{"id":14470,"date":"2024-10-14T15:19:31","date_gmt":"2024-10-14T13:19:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=14470"},"modified":"2024-10-14T15:23:14","modified_gmt":"2024-10-14T13:23:14","slug":"cooperative-e-piattaforme-a-che-punto-siamo-un-confronto-alle-giornate-di-bertinoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2024\/10\/14\/cooperative-e-piattaforme-a-che-punto-siamo-un-confronto-alle-giornate-di-bertinoro\/","title":{"rendered":"Cooperative e piattaforme: a che punto siamo? Un confronto alle Giornate di Bertinoro"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><em>Venerd\u00ec 11 ottobre la direttrice della Fondazione Centro Studi Doc Francesca Martinelli \u00e8 intervenuta sul tema cooperative e piattaforme per il panel &#8220;Cambiare le regole del gioco? Si pu\u00f2 fare. Dalle soluzioni a nuove istituzioni&#8221; del gdblab delle Giornate di Bertinoro. L&#8217;incontro, moderato da Flaviano Zandonai, Consorzio CGM, ha visto anche la partecipazione di Mariella Stella, Fonder Casa Neutral, Annibale D\u2019Elia, Direttore della Direzione di Progetto Economia Urbana, Moda e Design del Comune di Milano,\u00a0Luca Barretta, sociologo digitale. Di seguito l&#8217;intervento completo della direttrice e a seguire il video dell&#8217;intero panel.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Un excursus storico<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per parlare del rapporto tra cooperative e piattaforme bisogna tornare indietro di qualche anno e <strong>ricordare il concetto di sharing economy<\/strong>, l\u2019economia della condivisione, introdotto per la prima volta nel 2011 in un Ted Talk. La sharing economy nasce dall\u2019obiettivo di condividere quei beni sottoutilizzati (come trapani, videocassette\u2026) e in poco tempo diventa un modello attorno al quale si sviluppano piattaforme e applicazioni per scambiare beni e servizi su base gratuita, volontaria o di scambio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In breve tempo, <strong>gli imprenditori della Silicon Valley comprendono le opportunit\u00e0 di business<\/strong> che offre questo modello e creano applicazioni che permettono lo scambio di beni e servizi trattenendo una quota sull\u2019interazione sociale che avviene sulla piattaforma. Tra queste troviamo le note Uber e Airbnb, o Amazon MechanicalTurk e TaskRabbit che coinvolgono lavoratori e lavoratrici freelance per svolgere piccoli task.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche se questo modello economico nasce con i migliori propositi, in breve tempo le piattaforme pi\u00f9 grandi finiscono per snaturare i principi della loro origine e <strong>generare nuovi problemi <\/strong>che coinvolgono lavoratori e lavoratrici, consumatori, enti locali e nazionali. Nasce, infatti, l\u2019economia dei lavoretti, la gig economy, che sfrutta chi lavora. Non \u00e8 poi chiaro il modo in cui sono utilizzati i dati e gli algoritmi da parte delle piattaforme, il profitto \u00e8 concentrato in poche mani, le societ\u00e0 attuano forme di dumping contrattuale e spesso non pagano le tasse dove operano creando sistemi di gestione e amministrazione molto opachi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Negli anni, di fronte a tutti questi problemi e alla mancanza di regolamentazione si osservano <strong>diverse reazioni<\/strong>. C\u2019\u00e8 chi si scontra direttamente con le piattaforme attraverso atti di protesta, chi tenta il confronto legale facendo causa alle aziende e proponendo nuove leggi e chi propone vie alternative, come quella delle \u201cpiattaforme cooperative\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il concetto di <strong>piattaforma cooperativa<\/strong> \u00e8 introdotto nel 2014 dall\u2019attivista e ricercatore Trebor Scholz con lo slogan \u201ccloniamo il cuore delle piattaforme e trasformiamole in cooperative\u201d. Il principio \u00e8 quello di risolvere tutti i problemi summenzionati attraverso la creazione di cooperative possedute da lavoratori, lavoratrici, consumatori, citt\u00e0, sindacati. Nel corso degli anni si crea un movimento attorno a questo concetto nel quale si riconoscono cooperative di lungo corso e imprenditori e imprenditrici del mondo digitale che decidono di abbracciare questo modello per contrastare le derive della sharing economy e trovare nuove modalit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_14478\" style=\"width: 2106px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14478\" class=\"wp-image-14478 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-zandonai-martinelli.png\" alt=\"\" width=\"2096\" height=\"708\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-zandonai-martinelli.png 2096w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-zandonai-martinelli-1280x432.png 1280w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-zandonai-martinelli-980x331.png 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-zandonai-martinelli-480x162.