{"id":14614,"date":"2024-11-09T11:29:18","date_gmt":"2024-11-09T10:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=14614"},"modified":"2024-11-07T14:25:16","modified_gmt":"2024-11-07T13:25:16","slug":"la-fine-delle-ideologie-laffermarsi-del-neocapitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2024\/11\/09\/la-fine-delle-ideologie-laffermarsi-del-neocapitalismo\/","title":{"rendered":"La fine delle ideologie? L\u2019affermarsi del neocapitalismo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><em>di Riccardo Tedeschi<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Spesso si parla della fine delle ideologie, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino. In realt\u00e0, una nuova ideologia, quella neocapitalista e del mercato, si \u00e8 fatta strada permeando ogni sfaccettatura dell\u2019esistenza, dalla religione alle forme di resistenza a favore di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Una riflessione dell\u2019avvocato Riccardo Tedeschi, vice presidente della Fondazione Centro Studi Doc.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il mercato come nuova fede<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi decenni abbiamo letto e sentito dire sino alla noia che con la caduta del muro di Berlino sono finite le ideologie che hanno caratterizzato gran parte del ventesimo secolo. Io non lo credo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Con la caduta del muro di Berlino si \u00e8 definitivamente affermata una ideologia assoluta che \u00e8 il mercato<\/strong>, stella polare del neocapitalismo fagocitato dalla tecnica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il nuovo <em>ordo oeconomicus<\/em> ha un altissimo tasso ideologico, teologico e religioso e vincola tutti gli abitanti del pianeta all\u2019onnipotenza del mercato come unico principio direttivo della totalit\u00e0 delle relazioni sociali. <strong>La nuova ortodossia libero scambista, con l\u2019ordine mentale funzionale al mercato globale divinizzato, rappresenta la nuova fede<\/strong>, il pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto dell\u2019uomo post moderno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il capitale assoluto riconverte tutto nella \u201cforma merce\u201d (Marx) o nella figura dell\u2019\u201dente utilizzabile\u201d (Heidegger). Ricorda <strong>Marx<\/strong> che il progresso del capitale si basa sull\u2019abbattimento di ogni limite e di ogni ostacolo, in modo che non resti nulla di materiale o immateriale rispetto all\u2019impero senza confini della merce.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Marx<\/strong> diceva che per il capitale ogni limite, sia esso etico, religioso o filosofico, \u00e8 un ostacolo da abbattere e <strong>Heidegger<\/strong> osservava che, nell\u2019imperialismo planetario tecnicamente organizzato, il soggettivismo dell\u2019uomo raggiunge la sua vetta pi\u00f9 alta per ridiscendere nell\u2019uniformit\u00e0 organizzata che diviene lo strumento pi\u00f9 sicuro per il dominio completo. Secondo <strong>Lukacs<\/strong> \u201cla meccanizzazione del mondo meccanizza necessariamente anche il suo soggetto\u201d riducendolo a prodotto tecnico tra i tanti, ovvero a fondo disponibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La verit\u00e0 \u00e8 spodestata dall\u2019utilit\u00e0 e dal successo<\/strong>, dalla quantit\u00e0 e dal valore economico, il capitale al potere non sa pi\u00f9 che farsene di dio, etica, idealit\u00e0 e valori (a parte quelli delle merci); tutto deve essere materia disponibile per il consumo e la circolazione.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il neocapitalismo va oltre le religioni<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con <strong>Costantino<\/strong> il cristianesimo divent\u00f2 <em>instrumentum regni<\/em> e tale \u00e8 rimasto sino al ventesimo secolo, e nel nostro Paese il potere ha cercato supporto nel cattolicesimo che, odiando la vita, ha trasformato la paura in dovere e la rassegnazione in virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A differenza del fascismo, che con la chiesa ha dovuto cercare un compromesso, <strong>il neocapitalismo assoluto e totalitario non ha alcun bisogno della religione e della chiesa in quanto \u00e8 esso stesso \u201creligione\u201d<\/strong> e anche perch\u00e9 la sua potenza nell\u2019occidente \u00e8 ormai talmente pervasiva e dilagante da non aver pi\u00f9 bisogno di supporti esterni con cui dover scendere a patti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il poco che residua della religione nell\u2019occidente \u00e8 una zavorra per il neocapitalismo<\/strong>. Analoga zavorra \u00e8 oggi l\u2019islam, che non a caso viene spesso identificato tout court con il terrorismo. Infatti, i paesi non occidentali, dove la resistenza allo strapotere dell\u2019ideologia non ha potuto sino ad oggi essere superata mediante l\u2019assimilazione, sono diventati sovente \u201cstati canaglia\u201d o \u201cimpero del male\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo