no-al-riarmo-europeo-nelle-parole-di-donatella-di-cesare\/\">Il no al riarmo europeo nelle parole di Donatella Di Cesare<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>______<\/em>___________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>Vuoi saperne di pi\u00f9 su diritti, dignit\u00e0 del lavoro pratiche di cooperazione, innovazione e sostenibilit\u00e0? Ti interessa il mondo dello spettacolo, dell\u2019arte e della cultura? 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