{"id":16089,"date":"2025-12-17T10:06:11","date_gmt":"2025-12-17T09:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=16089"},"modified":"2025-12-17T10:16:43","modified_gmt":"2025-12-17T09:16:43","slug":"utopia-di-mompracem-resistere-attraverso-arte-e-le-parole-con-zona-franca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/12\/17\/utopia-di-mompracem-resistere-attraverso-arte-e-le-parole-con-zona-franca\/","title":{"rendered":"Zona Franca e l&#8217;utopia di Mompracem, resistere attraverso l\u2019arte e le parole"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Il primo numero di Zona Franca, rivista di letteratura sociale. Enrico Santi intervista il direttore della rivista Giuseppe Ciarallo.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\t\t<div class='author-shortcodes'>\n\t\t\t<div class='author-inner'>\n\t\t\t\tdi Enrico Santi\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n<h3><strong><em>Zona Franca<\/em>: una nuova avventura editoriale per I libri di Mompracem<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cCultura non \u00e8 possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma \u00e8 la capacit\u00e0 che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di s\u00e9 e del tutto, che sente la relazione con tutti gli altri esseri\u201d. Questa riflessione, mai tanto attuale, di Antonio Gramsci fa da bussola alla navigazione di <strong><em>Zona Franca<\/em>, rivista \u2013 anzi \u201clibRivista\u201d \u2013 di letteratura sociale di cui \u00e8 da poco uscito il primo numero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cPrima di tutto \u2014 cos\u00ec l\u2019intellettuale, scrittore ed editore fiorentino Paolo Ciampi (i libri di Mompracem) presenta la nuova iniziativa editoriale \u2014 c\u2019\u00e8 un\u2019isola, che \u00e8 un\u2019isola che c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8. Ovvero Mompracem, presente in alcune vecchie mappe, ma oggi svanita nelle nebbie del buon senso e dell\u2019opportunismo, magari relegata ai sogni di adolescenti: al tempo in cui gli adolescenti i sogni li coltivavano sui libri di Salgari e su altri tappeti volanti di parole. Ma se non c\u2019\u00e8, Mompracem, non significa che non ci sia stata e nemmeno che non ci sar\u00e0 pi\u00f9. <strong>E se ci potr\u00e0 essere, Mompracem, sar\u00e0 perch\u00e9 sapr\u00e0 essere fedele a se stessa: isola di pirati, dunque; ma di pirati secondo giustizia<\/strong>. E dentro questa parola, <strong>pirati<\/strong>, ci metto un intero arcipelago di umanit\u00e0: <strong>chi resiste nel presente e chi costruisce futuro<\/strong>; chi coltiva nuovi sguardi e chi semina utopia; chi nei ranghi non sa proprio stare e chi sa mettersi di continuo in discussione; chi \u00e8 allergico ai vari conformismi e chi ha bisogno di altri spazi, altri orizzonti; e anche chi testardamente crede nella forza della parola scritta e per di pi\u00f9 condivisa, pronto magari a incrociarla con altre forme di espressione\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Il primo numero di <em>Zona Franca<\/em>: &#8220;Io vs Noi&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Zona Franca<\/em> \u00e8 diretta da Giuseppe Ciarallo<\/strong>. <strong>Questo primo numero \u00e8 intitolato \u201c<em>Io vs Noi\u201d<\/em><\/strong>. Egli spiega: \u201criassume in s\u00e9 i due modelli, antitetici, inconciliabili, con i quali si pu\u00f2 guardare all\u2019altro da s\u00e9: da un lato una concezione individualistica, di chiusura, esclusivamente basata sulla difesa del proprio orticello, comprese le patologie legate all\u2019io (<em>hikikomori<\/em>, disturbo narcisistico, misantropia), l\u2019altra collettivistica, solidale e attenta ai bisogni di ognuno, soprattutto