un giovane <strong>Marx<\/strong> la religione \u00e8 espressione della miseria e \u201coppio dei popoli\u201d che ottunde le energie della critica e produce adattamento all\u2019ordine delle cose; da seguace di Hegel, Marx sosteneva che non \u00e8 pi\u00f9 tempo di sopportare con pazienza cristiana la miseria terrena, ma \u00e8 tempo di perseguire la felicit\u00e0 su questa terra, occorre cio\u00e8 \u201cabbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni\u201d, liberarsi dalle catene, non essendo pi\u00f9 possibile attendere <em>post mortem <\/em>risarcimenti e compensazioni nell\u2019aldil\u00e0. Il marxismo predica quindi la <em>salus humanitatis<\/em> che sostituisce l\u2019eterno con l\u2019avvenire, proiettando la salvezza sul piano degli accadimenti mondani.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma <strong>il tecno capitalismo mette al bando tanto la tensione messianica cristiana<\/strong> che la variante secolare marxista, assimilando in questo l\u2019utopia cristiana dell\u2019aldil\u00e0 e quella del mondo nuovo socialista, entrambe incompatibili con la societ\u00e0 del mercato.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La forza repressiva e individualizzante dell\u2019ideologia del neocapitalismo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il nuovo potere consumistico<\/strong>, come ben aveva intuito <strong>Pasolini<\/strong>, <strong>\u00e8 falsamente tollerante, anzi \u00e8 pi\u00f9 repressivo che mai, corruttore e degradante<\/strong>; mai come oggi ha avuto senso l\u2019affermazione di Marx secondo cui il capitale trasforma la dignit\u00e0 umana in merce di scambio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nietzsche<\/strong> nella <em>Gaia Scienza<\/em> parla della cancellazione dell\u2019orizzonte di senso attorno al quale si \u00e8 sviluppata la civilt\u00e0 umana e occidentale in particolare, cancellazione che ha portato all\u2019\u201deterno precipitare\u201d e all\u2019\u201dinfinito nulla\u201d, senza riferimenti, senza valori e in uno spazio vuoto, e si chiede: \u201cesiste ancora un alto e un basso?\u201d \u201cche cosa significa nichilismo? Significa che i valori si svalutano, manca lo scopo, manca la risposta ai perch\u00e9\u201d, con la conseguenza che i giudizi etici e morali sui valori sono negazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019ontologia del capitale \u00e8 nichilista<\/strong>, perch\u00e9 presuppone che l\u2019essere non sia e ci siano solo enti disponibili per i processi tecnico scientifici finalizzati alla crescita smisurata, supportati da una morale che si fonda sulla universale negoziabilit\u00e0 dei valori, tutti subordinati all\u2019unico valore superstite: <strong>il valore di scambio in un mercato <\/strong>che <strong>mira solo all\u2019auto potenziamento del dispositivo, alla volont\u00e0 di potenza<\/strong>. La fine dell\u2019umanesimo sta creando \u201cl\u2019ultimo uomo\u201d di Nietzsche, ridotto a mero giocattolo nelle mani dell\u2019apparato tecno capitalistico che forma una societ\u00e0 dove ogni legame solidale \u00e8 dissolto e dove il <em>do ut des<\/em>consumistico \u00e8 la sola relazione consentita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Stiamo costruendo la societ\u00e0 individualizzata degli eremiti di massa<\/strong>. La societ\u00e0 commerciale teorizzata da Adam Smith dove il buono e il giusto coincidono con i desideri individuali indotti di ciascuno, che coltiva come unica forma di bene l\u2019amor sui e l\u2019ego smisurato di ognuno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo scenario dai tetri contorni si sta realizzando la grigia profezia di Tocqueville, cio\u00e8 una lugubre societ\u00e0 livellata popolata degli ultimi uomini profetizzati da Nietzsche, <strong>ciascuno estraneo al destino dei suoi simili, assorbito integralmente da s\u00e9 stesso e dal proprio godimento acefalo, senza identit\u00e0, senza vis critica e senza spessore culturale<\/strong>. E sopra di essi, quasi impercettibile, un potere immenso e tutelare, lasco e permissivo, mite ma pervasivo, che li mantiene illimitatamente nello stadio dell\u2019infanzia e dell\u2019immaturit\u00e0, in modo che sempre si divertano, purch\u00e9 non pensino che a divertirsi, dispensati dalla fatica di pensare.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il consumo \u00e8 la principale forma di espressione del s\u00e9<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il consumismo compulsivo, divenuto lifestyle, \u00e8 la manifestazione soggettiva del turbocapitalismo<\/strong>, che non si accontenta dell\u2019uomo consumatore, ma pretende che non siano concepibili e possibili altre ideologie diverse da quella del consumo, realizzando un edonismo neo laico dimentico di ogni valore umanistico. La societ\u00e0 liberal globalista <strong>ha neutralizzato i diritti sociali della massa dannata dei <em>miserabiles<\/em>, mentre celebra gli insaziabili capricci consumistici dei ceti abbienti<\/strong>, talvolta nobilitandoli con l\u2019etichetta di diritti