{"id":15454,"date":"2025-07-31T09:00:40","date_gmt":"2025-07-31T07:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=15454"},"modified":"2025-07-31T15:05:34","modified_gmt":"2025-07-31T13:05:34","slug":"era-bello-il-mio-ragazzo-lo-scandalo-delle-morti-bianche-intervista-allo-scrittore-giuseppe-ciarallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/07\/31\/era-bello-il-mio-ragazzo-lo-scandalo-delle-morti-bianche-intervista-allo-scrittore-giuseppe-ciarallo\/","title":{"rendered":"\u201cEra bello il mio ragazzo\u201d, lo scandalo delle morti bianche. Intervista allo scrittore Giuseppe Ciarallo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"font-weight: 400;\"><em><strong>Pubblichiamo oggi l&#8217;intervista di Enrico Santi a Giuseppe Ciarallo, autore di &#8220;Era bello il mio ragazzo&#8221;, il canzoniere del dolore e della rabbia, che affronta il dramma delle morti bianche sul lavoro.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Il tema trattato nell\u2019intervista \u00e8 particolarmente caro alla Fondazione Centro Studi Doc, impegnata da anni nel promuovere la sicurezza sul lavoro e nel contempo a valorizzare l&#8217;arte e la musica come strumenti di cultura, giustizia sociale ed emancipazione umana.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\t\t<div class='author-shortcodes'>\n\t\t\t<div class='author-inner'>\n\t\t\t\tEnrico Santi\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n<div id=\"attachment_15455\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15455\" class=\"wp-image-15455 size-large\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/foto-ciarallo-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/foto-ciarallo-980x735.jpg 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/foto-ciarallo-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><p id=\"caption-attachment-15455\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Ciarallo, autore di &#8220;Era bello il mio ragazzo&#8221;<\/p><\/div>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cVorrei che libri come questi diventassero inutili, che gli incidenti e i morti sul lavoro fossero un ricordo triste di tempi passati\u201d. <strong>Giuseppe Ciarallo<\/strong>, 67 anni, milanese, \u00e8 uno degli scrittori pi\u00f9 eclettici e controcorrente del panorama culturale italiano. Un intellettuale che sa coniugare scrittura, poesia, arte e musica. <strong>L\u2019ultimo suo lavoro \u00e8 \u201cEra bello il mio ragazzo &#8211; Morti sul lavoro. Canzoniere del dolore e della rabbia\u201d pubblicato dall\u2019editore bolognese Pendragon<\/strong>. L\u2019argomento, purtroppo, \u00e8 di stringente attualit\u00e0. <strong>Nel 2024, in Italia le \u201cmorti bianche\u201d sono state 1.090<\/strong> (49 in pi\u00f9 rispetto al 2023). Cifra che sale a <strong>1.481 contando le vittime \u201cin itinere\u201d<\/strong>. Numeri purtroppo non destinati a diminuire visti i dati dei primi mesi di quest\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il volume, con la <strong>prefazione di Luigi Manconi e Chiara Tamburello e una postfazione di Massimo Vaggi<\/strong>, scrittore e avvocato nelle cause per amianto, contiene i <strong>testi di 73 canzoni, ognuna accompagnata da una scheda storico-critica dell\u2019autore<\/strong>, che raccontano il dramma delle morti sul lavoro e per il lavoro, <strong>e 73 illustrazioni<\/strong>. Un\u2019opera collettiva, quindi, cui hanno partecipato i migliori esponenti della satira politica, come <strong>Bucchi, Vauro, Giuliano, Staino, Allegra, Biani, e giovani talenti altrettanto incisivi<\/strong>. Queste opere, tra l\u2019altro, sono protagoniste di una mostra itinerante. Il libro \u00e8 stato stampato in collaborazione con l\u2019<strong>Associazione familiari e vittime amianto &#8211; Emilia Romagna<\/strong> e con <strong>Comma 2 \u2013 Lavoro e Dignit\u00e0<\/strong>, associazione di giuristi che si occupano di solidariet\u00e0 sociale a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Incontriamo Giuseppe Ciarallo a Verona, dove \u00e8 stato invitato a presentare il suo libro nell\u2019ambito della Festa dell\u2019Unit\u00e0. Le molte sedie vuote sono l\u00ec a testimoniare che la strada per fare opera di sensibilizzazione su questo tragico fenomeno \u00e8 ancora lunga da percorrere.