delle fasce pi\u00f9 deboli. Senza dimenticare che esistono vari esempi di <em>io<\/em> positivi, come la ricerca spirituale o l\u2019ascetismo (non necessariamente religioso), e di <em>noi<\/em> tossici, come i nazionalismi, i sovranismi, i suprematismi, quelli che si rifanno a un deleterio <em>spirito di corpo<\/em> o tutti quei raggruppamenti escludenti, che solitamente si mettono in contrapposizione ad altri <em>noi<\/em>, trasformandosi reciprocamente in <em>loro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A parlarci di questa nuova avventura culturale, disponibile in tutte le piattaforme digitali, \u00e8 il direttore <strong>Giuseppe Ciarallo<\/strong>. Anche autore di \u201cEra bello il mio ragazzo. Canzoniere del dolore e della rabbia\u201d (edizioni Pendragon) dedicato alla tragedia dei morti sul lavoro. Libro al quale abbiamo dedicato <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/07\/31\/era-bello-il-mio-ragazzo-lo-scandalo-delle-morti-bianche-intervista-allo-scrittore-giuseppe-ciarallo\/\">quest&#8217;intervista<\/a>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Direttore Ciarallo, in un panorama editoriale gi\u00e0 molto affollato, si sentiva la necessit\u00e0 di una nuova rivista? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 proprio una nuova rivista. <strong>Nasce<\/strong>, infatti, <strong>da una precedente esperienza, <\/strong><em><strong>Zona Letteraria<\/strong>, <\/em>che purtroppo aveva dovuto chiudere le pubblicazioni durante il Covid. Non avevamo pi\u00f9 avuto la possibilit\u00e0 di presentarla in presenza nelle librerie, nelle biblioteche, nelle fiere e nelle varie manifestazioni\u2026 Vederla finire era stato un brutto colpo. Ma partiamo dall\u2019inizio: <strong>tutto era cominciato nel 2009 con <em>Letteraria<\/em>, rivista fortemente voluta da Stefano Tassinari<\/strong>. Scrittore, poeta, agitatore culturale, giornalista che aveva riunito intorno a s\u00e9 un nucleo ampio di scrittori, poeti, critici, intellettuali vari per creare una rivista di letteratura sociale. L&#8217;obiettivo era mettere al centro la figura del collettivo, ricordando l\u2019esperienza degli anni \u201970, finita, per intendersi, con l\u2019avvento della \u201cMilano da bere\u201d. Quindi, nel 2009 nasce <em>Letteraria<\/em> che poi prosegue con varie anime: <em>Nuova Rivista Letteraria<\/em>, <em>Nuova Rivista Letteraria Nuova Serie<\/em> e <em>Zona Letteraria<\/em>. Nel 2012, dopo la morte di Stefano Tassinari, abbiamo continuato a portare avanti questa importantissima esperienza culturale, come si diceva, fino al 2021.<\/p>\n<p>Non mi sono arreso e mi sono messo alla ricerca di un nuovo editore che fosse interessato a rilanciare questa pubblicazione; oggi pi\u00f9 che mai necessaria. E, dopo aver trovato approdo in Paolo Ciampi e nella sua <strong><span style=\"font-weight: 400;\">casa editrice \u201cI <\/span>Libri<span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0di Mompracem\u201d di Firenze<\/span><\/strong>, abbiamo unito le forze e rafforzato la redazione. Cos\u00ec ecco il primo numero di <em style=\"font-weight: 400;\">Zona Franca<\/em>, \u201clibRivista\u201d di letteratura sociale, con uscita semestrale.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Qual \u00e8 la specificit\u00e0 di <em>Zona Franca<\/em>? