{"id":14639,"date":"2024-12-02T09:00:01","date_gmt":"2024-12-02T08:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=14639"},"modified":"2024-12-04T13:36:49","modified_gmt":"2024-12-04T12:36:49","slug":"generazione-z-e-cooperative-quali-punti-in-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2024\/12\/02\/generazione-z-e-cooperative-quali-punti-in-comune\/","title":{"rendered":"Generazione Z e cooperative: quali punti in comune?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><em>di Francesca Martinelli<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Il rapporto tra Generazione Z e cooperative pu\u00f2 essere foriero di nuove oppotunit\u00e0 grazie a una visione del mondo e ideali condivisi. Una riflessione di Francesca Martinelli, giornalista e direttrice della Fondazione Centro Studi Doc.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La percezione del mondo della Generazione Z<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In un\u2019Italia sempre pi\u00f9 anziana, con un\u2019et\u00e0 media di 48,4 anni, <strong>le persone della Generazione Z (1997-2012), che hanno tra i 12 e i 27 anni, sono una minoranza<\/strong>. Si tratta di circa 9 milioni di persone. Nonostante questo, <strong>il confronto con questa nuova generazione diventa sempre pi\u00f9 urgente <\/strong>sia per la sua capacit\u00e0 di mobilitazione che reclama risposte (basti pensare ai Fridays for Future) sia perch\u00e9 \u00e8 la generazione di nuovi professionisti e professioniste che entrer\u00e0 nel mercato del lavoro, portando a un inevitabile incontro tra generazioni che in parte \u00e8 in corso, dato che <strong>3 milioni di persone di questa generazione sono gi\u00e0 inserite nel mondo del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli studi sulla Generazione Z sono all\u2019inizio, eppure quando oggi si parla di questa generazione emergono gi\u00e0 <strong>alcune evidenze<\/strong> che la caratterizzano come una generazione molto diversa da quelle precedenti e, secondo alcune interpretazioni, unica nel suo genere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un forte elemento di caratterizzazione \u00e8 che la Generazione Z \u00e8 la prima vera generazione di <strong>nativi digitali<\/strong>, ragione per la quale \u00e8 anche denominata la \u201ctrue generation\u201d, la \u201cvera generazione\u201d. \u00c8 la prima generazione di persone che sin dalla nascita sono immerse nelle tecnologie e questo implica un rapporto completamente nuovo con esse anche rispetto a quello delle generazioni precedenti. Ci\u00f2 ha impatto su diversi aspetti dell\u2019esistenza, come il modo di accedere alla conoscenza, che \u00e8 tendenzialmente verticale e basato sulla ricerca su Internet, e la socialit\u00e0, spesso mediata da strumenti come i social network.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Gen Z mostra anche una <strong>maggiore sensibilit\u00e0 ai temi ambientali e sociali<\/strong>, che si riflette nelle azioni di attivismo e confronto diretto con i decisori politici riguardo temi come l\u2019ambiente e l\u2019inclusione sociale, che implica una maggiore apertura nei confronti di diversi orientamenti sessuali o di genere e meno stigma verso persone con disabilit\u00e0 e\/o malattie mentali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nelle prime ricerche che si occupano di Gen Z e mercato del lavoro emerge che questa visione del mondo ha un impatto anche sul modo in cui le persone di questa generazione si approcciano al lavoro. A chi fa parte di questa generazione non si pu\u00f2 chiedere di immedesimarsi completamente con il proprio ruolo a lavoro, perch\u00e9 prima vengono sempre le proprie esigenze personali, identificate con salute fisica, mentale ed equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. Per questo <strong>la flessibilit\u00e0 (tempi, luogo di lavoro) e i valori aziendali hanno un ruolo cruciale nella scelta dell\u2019azienda<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019insieme di queste sensibilit\u00e0 generazionali porta <strong>oltre la met\u00e0 delle persone della Generazione Z a lavorare come freelance<\/strong>. Quando si lavora come autonomi \u00e8 pi\u00f9 semplice avere flessibilit\u00e0 e ovviare al problema di doversi scontrare con aziende che non hanno a cuore temi come la scarsit\u00e0 delle risorse, le discriminazioni, le disuguaglianze sociali e il cambiamento climatico.