{"id":14562,"date":"2024-11-14T09:00:58","date_gmt":"2024-11-14T08:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=14562"},"modified":"2024-11-14T15:33:04","modified_gmt":"2024-11-14T14:33:04","slug":"il-finto-volontariato-culturale-se-ne-parla-universita-di-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2024\/11\/14\/il-finto-volontariato-culturale-se-ne-parla-universita-di-trento\/","title":{"rendered":"Il finto volontariato culturale: se ne parla all\u2019Universit\u00e0 di Trento"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Il 25 ottobre Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc, ha portato una riflessione sul finto volontariato culturale e volontariato obbligatorio all\u2019evento\u00a0\u201cEconomia sociale, cultura e sviluppo di comunit\u00e0\u201d organizzato dall&#8217;Universit\u00e0 di Trento. Di seguito l\u2019intervento della presidente al secondo tavolo dedicato al volontariato culturale.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>&#8220;Economia sociale, cultura e sviluppo di comunit\u00e0&#8221; all&#8217;Universit\u00e0 di Trento<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel pomeriggio di venerd\u00ec 25 ottobre, l&#8217;Universit\u00e0 di Trento ha ospitato l&#8217;incontro<strong>\u00a0&#8220;<a href=\"https:\/\/webmagazine.unitn.it\/evento\/sociologia\/122049\/tavola-rotonda-economia-sociale-cultura-e-sviluppo-di-comunit\" data-ogsc=\"\">Economia sociale, cultura e sviluppo di comunit\u00e0<\/a>&#8220;<\/strong>. <strong>La professoressa Silvia Sacchetti ha organizzato l&#8217;evento<\/strong>\u00a0presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. L\u2019evento si colloca nel quadro del programma &#8220;Trento, capitale europea del volontariato&#8221;. Tra i molti temi trattati, troviamo anche la partecipazione alla cultura, le strategie per valorizzare il territorio e il ruolo del volontariato culturale nel rafforzare l\u2019identit\u00e0 e la coesione sociale. Nello specifico, le due tavole rotonde del pomeriggio riguardavano:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li>I festival culturali come organizzazioni di comunit\u00e0 e spazi di innovazione;<\/li>\n<li>Il volontariato culturale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A quest&#8217;occasione hanno partecipato diverse personalit\u00e0 esperte del terzo settore. Tra queste, era presente anche\u00a0<strong>Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc<\/strong>, con una\u00a0<strong>riflessione sul finto volontariato culturale<\/strong>. Inoltre, la professoressa Sacchetti ha introdotto l&#8217;evento presentando con Marco di Stasio il progetto di ricerca &#8220;Le attivit\u00e0 culturali e la vitalit\u00e0 dei territori&#8221;. Lo studio osserva i festival trentini attraverso la lente della\u00a0<strong>vitalit\u00e0<\/strong>. In altre parole, si concentra sulla capacit\u00e0 delle persone di comprendere, dare forma e realizzare ci\u00f2 a cui danno valore, con esiti autorealizzanti e generativi di bene comune. Partendo da una pubblicazione del 2020 della stessa professoressa Sacchetti, l&#8217;analisi mette a confronto tre casi studio esemplari\u00a0<strong>su una scala da &#8220;inedia o attivit\u00e0 estrattive (che non creano benessere)&#8221; a &#8220;vitalit\u00e0 diffusa: attivit\u00e0 generative di bene comune&#8221;<\/strong>. Di conseguenza, nei diversi interventi non solo sono state presentate le realt\u00e0 osservate dallo studio, ma si \u00e8 anche\u00a0<strong>dato\u00a0al pubblico gli strumenti di osservazione delle attivit\u00e0 culturali e della partecipazione a esse<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-14567 size-large\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Universita-di-Trento-25-10_finto-volontariato-culturale-1024x640.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Universita-di-Trento-25-10_finto-volontariato-culturale-1024x640.png 1024w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Universita-di-Trento-25-10_finto-volontariato-culturale-980x613.png 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Universita-di-Trento-25-10_finto-volontariato-culturale-480x300.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>La degenerazione del volontariato culturale in finto volontariato culturale<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;intervento di Chiara Chiappa \u00e8 partito dalla considerazione di\u00a0<strong>cultura, arte e spettacolo<\/strong>\u00a0come\u00a0<strong>bisogni primari<\/strong>, al pari della scuola, della salute e della sicurezza. Di conseguenza, come indicato dalla tavola rotonda, il volontariato culturale \u00e8 fondamentale per sostenere e promuovere la cultura e l\u2019identit\u00e0 delle comunit\u00e0, la relazionalit\u00e0 e connettivit\u00e0 sociale, portare contaminazioni ampliando le esperienze personali e le sinergie tra organizzazioni. Tuttavia, la produzione culturale e l\u2019educazione artistica <strong>non possono essere affidate solo al volontariato<\/strong>.