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ciarallo, lei \u00e8 un autore decisamente eclettico, che spazia dalla poesia e dalla satira politica alle sceneggiature di graphic novel. Scrive racconti, saggi di musica e letteratura e collabora con molte riviste\u2026 Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo libro, cos\u00ec personale e collettivo nello stesso tempo, e dal titolo particolarmente significativo?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo libro nasce innanzitutto dalla <strong>volont\u00e0 di mantenere sempre e costantemente alto il dibattito su un argomento che dovrebbe essere centrale nell\u2019agenda di ogni governante di una nazione che si dice civile e democratica: quello della sicurezza sul lavoro<\/strong>. Sembra invece che alle istituzioni di qualsiasi livello, a partire dal Governo in gi\u00f9, nulla importi della strage quotidiana di lavoratrici e lavoratori. Questi drammi che si ripetono di giorno in giorno in un macabro rituale, anche dai media vengono trattati con la stessa superficiale attenzione che si riserva alla love story della influencer di turno o alla frivola notizia riguardo ai costumi di questo nostro Paese imbarbarito. <strong>Un serio dibattito per affrontare e cercare di risolvere la questione degli infortuni e delle morti sul e per il lavoro non si \u00e8 mai affrontato<\/strong> e, pessimisticamente, possiamo dire mai si affronter\u00e0, almeno finch\u00e9 il guadagno e la produzione saranno ritenuti pi\u00f9 importanti della vita di esseri umani. Anche la mia famiglia, peraltro, \u00e8 stata toccata direttamente da questa tragedia: mio padre perse due dita della mano sinistra sulla catena di montaggio all\u2019Innocenti Leyland, fabbrica automobilistica milanese, inoltre si port\u00f2 dentro per trent\u2019anni un tumore, probabile \u201cregalo\u201d dell\u2019industria farmaceutica in cui aveva poi lavorato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con il chiaro intento di mantenere sempre alta l\u2019attenzione sullo stillicidio in atto,<strong> ho pensato e ho lavorato al mio libro per pi\u00f9 di tre anni<\/strong>, e la sua forma testimonia il mio tentativo di unire tre diversi linguaggi artistici: <strong>la musica, espressa attraverso i testi delle canzoni, la letteratura, rappresentata dalle annotazioni storico-critiche da me scritte, e l\u2019arte grafica con le numerose illustrazioni di artisti vari<\/strong>, tra i quali compaiono alcuni dei pi\u00f9 importanti disegnatori satirici italiani (Staino, Giuliano, Contemori, Vauro, Biani, Magnasciutti, Bucchi, De Angelis, Maramotti, Nardi, Saint Pierre, Trojano) e giovani dal brillante avvenire (Bettinelli, Cicellyn Comneno, Leporatti).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per quanto riguarda <strong>il titolo del libro<\/strong>, naturalmente <strong>richiama la bellissima canzone che Anna Identici interpret\u00f2 sul palco di Sanremo<\/strong>, gettando scompiglio in una kermesse che mai prima di allora si era discostata da quella che veniva orgogliosamente chiamata \u201ccanzone italiana\u201d, caratterizzata dall\u2019argomento monotematico dell\u2019amore (pur in tutte le sue forme). Anna Identici, che verr\u00e0 eliminata dalla gara dopo la sua prima esecuzione del brano, crea enorme turbamento presentando, al posto dell\u2019attesa canzone d\u2019amore, un testo altamente politico, potente, duro pur nella dolcezza delle parole di una madre che piange un figlio morente per un incidente in cantiere. Insomma, <strong>questo brano di Anna Identici racchiude in s\u00e9 l\u2019intento del mio libro, la volont\u00e0 di denuncia di una strage che si pu\u00f2 e che deve essere fermata<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Con quale criterio sono state scelte le 73 canzoni? E quali particolarit\u00e0 ha riscontrato in quella che \u00e8, con tutta evidenza, diventata una vera e propria ricerca di carattere sociologico?