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019intreccio tra Generazione Z e cooperative: sfide e opportunit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per entrare in questo dialogo intragenerazionale, il mondo cooperativo deve tenere in considerazione i temi che stanno a cuore della Gen Z.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da un lato, le cooperative devono avere la capacit\u00e0 di raccoglierne le <strong>sfide<\/strong>. Prima tra tutte quella del <strong>digitale<\/strong>, che \u00e8 una questione che attraversa, con quello dell\u2019innovazione, tutto il mondo cooperativo, che si muove tra imprese fortemente innovative e piccole realt\u00e0 che alle volte faticano a stare al passo con tutte le novit\u00e0 tecnologiche. Oppure il <strong>lavoro freelance<\/strong>, che, con un allontanamento dall\u2019azienda classica, comporta una automatica disaffezione nei confronti di un modello di lavoro che appartiene anche al mondo cooperativo. Anche se ci sono <a href=\"https:\/\/www.retedoc.net\/\">realt\u00e0 cooperative<\/a> che stanno accogliendo queste dinamiche del mondo del lavoro per trasformarle in nuovi modi di cooperare, per altre cooperative questa scelta dei giovani e delle giovani potrebbe significare dover apprendere nuovi modi di lavorare orientati anche a diverse modalit\u00e0 per gestire e organizzare il lavoro nell\u2019ottica della flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dall\u2019altro lato, per il mondo <strong>cooperativo i valori portati avanti dalla Generazione Z sono una enorme opportunit\u00e0<\/strong>. Fa parte del DNA delle cooperative mettere al <strong>centro l\u2019attenzione alle persone, all\u2019ambiente e al sociale<\/strong>. Questa attenzione si mostra nei principi che guidano le cooperative, come il settimo che \u00e8 proprio dedicato all\u2019attenzione alla comunit\u00e0, cos\u00ec come nei valori condivisi che guardano alla costruzione di un mondo pi\u00f9 equo, partecipato e attento alla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le cooperazione come \u201cantidoto naturale\u201d alle ineguaglianze e alla concentrazione della ricchezza<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sin dalla loro fondazione <strong>le cooperative nascono per<\/strong> <strong>rispondere alle ineguaglianze di un sistema economico che sottrae valore a coloro che lo producono<\/strong>, ovvero a chi lavora o produce i beni. Le cooperative sono utilizzate per generare un nuovo equilibrio tra chi lavora e chi ottiene i margini da quel lavoro in modo da stabilire una coincidenza tra le due parti. Quello delle cooperative \u00e8 un modello che dal basso offre una soluzione ai problemi di persone che da sole non potrebbero risolverli e che implica una condivisione della nuova ricchezza che si genera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In un mondo in cui la maggior parte della ricchezza si concentra in poche mani, come professava gi\u00e0 Ivano Barberini, la cooperazione tra persone \u00e8 un<strong> antidoto naturale<\/strong>. Contro l\u2019aumento dei profitti per pochi<strong> la cooperazione moltiplica e divide equamente<\/strong>. Quando pi\u00f9 persone con la stessa idea si mettono insieme possono fare molto di pi\u00f9 e creare maggiore ricchezza che da sole. Questo meccanismo funziona perfettamente in settori anche molto diversi, come, ad esempio, quello dell\u2019arte, del digitale o dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gli<\/strong> <strong>artisti e le artiste in cooperativa ottengono migliori condizioni di lavoro<\/strong>, sono pi\u00f9 forti come collettivo. Le cooperative migliorano sia l\u2019organizzazione di chi di solito lavora in modo isolato in ambito artistico o creativo sia la distribuzione dei loro prodotti garantendo margini pi\u00f9 alti rispetto a quelli del mercato, proprio perch\u00e9 la cooperativa \u00e8 creata da chi la usa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nel