\u00a0La persona che svolge attivit\u00e0 di volontariato, infatti, lo fa in modo personale, spontaneo e gratuito, e proprio per questo senza<strong>\u00a0obblighi n\u00e9 di presenza n\u00e9 di risultato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Pubblica Amministrazione affiderebbe mai la costruzione di ponti e strade a volontar*, per cui non \u00e8 dovuta la certificazione delle competenze? O la sicurezza delle strade a persone volontarie senza formazione? Al contrario,\u00a0<strong>all&#8217;interno del settore culturale, sono molteplici le attivit\u00e0 che vengono affidate al lavoro gratuito del finto volontariato culturale<\/strong>, o <strong>volontariato \u201cobbligatorio\u201d<\/strong> con promessa o speranza di future assunzioni, mentre restano disoccupat* laureat* in storia dell&#8217;arte, scienze archivistiche, archeologia, beni culturali, musicist*, attrici e attori, danzatrici e danzatori, creativ*, ma anche insegnanti di musica e teatro ecc. Forse la cultura e l\u2019educazione sono meno importanti? Cosa saremmo tutti e tutte noi senza arte e cultura?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Purtroppo,<strong>\u00a0il lavoro gratuito, povero e ricattato<\/strong>\u00a0\u00e8 il carburante che\u00a0<strong>alimenta l\u2019intera industria culturale italiana<\/strong>. Essendo un ambito con poche risorse pubbliche, nonostante la sua importanza per la qualit\u00e0 della vita di persone e comunit\u00e0, <strong>il suo costo grava soprattutto sulle spalle delle persone e delle famiglie<\/strong>, perch\u00e9\u00a0<strong>lo Stato ancora non si fa carico di sostenerne i costi se non <\/strong>con briciole e interventi precari e discontinui. Qualcuno ancora sostiene che la cultura dovrebbe portare soldi al turismo e alle citt\u00e0, anzich\u00e9 invece riceverne contributi per una sua continua crescita: la conseguenza \u00e8 che &#8211; come spesso succede &#8211; le economie vengono risparmiate erodendo diritti e compensi a lavoratrici e lavoratori. \u00a0A tal proposito, una ricerca condotta nel 2018 dalla Fondazione Centro Studi Doc ha valutato in <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2020\/02\/14\/tra-i-3-e-i-5-miliardi-limpatto-del-sommerso-nella-musica-live-secondo-il-centro-studi-doc\/\" data-ogsc=\"\">4 miliardi il mancato gettito fiscale e contributivo per lavoro nero o grigio della musica live<\/a>. Si tratta di lavoro nero mascherato spesso da <strong>finto volontario gratuito, retribuito con finti rimborsi spese<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il finto volontariato culturale viola diritti costituzionali<\/strong><\/h3>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li><strong>Il volontariato obbligatorio viola il diritto al lavoro, al rispetto, alla sicurezza e protezione sociale\u00a0<\/strong>dei volontari e delle volontarie stess*, nei casi in cui siano disoccupat* che in mancanza di un lavoro accettano di lavorare\u00a0gratuitamente per \u201cimparare\u201d, per farsi conoscere, per ingraziarsi i committenti, accettano un autosfruttamento addirittura legalizzato: baster\u00e0 ricordare l\u2019accordo tra i sindacati e i manager dell\u2019Expo milanese che consentiva il lavoro volontario dei giovani in cambio di una aleatoria occasione di esperienza e visibilit\u00e0. Si parl\u00f2 a quel tempo di \u00ab<strong>economia politica della promessa<\/strong>\u00bb, perch\u00e9 la retribuzione consisteva nella speranza di un successo a venire.<\/li>\n<li><strong>Il volontariato svolto da addett* non professionist* viola il diritto a un\u2019offerta culturale di qualit\u00e0<\/strong>, compresa l\u2019educazione artistica, mancando per i volontari e le volontarie un obbligo di presenza oltre che di certificazione delle competenze per chi si occupa di cultura, educazione, spettacolo. Il volontario o la volontaria per definizione svolge attivit\u00e0 volontariamente e senza compenso e, quindi, senza obbligo di presenza, di risultato e senza un obbligo contrattuale del \u201cfare\u201d. Alla volontaria o al volontario non possono essere addebitate mancanze, incompetenze o assenze.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sono frequenti le richieste di prestazioni a titolo gratuito definito \u201cvolontariato\u201d<\/strong>\u00a0ad artist*, critic*, scrittori e scrittrici e intellettuali, di interventi e partecipazioni a dibattiti, tavole rotonde ed eventi culturali, per non parlare di articoli e recensioni.