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2096px, 100vw\" \/><p id=\"caption-attachment-14478\" class=\"wp-caption-text\"><em>Flaviano Zandonai e Francesca Martinelli<\/em><\/p><\/div>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ora che siamo nel 2024, quindi 10 anni dopo, come si configura il rapporto tra cooperative e piattaforme? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il primo dato da osservare \u00e8 che il repository del <a href=\"https:\/\/platform.coop\">consorzio internazionale delle piattaforme cooperative<\/a> conta <strong>638 progetti in 53 paesi<\/strong>. Si tratta, quindi, di un numero piuttosto esiguo considerando che il movimento internazionale delle cooperative conta oltre 3 milioni di cooperative in tutto il mondo. Il fatto che sia rimasto un settore di nicchia \u00e8 legato a diversi elementi che, pur potendo essere validi dal punto di vista teorico, si sono rivelati problematici nel corso degli anni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In primo luogo, troviamo <strong>la fragilit\u00e0 del modello economico e di business proposto dalla visione di Scholz<\/strong>. Nonostante negli anni l\u2019attenzione allo slogan iniziale si sia smorzata, il porre al centro la piattaforma tecnologica, facendone il punto di partenza di ogni riflessione, pu\u00f2 essere problematico in ambito cooperativo. \u00c8 noto che i modelli di business delle principali piattaforme prevedono la vendita di dati, il monopolio del mercato e la vendita di pubblicit\u00e0. Nessuno di questi \u00e8 un modello utilizzato dalle cooperative. Questo non significa che le cooperative non possano farlo, ma sicuramente quando si trova una cooperativa che fa una di queste tre cose, \u00e8 un\u2019eccezione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, \u00e8 emerso che <strong>le piattaforme cooperative non sono una soluzione per tutti i gig worker<\/strong>. Considerando ad esempio il caso emblematico dei rider, vi sono certi casi in cui i lavoratori delle piattaforme creano con successo una cooperativa, sempre con dimensioni locali, ma anche casi di fallimento che andrebbero studiati meglio. Il problema principale \u00e8 che trasformare quello che viene chiamato \u201clavoretto\u201d in un lavoro implica passione, coraggio, spirito imprenditoriale e una serie di competenze specifiche e trasversali, ma alle volte i gig worker vogliono solo andare in bicicletta e non gestire un\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un altro elemento sul quale \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 necessario interrogarsi \u00e8 <strong>se cambiando la governance si cambi effettivamente la natura della piattaforma<\/strong>. Si sono palesati casi, infatti, in cui essere una cooperativa si \u00e8 rivelato pi\u00f9 un fattore estetico che fattivo nel momento in cui \u00e8 presente una piattaforma. Questo accade perch\u00e9 le dinamiche democratiche tipiche delle cooperative non si replicano automaticamente sulle piattaforme, dato che non non sempre la base sociale coincide con l\u2019utenza che utilizza la piattaforma. Ci\u00f2 pu\u00f2 far venir meno il patto mutualistico alla base delle cooperative e la coincidenza tra propriet\u00e0 dei mezzi di produzione, la piattaforma, esercizio del potere e utilizzo della stessa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Infine, emerge dalle ricerche sul campo anche un <strong>rapporto peculiare tra cooperative e piattaforme<\/strong>. Partendo dal presupposto che l\u2019innovazione digitale e tecnologica sono fondamentali e necessarie anche per l\u2019evoluzione delle imprese cooperative, bisogna anche ricordare che ci sono cooperative che affrontano mercati paralleli a quelli delle grandi piattaforme senza avere una piattaforma o uscendo direttamente dalle logiche delle piattaforme classiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-14477 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-gdblab.