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Partendo dal periodo storico del secondo dopoguerra, la mia ricerca \u00e8 avvenuta \u201ca tappeto\u201d nel senso che volevo che il Canzoniere contenesse tutte i <strong>brani che negli ultimi ottanta anni hanno raccontato il dramma delle cosiddette morti bianche<\/strong>. Naturalmente questo mio lavoro non ha alcuna pretesa di completezza. Analizzando i testi delle settantatre canzoni \u2013 di cui tre sono in lingue diverse dall\u2019italiano \u2013 in effetti ho avuto modo di scoprire di <strong>quanto e come il nostro Paese sia cambiato decennio dopo decennio<\/strong>: <strong>dapprima le canzoni riguardavano le emigrazioni di massa dei nostri contadini poveri del sud<\/strong>, si parlava di miniere, di solfare, per poi passare al lavoro nelle fabbriche del nord, <strong>fino all\u2019insorgere del problema dell\u2019amianto, e poi la maggior attenzione per le questioni ambientali<\/strong> \u2013 con l\u2019esempio di Taranto \u2013 e ancora, <strong>lo sfruttamento di immigrati extracomunitari<\/strong> nei campi di pomodori e nel settore agroalimentare, nella logistica, nei call center,<strong> il vero e proprio schiavismo cui vengono sottoposti i rider<\/strong>\u2026 S\u00ec, direi che la mia ricerca ha assunto anche caratteri riguardanti storia e sociologia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Di particolarit\u00e0 ne sono saltate fuori a bizzeffe. Ad esempio, <strong>solo quattro canzoni su settantatre raccontano della morte di lavoratrici<\/strong> (forse per il minor impiego di manodopera femminile nei settori pi\u00f9 \u201cpericolosi\u201d, come le miniere, l\u2019industria pesante e i cantieri edili) <strong>eppure in un\u2019organizzazione del lavoro come quella attuale, le donne muoiono n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno degli uomini<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Altra considerazione attiene al mancato reperimento, durante la ricerca, di canzoni francesi a tema (mentre ho trovato brani spagnoli, portoghesi e statunitensi). Eppure la questione sicurezza sul lavoro \u00e8 molto sentita in Francia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Invece, sempre restando in casa nostra, ho potuto notare un <strong>buco temporale terrificante, che va dal 1976 al 1994, nel quale non sono state prodotte canzoni che parlano di morti sul lavoro<\/strong>. Sar\u00e0 un caso, ma questo periodo di tempo coincide con la comparsa, dapprima come imprenditore dell\u2019edilizia, dell\u2019industria televisiva e dell\u2019informazione cartacea e poi come politico, di Silvio Berlusconi e del berlusconismo, quella\u00a0<em>way of life<\/em>\u00a0spensierata, fatta di Milano da bere, di aperitivi e di leggerezza che tanti danni ha fatto alla cultura e alla capacit\u00e0 critica di un\u2019intera nazione.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Attraverso le canzoni si intravedono cambiamenti di sensibilit\u00e0 su questo tema nel corso dei decenni?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ho notato\u00a0uno stacco netto tra le canzoni del secolo scorso e quelle del nuovo millennio. <strong>Nelle prime \u00e8 evidente l\u2019influenza della canzone d\u2019autore<\/strong>, i testi scritti da poeti e intellettuali, nei quali c\u2019\u00e8 s\u00ec la collera verso le ingiustizie, ma anche molta ironia (vedi i brani de I Gufi, di Jannacci-Fo, di Tony e i Volumi e di Roversi-Dalla).<strong> Nei testi della generazione successiva l\u2019impronta ironico-satirica scompare quasi del tutto, tranne che nel brano di Caparezza<\/strong>, lasciando spazio unicamente alla rabbia pura. In questo pu\u00f2 aver contribuito l\u2019irruzione, nella scena musicale, del rap, genere che ha la \u201cdurezza\u201d come elemento importante.