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ogni semestre si sceglie un argomento che abbia a che fare con il sociale, con la vita delle persone<\/strong>. Questo significa interessarsi di <strong>lavoro<\/strong>, di <strong>ecologia<\/strong>, di <strong>tutti quegli aspetti che fanno parte della vita degli uomini e delle donne in societ\u00e0<\/strong>. <strong>Per il primo numero ho proposto il tema \u201cIo vs Noi\u201d<\/strong>. Analizziamo questo argomento<strong> attraverso la letteratura e le arti in generale<\/strong>, perch\u00e9 ci occupiamo di pittura, musica, fotografia, fumetto, illustrazioni. <strong>Ne emerge una visione contrapposta del vivere in societ\u00e0. L\u2019una, totalmente individualista, narcisistica<\/strong>, del curare solo ed esclusivamente il proprio orticello e di pensare alla societ\u00e0 solamente come un mezzo da sfruttare per poter avere degli interessi personali.<strong> L\u2019altra<\/strong>, invece, che \u00e8 il \u201cnoi\u201d , <strong>che riguarda il vivere solidale e l\u2019attenzione che \u00e8 necessario riservare a tutti, in particolare ai pi\u00f9 deboli<\/strong>. <strong>Questo, ovviamente, senza nasconderci che ci sono degli \u201cio\u201d positivi<\/strong>. Che coltivano, per esempio, la spiritualit\u00e0, la ricerca della propria interiorit\u00e0, senza ovviamente danneggiare l\u2019altro. <strong>E\u00a0 dei \u201cnoi\u201d altamente tossici<\/strong>. E oggi ne abbiamo, purtroppo, un esempio molto rilevante: i nazionalismi, i sovranismi, il razzismo, lo spirito di corpo nel senso pi\u00f9 deleterio, i fondamentalismi\u2026 E quindi sono dei \u201cnoi\u201d che si contrappongono ad altri \u201cnoi\u201d. Tra questi \u201cnoi\u201d tossici personalmente inserisco, purtroppo, anche le degenerazioni fondamentaliste delle tre religioni monoteiste. Da una parte, parlano di amore nel senso pi\u00f9 nobile del termine per poi rinchiudersi all\u2019interno del \u201cnoi siamo i fedeli mentre gli altri sono infedeli\u201d, del \u201cDio con noi contro gli altri\u2026\u201d. \u00a0<strong>\u00c8 un numero che con 23 articoli arricchiti dai disegni dei maggiori illustratori italiani<\/strong>. Vere e proprie colonne della satira politica che hanno accettato di partecipare a questa esperienza. Speriamo quindi di trovare un\u2019accoglienza che ci permetta di continuare su questa strada.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-16094 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zona-franca.jpg\" alt=\"\" width=\"1444\" height=\"2048\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zona-franca.jpg 1444w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zona-franca-1280x1815.jpg 1280w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zona-franca-980x1390.jpg 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zona-franca-480x681.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1444px, 100vw\" \/><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cosa troviamo nel primo numero?<\/strong><\/h3>\n<p><strong><span style=\"font-weight: 400;\">Si parla dei <\/span>danni provocati dall\u2019esaltazione del tatcherismo e dell\u2019individualismo<\/strong>, fenomeno che purtroppo d\u00e0 i suoi frutti avvelenati anche oggi. C\u2019\u00e8 chi pensa che sia stata una grande statista; in realt\u00e0, la Thatcher ha distrutto il tessuto sociale della Gran Bretagna. <strong style=\"font-weight: 400;\">Ma si parla anche del \u201cbar\u201d come luogo eccellente per esercizi di solitudine o per incontri sensazionali. <\/strong>Dell\u2019esperienza e della modernit\u00e0 della <strong style=\"font-weight: 400;\">Beat Generation<\/strong>, di <strong style=\"font-weight: 400;\">Sante Notarnicola <\/strong>e del<strong style=\"font-weight: 400;\"> laboratorio di poesia nel carcere di Firenze<\/strong>. Di <strong style=\"font-weight: 400;\">retorica dell\u2019appartenenza, miccia di ogni conflitto<\/strong>. Vi si trovano riflessioni su <strong style=\"font-weight: 400;\">Giuseppe Pontiggia <\/strong>e il suo <em>Nati due volte<\/em>, sulla musica della <strong style=\"font-weight: 400;\">Liberation Music