\u00a0Tutti incarichi che richiedono tempo e fatica, sottratto ad altre attivit\u00e0 o al proprio tempo libero.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cosa pu\u00f2 fare il mondo del volontariato per contrastare il fenomeno del finto volontariato culturale?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il volontariato\u00a0<strong>non deve essere impiegato per erogare servizi essenziali<\/strong>. Al contrario,\u00a0<strong>deve<\/strong>\u00a0<strong>comunicare<\/strong>,\u00a0<strong>promuovere e valorizzare<\/strong>\u00a0<strong>i valori costituzionali della cultura, dell\u2019ambiente, del diritto alla salute, al lavoro, all\u2019educazione, all\u2019equit\u00e0, alla solidariet\u00e0, senza sostituirsi ai lavoratori e alle lavoratrici nello svolgimento dei servizi essenziali<\/strong>. In altre parole, non pu\u00f2:<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400;\">\n<li>svolgere servizi essenziali in cambio di finti rimborsi spese o finti part time;<\/li>\n<li>erogare servizi di primaria importanza come cultura, educazione, salute, che devono essere affidati a professionist*.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo la Risoluzione del 1999 della Commissione Cultura del Parlamento Europeo,<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>\u201cIl vigore della produzione artistica dipende dal benessere degli artisti in quanto individui e in quanto collettivit\u00e0.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Di conseguenza, il lavoro culturale deve comportare equa retribuzione, contratti e sicurezza sul lavoro, protezione sociale e riconoscimento professionale.\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L&#8217;affidare i servizi del lavoro culturale al finto volontariato culturale implica invece il non riconoscimento di queste attivit\u00e0 come lavoro, ma come hobby<\/strong>, come un\u2019attivit\u00e0 effimera e aleatoria affidata solo alla passione e spontaneit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per ovviare alle cattive pratiche di costringere finti volontari e volontarie a occuparsi di servizi essenziali,\u00a0<strong>il Codice del Terzo Settore del 2017 ha introdotto alcune modifiche importanti<\/strong>:<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400;\">\n<li>l\u2019impossibilit\u00e0 di essere sia volontar* sia lavoratori o lavoratrici, eliminando quindi il finto part time;<\/li>\n<li>eliminazione di rimborsi forfait e un limite ai rimborsi autocertificati;<\/li>\n<li>applicazione di Contratti collettivi nazionali al personale dipendente assunto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Purtroppo per\u00f2 il Codice ha anche penalizzato gli operatori professionisti\u00a0<strong><em>non volontari<\/em><\/strong>. In particolare, quando ha previsto (artt.55-57) il <strong>diritto di precedenza<\/strong>\u00a0nella pianificazione, programmazione e affidamento di\u00a0<strong>servizi di interesse generale della Pubblica Amministrazione agli enti del Terzo Settore <\/strong>che devono svolgere la maggior parte del lavoro con volontari e volontarie,<strong> nel caso di offerte di servizi economicamente pi\u00f9 vantaggiosi dei soggetti profit<\/strong>. Di fatto favorendo l\u2019effettuazione di servizi sociali e culturali da parte di volontari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 ottobre Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc, ha portato una riflessione sul finto volontariato culturale e volontariato obbligatorio all\u2019evento\u00a0\u201cEconomia sociale, cultura e sviluppo di comunit\u00e0\u201d organizzato dall&#8217;Universit\u00e0 di Trento. Di seguito l\u2019intervento della presidente al secondo tavolo dedicato al volontariato culturale. &#8220;Economia sociale, cultura e sviluppo di comunit\u00e0&#8221; all&#8217;Universit\u00e0 di Trento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":14568,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[8,4],"tags":[328,538,544],"class_list":["post-14562","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-cultura-spettacolo","category-dignita-del-lavoro","tag-universita-di-trento","tag-volontariato","tag-volontariato-culturale"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14562"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14562\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14654,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14562\/revisions\/14654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}