civili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qualunque idea, espressione, valutazione che trascenda l\u2019utilit\u00e0 immediata \u00e8 tacciata di essere vecchia, superata o autoritaria a partire dai grandi ideali socialisti che hanno conferito un senso alle esistenze di tanti uomini e donne del diciannovesimo e del ventesimo secolo, permettendo loro di pensare e agire in nome di un futuro pi\u00f9 entusiasmante rispetto alla miseria presente. Nella societ\u00e0 dei consumi imposta dal tecno capitalismo tutto funziona e nulla \u00e8 vero,<strong> l\u2019oggetto del godimento diventa l\u2019ideale e l\u2019illusione di poter soddisfare ogni desiderio individuale viene contrabbandata per libert\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La resilienza e l\u2019adattamento diventano i valori fondanti della societ\u00e0 neocapitalista<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il turbo capitalismo postmoderno e high tech flessibilizza la forza lavoro post fordista<\/strong> e con essa tutti i valori identitari collettivi, rendendo tutto liquido, instabile e superficiale, ma funzionale al profitto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La fine dell\u2019idea di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta<\/strong>, o comunque di qualcosa di pi\u00f9 grande in cui sperare, viene raccontata come il fallimento delle utopie trasformatrici, cos\u00ec che, se non vi \u00e8 pi\u00f9 nulla in cui sperare (il motto neoliberale thatcheriano \u201cthere is no alternative\u201d), <strong>il solo atteggiamento concesso consiste nell\u2019adattamento rassegnato e depressivo<\/strong>, come insegnano i cantori della resilienza e dell\u2019eterno ritorno del mercato, che per\u00f2 \u00e8 denso di chances per l\u2019individuo (che \u201cpu\u00f2 farcela\u201d) in cerca dell\u2019affermazione narcisistica del proprio io desocializzato e privo di ogni passione e visione ulteriore, secondo il valore di scambio di cui dispone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non a caso <strong>la societ\u00e0 neocapitalista ha introdotto quale massima virt\u00f9 la resilienza<\/strong>, elogiando colui che, avendo accantonato ogni aspirazione utopica e ogni ragionata indocilit\u00e0, si adatta ad ogni circostanza convinto che <strong>non siano possibili altre forme di organizzazione sociale o che comunque resistere non serva a niente<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Quale futuro?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Viviamo in un tempo e in un sistema avversi all\u2019arte, alla religione e alla filosofia, da sempre le tre manifestazioni dello spirito assoluto<\/strong>, i tre modi con cui l\u2019uomo ha sempre provato a cogliere la verit\u00e0 raffigurandola artisticamente nel sensibile, rappresentandola religiosamente, concettualizzandola filosoficamente. Una societ\u00e0 frammentata in cui ciascuno mira al proprio tornaconto, in cui si \u00e8 realizzato l\u2019ossimoro dell\u2019individualismo di massa, delle solitudini telematiche, dei social senza socialit\u00e0, del mondo wireless connesso con ogni angolo del pianeta, ma in cui <strong>ciascuno vive isolato da tutto e da tutti nella propria stanza, semplice protesi di un sistema etero-diretto dal tecno capitale<\/strong>. Una societ\u00e0 neoliberista ove l\u2019unico spazio di socializzazione e confronto ammesso \u00e8 il mercato, ove vige il monologo planetario della forma merce che presuppone il superamento di qualsiasi identit\u00e0 e cultura, in cui manca persino il presupposto per un confronto multiculturale. Poco senso ha appellarsi ipocritamente ad un dialogo che altro non \u00e8 che l\u2019incontro tra prospettive svuotate di contenuti e quindi tali da comunicarsi il nulla a cui sono state ridotte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La societ\u00e0 capitalista promuove e pretende l\u2019omologazione, spacciandola per uguaglianza<\/strong>, mentre realizza le massime disuguaglianze e disparit\u00e0 che si siano mai sino ad oggi registrate nella storia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00c8 un futuro desiderabile questo? Penso di no<\/strong>. Kant diceva che le regole per la felicit\u00e0 sono aver qualcosa da fare, aver qualcuno da amare e aver qualcosa in cui sperare.<\/p>\n<p><em>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/10\/10\/il-neoliberismo-lepoca-della-sottomissione-volontaria\/\">Il neoliberismo, l\u2019epoca della sottomissione volontaria<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto di Reynaldo #brigworkz Brigantty<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Tedeschi Spesso si parla della fine delle ideologie, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino. In realt\u00e0, una nuova ideologia, quella neocapitalista e del mercato, si \u00e8 fatta strada permeando ogni sfaccettatura dell\u2019esistenza, dalla religione alle forme di resistenza a favore di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. 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