Orchestra <\/strong>di Charlie Haden e Carla Bley. Sulle<strong style=\"font-weight: 400;\"> pellicole che hanno affrontato il tema dei genocidi<\/strong>, sui <strong style=\"font-weight: 400;\">collettivi femminili di poesia<\/strong>. Sul rischio della<strong style=\"font-weight: 400;\"> dissolvenza dello \u201cstare in presenza\u201d tipico dei social<\/strong>, sull\u2019<strong style=\"font-weight: 400;\">Intelligenza Artificiale come contrapposizione umano\/digitale<\/strong>. Su individualit\u00e0 e impegno collettivo nella <strong style=\"font-weight: 400;\">Cina dell\u2019ultimo secolo<\/strong>\u2026 E tanto altro ancora.<\/p>\n<p>Io mi sono occupato, <strong style=\"font-weight: 400;\">per esempio, di Max Stirner<\/strong>, autore che fa parte del Gotha degli anarchici, ma che ha una visione della societ\u00e0 in base alla quale io non riesco a capire come possa essere considerato anarchico. Infatti, egli predica l\u2019egoismo della persona contro la societ\u00e0, per cui, nel titolo mi chiedo: \u201cL\u2019egoismo anarchico \u00e8 un ossimoro?\u201d Eppure nei volumi che raccolgono il pensiero dei grandi pensatori anarchici, Max Stirner c\u2019\u00e8, anche se non riesco a capirne il motivo. <strong style=\"font-weight: 400;\">Si parla poi di Erri De Luca, dello stesso Stefano Tassinari<\/strong>.<\/p>\n<p>In ogni numero, relativamente al tema principale, ci saranno, inoltre, delle rubriche, come <strong>\u201cRipescaggi\u201d per far uscire da un ingiusto dimenticatoio libri,<\/strong> autori e autrici che hanno ancora molto da dirci.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>State gi\u00e0 lavorando al secondo numero di Zona Franca?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec, <strong>avr\u00e0 come tema \u201cLa parola in gioco\u201d e sar\u00e0 incentrato sull\u2019importanza della parola e dei linguaggi<\/strong>. Il secondo numero sar\u00e0 ancora pi\u00f9 bello del primo. Ci saranno scritti di Moni Ovadia, Natalino Balasso. Alberto Patrucco ci illustrer\u00e0 il linguaggio delle canzoni di Brassens. Si parler\u00e0 del linguaggio della malavita, del linguaggio inclusivo, del linguaggio aziendale che si cura di vendite ma non si cura delle persone&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Sempre di Enrico Santi, leggi anche:<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/11\/20\/non-ce-democrazia-senza-tutela-dei-diritti-umani-intervista-a-felice-casson\/\">Non c\u2019\u00e8 democrazia senza tutela dei diritti umani: intervista a Felice Casson<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/07\/31\/era-bello-il-mio-ragazzo-lo-scandalo-delle-morti-bianche-intervista-allo-scrittore-giuseppe-ciarallo\/\">&#8220;Era bello il mio ragazzo\u201d, lo scandalo delle morti bianche. Intervista allo scrittore Giuseppe Ciarallo<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/04\/08\/il-no-al-riarmo-europeo-nelle-parole-di-donatella-di-cesare\/\">Il no al riarmo europeo nelle parole di Donatella Di Cesare<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>______<\/em>___________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>Vuoi saperne di pi\u00f9 su diritti, dignit\u00e0 del lavoro pratiche di cooperazione, innovazione e sostenibilit\u00e0? Ti interessa il mondo dello spettacolo, dell\u2019arte e della cultura? Non perderti nessun aggiornamento, segui il <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaYC8WJ0lwgtvKZg9n0X\">canale WhatsApp di Fondazione Centro Studi Doc<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo numero di Zona Franca, rivista di letteratura sociale. Enrico Santi intervista il direttore della rivista Giuseppe Ciarallo. 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