mondo del digitale le cooperative possono spostare i pesi<\/strong>, ad esempio, quando si parla di piattaforme. Quando la piattaforma \u00e8 della cooperativa tutti i margini vanno a chi la possiede; quindi, ai lavoratori e le lavoratrici che la piattaforma la usano per i loro scopi, non a qualcuno di esterno che viceversa sfrutta chi lavora per ottenere maggiori profitti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In ambito <strong>ambientale<\/strong> ci sono tanti esempi di cooperative che sono molto avanzate nella <strong>sperimentazione di economie circolari<\/strong> o che cercano sempre nuove soluzioni a problemi pi\u00f9 o meno grandi, come la gestione e il compostaggio dei rifiuti in aree dove la raccolta \u00e8 problematica.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cooperare per costruire comunit\u00e0 attorno alle persone<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il mondo cooperativo sta gi\u00e0 rispondendo da decenni alle stesse domande che i giovani e le giovani della Generazione Z si stanno ponendo<\/strong>, perch\u00e9 sono domande che i fondatori delle cooperative si sono posti. E dopo di loro, chiunque abbia scelto di entrare in questo movimento, di sperimentare in prima persona soluzioni collettive, di muoversi verso un ideale a discapito del profitto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il profitto \u00e8 fondamentale per garantire la sopravvivenza dell\u2019impresa, ma non \u00e8 e non deve essere l\u2019unica guida<\/strong>. I cooperatori e le cooperatrici lo sanno bene ed \u00e8, infatti, a partire da questa consapevolezza che agiscono: al centro ci sono le persone, le loro esigenze, i loro sogni. Da qui cominciano a costruire quello che \u00e8 ancora pi\u00f9 importante: <strong>una comunit\u00e0 attorno alle persone, alle loro esigenze, ai loro sogni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questa societ\u00e0 estremamente individualista non basta migliorare s\u00e9 stessi, seppur sia fondamentale, ma <strong>serve anche guardare al collettivo<\/strong>. Ricordarsi che non siamo soli. E fare cooperazione \u00e8 la migliore pratica del collettivo: si impara insieme a fare impresa, si impara a stare con gli altri, si impara a discutere in modo costruttivo, altrimenti non si va avanti e l\u2019impresa fallisce. Soprattutto, in cooperativa si impara la democrazia, praticandola ogni giorno e non solo nei momenti istituzionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il mondo delle cooperative \u00e8 una scuola di democrazia, di partecipazione, di condivisione<\/strong>. In un mondo in cui siamo sempre isolati, in cui ogni problema \u00e8 affrontato nella solitudine e fare impresa \u00e8 raccontato come un grande sforzo individuale, le cooperative offrono un modello diverso: <strong>fare insieme, agire con altri, costruire un sogno condiviso<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono questi i punti di forza delle cooperative, potenti oggi per la Generazione Z, cos\u00ec come lo sono stati ieri per tutti i giovani e le giovani che hanno scelto di fondare o lavorare in una cooperativa. La forza delle cooperative sono i valori e i principi condivisi in tutto il globo e che, anche in un contesto di notizie che alle volte lasciano senza fiato dall\u2019orrore, danno la <strong>speranza di poter costruire, insieme, un mondo nel quale tutte e tutti possano vivere<\/strong>.<\/p>\n<p>Leggi anche: <em><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/12\/20\/terzo-simposio-sulla-generazione-z-e-senso-del-lavoro-limportanza-del-lavoro-culturale-creativo-e-digitale\/\">Terzo simposio sulla Generazione Z e senso del lavoro: l\u2019importanza del lavoro culturale, creativo e digitale<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto di Ron Lach.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Martinelli Il rapporto tra Generazione Z e cooperative pu\u00f2 essere foriero di nuove oppotunit\u00e0 grazie a una visione del mondo e ideali condivisi. Una riflessione di Francesca Martinelli, giornalista e direttrice della Fondazione Centro Studi Doc. 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