{"id":15067,"date":"2025-04-08T16:07:59","date_gmt":"2025-04-08T14:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=15067"},"modified":"2025-04-08T16:07:59","modified_gmt":"2025-04-08T14:07:59","slug":"il-no-al-riarmo-europeo-nelle-parole-di-donatella-di-cesare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/04\/08\/il-no-al-riarmo-europeo-nelle-parole-di-donatella-di-cesare\/","title":{"rendered":"Il no al riarmo europeo nelle parole di Donatella Di Cesare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Donatella Di Cesare, filosofa (\u00e8 stata allieva di Hans-Georg Gadamer) e saggista (la sua ultima opera, edita da Einaudi, \u00e8 &#8220;Democrazia e anarchia. Il potere nella polis&#8221;), \u00e8 docente di filosofia teoretica all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma. L\u2019abbiamo incontrata a Verona, a margine di un incontro sul tema \u201cLe ragioni del no al riarmo europeo. Le ragioni del s\u00ec a politiche di pace\u201d, nell\u2019ambito della Scuola di Pace e Nonviolenza promossa da Diocesi, Fondazione Toniolo e Movimento nonviolento. L&#8217;intervista di Enrico Santi.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\t\t<div class='author-shortcodes'>\n\t\t\t<div class='author-inner'>\n\t\t\t\t<div class='author-info'>\n\t\t\tdi Enrico Santi, giornalista\n\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Professoressa Di Cesare, per quale motivo dovremmo opporci alle politiche di riarmo in Europa?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Non si possono risolvere i conflitti attraverso le armi, \u00e8 necessaria la politica<\/strong>. La politica non pu\u00f2 abdicare alle armi e noi <strong>abbiamo bisogno, in Europa, di una politica dell\u2019Unione Europea e quindi non del riarmo dei singoli Stati nazionali<\/strong> perch\u00e9 non sappiamo questo riarmo quali esiti potrebbe avere. Sicuramente porterebbe al riarmo di alcuni Stati pi\u00f9 potenti e molto meno di altri. Si creerebbe cos\u00ec uno squilibrio e avremmo un\u2019enorme potenza militare\u00a0 all\u2019interno dell\u2019Europa, come la Germania, che detterebbe, evidentemente, la politica dell\u2019Unione. E questo non possiamo accettarlo e non possiamo permetterlo.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nella conferenza appena svoltasi a Verona lei ha parlato di \u201cnecropolitica\u201d, di una degenerazione delle politica, cio\u00e8, che accetta la morte delle persone.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pi\u00f9 che accettare, <strong>pretende come soluzione del conflitto il sacrificio delle vite<\/strong>, e quindi vediamo quello che \u00e8 avvenuto in questi ultimi tre anni: il sacrificio di vite umane, da una parte e dall\u2019altra. Quanti soldati russi e quanti soldati ucraini sono morti non lo sappiamo, per\u00f2 si parla di centinaia di migliaia di vite giovani stritolate dalla guerra \u2026 E a che pro, per risolvere cosa?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla fine i problemi rimangono pi\u00f9 gravi di prima. La faglia,<strong> la frattura che si \u00e8 creata \u00e8 ancora pi\u00f9 profonda e quindi, evidentemente non c\u2019\u00e8 nessuna soluzione ma c\u2019\u00e8 soltanto un sacrificio di vite<\/strong>. <strong>E una politica che chiede solamente un sacrificio di vite \u00e8 una politica di cui non possiamo non sospettare<\/strong>. Perch\u00e9 viene da pensare e da credere che ci sia, appunto, chi alla fine ne approfitta. Che sia <strong>non uno scontro tra civilt\u00e0, ma un incontro di interessi e di grandi industrie che fanno profitto sulle vite umane<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>E in questo contesto si pu\u00f2 affermare che la stessa democrazia, cos\u00ec come finora abbiamo imparato a conoscerla, sia in pericolo. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sicuramente, poich\u00e9 <strong>stiamo assistendo a un\u2019erosione della democrazia<\/strong> che per\u00f2 non \u00e8 un fenomeno superficiale, di facciata, ma \u00e8 un fenomeno profondo. Si tratta di un grande sconvolgimento <strong>dovuto al fatto<\/strong>, appunto, <strong>di avere una politica che semplicemente amministra l\u2019economia, amministra un ingranaggio e che quindi non comporta una scelta, non comporta soprattutto la possibilit\u00e0 di partecipare<\/strong>. Il risultato \u00e8 un <em>demos<\/em> senza <em>kratos<\/em>, un popolo senza potere. Un popolo relegato all\u2019impotenza che non pu\u00f2 scegliere il proprio futuro e il futuro dei propri figli, il domani. E questo \u00e8 inaccettabile.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Come contrastare, allora, le derive autoritarie sempre pi\u00f9 aggressive, sia in Europa che a livello mondiale?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La deriva pi\u00f9 inquietante \u00e8 sicuramente quella che avviene negli Stati Uniti con il fenomeno del trumpismo. Anche perch\u00e9 Trump \u00e8 stato eletto per la seconda volta per cui bisogna interrogarsi, chiedersi il perch\u00e9. <strong>Ci\u00f2 che avviene negli Usa rappresenta lo svuotamento della democrazia, delle istituzioni democratiche e l\u2019affidarsi semplicemente a una sorta di \u201csalvatore\u201d<\/strong>, di chi si presenta come colui che pu\u00f2 salvare il corpo dell\u2019America da tutto ci\u00f2 che \u00e8 fuori, da tutto ci\u00f2 che viene additato come una minaccia, un pericolo o un nemico\u2026 Qui vediamo veramente la morte delle istituzioni democratiche, senza possibilit\u00e0 di tornare indietro. Quello che \u00e8 pericoloso \u00e8 non solo la deriva ma l\u2019impossibilit\u00e0 di recuperare poi la democrazia.