<strong> Le parole diventano gragnuole di pugni nello stomaco<\/strong>, come nel testo dei ControRessa, caustico, abrasivo, dove nulla \u00e8 lasciato all\u2019immaginazione, dove non c\u2019\u00e8 spazio per la metafora e le parole vengono sbattute con violenza sul muso di chi le ascolta, e di chi ha causato tanto dolore. Anche se non mancano testi poetici stile vecchia scuola, come nel caso dei brani di Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Marco Rovelli, Alessio Lega.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il volume contiene 73 illustrazioni. Un\u2019adesione imponente ed entusiastica da parte di \u201cmostri sacri\u201d e di giovani talenti. Cosa l\u2019ha colpita nella \u201clettura\u201d delle loro opere?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Innanzitutto mi ha reso felice la loro immediata e entusiastica disponibilit\u00e0 ad abbracciare il progetto Canzoniere. Ho lasciato loro la massima libert\u00e0 espressiva, naturalmente restando fedeli al macro tema, ed \u00e8 stato bellissimo vedere realizzato l\u2019arcobaleno dei mille colori che compongono la parte iconografica del libro nonch\u00e9 l\u2019<strong>omonima mostra itinerante che sto portando in giro per l\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15457 size-large\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/era-bello-il-mio-ragazzo-1-725x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"725\" height=\"1024\" \/><\/h3>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Come scrittore esordisce nel 1994 con Opinioni di un sax tenore, che nel titolo evoca le Opinioni di un clown di Heinrich B\u00f6ll, incentrato sul rapporto, spesso problematico, tra un musicista di jazz e il suo strumento. Come nasce questo connubio scrittura-musica?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono due grandi passioni che coltivo da oltre mezzo secolo. <strong>L\u2019amore per la scrittura nasce in me dalle lezioni di Italiano e Storia di un mio vecchio professore delle superiori, il professor Giosu\u00e9 Bonfanti<\/strong>, raffinatissimo intellettuale della scena milanese, intimo amico del poeta Vittorio Sereni. Lui mi spron\u00f2 a scrivere e io, acquisii coscienza della mia capacit\u00e0 e velocit\u00e0 di scrittura, tanto che capitava spesso che scrivessi i temi dei miei compagni di classe dopo aver consegnato il mio. <strong>La musica, invece, credo fosse all\u2019epoca una attrazione comune a tutti i ragazzi della mia generazione<\/strong>, cresciuta nel mito del 33 giri e fortunatissima per essere capitata in uno dei periodo pi\u00f9 fecondi della storia della musica, della musica di ogni genere.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nei suoi racconti non mancano i temi del razzismo, delle migrazioni, della guerra. Fenomeni, tra l\u2019altro, che alimentano lo sfruttamento sul lavoro. La letteratura ha ancora qualcosa da dire oggi? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sono sempre stato interessato alla letteratura sociale, quella che parla della vita vera delle persone, che affronta i temi che attengono strettamente a tutto ci\u00f2 che ha a che fare con le esistenze spesso tormentate di donne e uomini e con l\u2019eterno conflitto per i diritti, la dignit\u00e0, la libert\u00e0, la giustizia sociale\u2026<\/strong> Mi piace lavorare in gruppo. Sono numerosi i miei racconti contenuti in opere collettanee, i lavori di sceneggiatura di graphic novel disegnati a pi\u00f9 mani, la curatela di mostre e cataloghi contenenti opere grafiche di numerosi illustratori. Per quanto riguarda l\u2019importanza della letteratura, direi che<strong> la letteratura, ma estenderei il concetto all\u2019arte in genere, non solo \u00e8 pi\u00f9 importante che mai, ma \u00e8 necessaria come l\u2019aria<\/strong>. Nel nostro disgraziato