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-gdblab.jpg 1600w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-gdblab-1280x590.jpg 1280w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-gdblab-980x452.jpg 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cooperative-e-piattaforme-gdblab-480x221.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1600px, 100vw\" \/><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Dopo questa analisi, \u00e8 lecito chiedersi se abbia ancora senso parlare di cooperative e piattaforme<\/strong>.<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tenendo a mente i punti critici segnalati, non solo \u00e8 importante, ma necessario. Soprattutto perch\u00e9 i pronostici vedono un continuo <strong>aumento delle professioni che saranno svolte tramite piattaforma<\/strong>. \u00c8 vero che noi pensiamo spesso solo ai gig worker, ma in realt\u00e0 gi\u00e0 oggi ci sono molti professionisti e professioniste, come chi lavora nel settore sanitario che sono coinvolti, insegnanti, psicologi e psicologhe, artisti e artiste\u2026tanto che l\u2019Unione Europea prevede che <strong>entro il 2025 saranno 43 milioni le persone che lavoreranno su piattaforma<\/strong> e, quindi, che, potenzialmente, saranno vittima a loro volta dei problemi che affliggono i gig worker. Oltre al tema importantissimo delle regolamentazioni, dove l\u2019Unione Europea ha un ruolo pioniere nel mondo, anche le cooperative possono giocare un ruolo centrale, soprattutto per cambiare le regole del gioco e anche entrare con maggiore incisivit\u00e0 nel dibattito sull\u2019istituzione di <strong>nuove regole contro le disuguaglianze<\/strong>, in questo caso create dalle piattaforme classiche. Ma come?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il passaggio fondamentale consiste nel <strong>ribaltare il punto di vista dal quale \u00e8 partito il ragionamento su cooperative e piattaforme dieci anni fa<\/strong>. Lo studio del rapporto tra cooperative e piattaforme, infatti, dimostra sia che non in tutti i casi \u00e8 necessario integrare una piattaforma per portare avanti una visione imprenditoriale alternativa ai paradigmi dominanti delle grandi piattaforme sia che il modo in cui le cooperative lavorano con il digitale \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e variegato dell\u2019introduzione di una piattaforma di scambio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ne segue che <strong>ci\u00f2 che conta \u00e8 la scelta organizzativa, mentre la tecnologia \u00e8 solo uno strumento<\/strong> che pu\u00f2, pertanto, variare ed evolvere a seconda delle esigenze. In sostanza, il valore aggiunto che il modello cooperativo pu\u00f2 portare al dibattito sulle piattaforme non \u00e8 tanto l\u2019attenzione alla piattaforma, quanto <strong>l\u2019insieme di valori e principi utilizzati per costruire le piattaforme<\/strong>. Il principio della \u201ctecnologia a tutti i costi\u201d pu\u00f2 solo limitare il campo d\u2019azione delle cooperative, portando anche a dimenticare che sono i principi e i valori cooperativi gli indicatori che <strong>devono guidarci<\/strong>. Partendo da una chiara visione etica non solo \u00e8 possibile capire quanto una tecnologia sia effettivamente costruita attorno alle esigenze delle persone, ma anche superare le logiche di sfruttamento o concentrazione della ricchezza che oggi imperano nelle piattaforme dominanti. <strong>Valorizzando questo sguardo diverso \u00e8 possibile agire nello spazio istituente<\/strong>, come direbbe Cornelius Castoriadis, e, quindi, avviare quel percorso necessario per <strong>cambiare le regole del gioco<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Le Giornate di Bertinoro 2024 | Sessioni Pomeridiane\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nQBfE0QK2cg?start=6435&#038;feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 11 ottobre la direttrice della Fondazione Centro Studi Doc Francesca Martinelli \u00e8 intervenuta sul tema cooperative e piattaforme per il panel &#8220;Cambiare le regole del gioco? 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