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il mondo delle cultura, in tutte le sue accezioni, che contributo pu\u00f2 dare a una nuova politica e una cultura della pace?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Io penso che possa dare un contributo decisivo, perch\u00e9 di cultura, in questo momento, \u00e8 proprio ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. E intendo come cultura anche la <strong>possibilit\u00e0 di un confronto, di un dibattito, di una comunit\u00e0 interpretativa<\/strong>, di una comunit\u00e0 dove, appunto, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di interpretare insieme la storia e quello che avviene. Le voci della cultura sono, in questo momento, determinanti. Ma<strong> \u00e8 determinante<\/strong> anche<strong> la cultura diffusa, la partecipazione<\/strong> che avviene attraverso la cultura.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Stiamo assistendo, negli Stati Uniti ma non solo, ad un attacco senza precedenti nei confronti del sistema universitario e scolastico in genere. Come interpreta questa aggressione?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche questo fa parte dell\u2019erosione della democrazia. <strong>La democrazia comporta sempre il dissenso e il dissenso significa anche divisione<\/strong>: ci si divide perch\u00e9 non si \u00e8 d\u2019accordo. Perch\u00e9, appunto, si dissente. E questo \u00e8 il sale della democrazia, ed \u00e8 ci\u00f2, anche, che si insegna a scuola e nelle universit\u00e0: a pensare, cio\u00e8, con la propria testa, a pensare in modo critico. <strong>E questo, oggi, da amministrazioni come quella di Trump, ma non solo perch\u00e9 il fenomeno \u00e8 diffuso un po\u2019 ovunque, non viene accettato<\/strong>. Per cui si colpiscono, innanzitutto, le istituzioni che rappresentano il luogo del dissenso e del pensiero critico: la scuola e l\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Considerate di intralcio evidentemente\u2026<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non soltanto un intralcio dal momento che il vicepresidente degli Stati Uniti, Vance, ha affermato che nelle universit\u00e0 \u201cci sono i nostri nemici\u201d.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>In questi ultimi anni lei \u00e8 stata spesso ospite dei cosiddetti talk show televisivi. Che bilancio fa di questa esperienza? La considera utile, positiva?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo me <strong>lo spazio pubblico in Italia, come anche in altri Paesi europei, \u00e8 uno spazio pubblico non neutro e non neutrale<\/strong>, al quale si accede con fatica, soprattutto se si hanno posizioni critiche. \u00c8 uno spazio dominato, direi egemonizzato, da chi ha il potere. <strong>Non dobbiamo pensare allo spazio pubblico come a qualcosa cui si accede liberamente<\/strong>. Nel mio caso, \u00e8 un bilancio con luci e ombre. Per me non \u00e8 stato facile dal punto di vista personale intervenire, perch\u00e9 molte volte, nel caso soprattutto della guerra, avevo posizioni critiche nei confronti delle scelte politiche dominanti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Spesso mi sono chiesta se vale la pena intervenire in un dibattito che spesso diventa un gioco delle parti<\/strong>. Per\u00f2 poi, anche girando per strada, mi \u00e8 capitato che molte persone mi fermassero dicendo \u201cio mi riconosco in quello che dice, per favore continui a intervenire perch\u00e9 lei rappresenta ci\u00f2 che io penso, perch\u00e9 \u00e8 portatrice delle mie istanze\u201d. E allora mi sono spesso sentita in dovere di farlo, nel senso che <strong>se c\u2019\u00e8 un sia pure piccolo spazio che si apre bisogna prenderselo, per dare voce, per esempio, alla pace<\/strong>, parola che non viene quasi pi\u00f9 pronunciata.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>A costo di entrare nelle \u201cliste di proscrizione\u201d in quanto considerata \u201cputiniana\u201d\u2026<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec, come \u00e8 capitato a me e a molti altri. Questa \u00e8 stata un\u2019esperienza molto negativa. Ci siamo trovati additati con nomi e cognomi, spesso con le nostre foto, facendoci diventare un bersaglio. Come dire: \u201cpotete colpire questa persona\u201d. <strong>Un segno di incivilt\u00e0 che ci ha fatto riflettere<\/strong>. Il mio caso \u00e8 stato analogo a quello di altri, in queste liste c\u2019erano personalit\u00e0 come Luciano Canfora, Carlo Rovelli&#8230; Ma, alla fine, dato che in Italia c\u2019\u00e8 un\u2019opinione pubblica critica, penso che questo non abbia giovato a chi tali liste le ha volute. <strong>Non sono riusciti a persuadere, a convincere l\u2019opinione pubblica italiana sulla presunta bont\u00e0 delle scelte di guerra<\/strong>. Anzi, <strong>credo che si sia verificato l\u2019esatto contrario<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2025\/02\/20\/petizione-contro-la-vendita-di-armi-rete-italiana-pace-e-disarmo\/\"><em>La petizione contro la vendita di armi di Rete Italiana Pace e Disarmo<\/em><\/a><br \/>\nLeggi anche: <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2024\/09\/30\/costruire-la-pace-come-farlo-per-fermare-le-guerre\/\"><em>Costruire la pace: come farlo per fermare le guerre<\/em><\/a><\/p>\n<p>_________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>Vuoi sapere di pi\u00f9 su diritti e dignit\u00e0 del lavoro, mondo dello spettacolo, arte e cultura, pratiche della cooperazione, innovazione e sostenibilit\u00e0? 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