Paese, dove un adulto su tre \u00e8 un analfabeta funzionale (e cio\u00e8 sa leggere e scrivere ma non comprende testi pi\u00f9 lunghi di due righe e non \u00e8 in grado di mettere in correlazione eventi diversi), <strong>le istituzioni dovrebbero promuovere la cultura \u2013 anzich\u00e9 ostacolarne la diffusione &#8211; per far s\u00ec che la capacit\u00e0 critica dei cittadini torni al di sopra di un livello minimo di sicurezza<\/strong>. Un popolo colto e consapevole \u00e8 un popolo non addomesticabile, e questo \u00e8 un valido antidoto alle pulsioni dispotiche di certe forze politiche.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ciarallo, lei \u00e8 stato tra i fondatori della Nuova Rivista Letteraria. Che bilancio fa di questa avventura? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel 2008 il mio caro amico <strong>Stefano Tassinari<\/strong>,\u00a0scrittore, poeta, intellettuale, agitatore culturale scomparso nel 2012, riun\u00ec intorno a s\u00e9 un nucleo di scrittori, poeti, intellettuali, tra i quali ebbe la fortuna di esserci anche il sottoscritto, al fine di <strong>varare un suo progetto di rivista (<em>Letteraria<\/em>) e, dopo l\u2019ubriacatura solipsistica degli anni Ottanta, ricreare una dimensione collettiva<\/strong> intorno alla quale far nascere uno strumento capace di essere punto di riferimento &#8211; nell\u2019ambito di una sinistra sfilacciata &#8211; <strong>riguardo ai grandi temi sociali, culturali e politici, partendo dallo specifico letterario<\/strong>. Tra mille difficolt\u00e0 l\u2019esperienza\u00a0<em>Letteraria<\/em> \u00e8 decollata e ha prodotto davvero tanto pregiato materiale di discussione per quasi un decennio, anche morendo e rinascendo tante volte in forma nuova.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>I prossimi progetti?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Di idee ne ho sempre a decine. Per\u00f2 poi devo fare i conti con la realt\u00e0 e dedicarmi a quelli che offrono una pur minima possibilit\u00e0 di realizzazione. Dopo la<strong> biografia a fumetti del genio della musica Frank Zappa<\/strong>, per la quale ho scritto dialoghi e sceneggiatura, e realizzato nella parte grafica dal mio amico e compagno di tante avventure Manlio Truscia, <strong>mi piacerebbe creare un analogo progetto dedicato a Tom Waits<\/strong>. Ho poi gi\u00e0 pronto materiale per un graphic novel ambientato nella mia amata citt\u00e0, Milano. Una cosa alla quale tengo particolarmente, e per la quale sto lavorando da un anno circa, \u00e8 l\u2019<strong>uscita, nel prossimo ottobre, di Zona Franca \u2013 Semestrale di letteratura sociale, una rivista che rinascer\u00e0 \u2013 dopo la fine di Zona Letteraria<\/strong> causata dalla pandemia di covid che ne ha impedito la diffusione in presenza \u2013 in nuova forma e col nuovo editore fiorentino I libri di Mompracem, sulla scia delle passate esperienze editoriali (<em>Letteraria<\/em>, con Editori Riuniti;\u00a0<em>Nuova rivista letteraria<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Nuova rivista letteraria \u2013 nuova serie<\/em>, con Ed. Alegre;\u00a0<em>Zona Letteraria<\/em>, con Prospero Editore).<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>_________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>Vuoi saperne di pi\u00f9 su diritti, dignit\u00e0 del lavoro pratiche di cooperazione, innovazione e sostenibilit\u00e0? Ti interessa il mondo dello spettacolo, dell\u2019arte e della cultura? Non perderti nessun aggiornamento, segui il <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaYC8WJ0lwgtvKZg9n0X\">canale WhatsApp di Fondazione Centro Studi Doc<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo oggi l&#8217;intervista di Enrico Santi a Giuseppe Ciarallo, autore di &#8220;Era bello il mio ragazzo&#8221;, il canzoniere del dolore e della rabbia, che affronta il dramma delle morti bianche sul lavoro. 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