{"id":13789,"date":"2023-01-15T10:00:19","date_gmt":"2023-01-15T09:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=13789"},"modified":"2024-05-07T15:40:29","modified_gmt":"2024-05-07T13:40:29","slug":"come-garantire-sicurezza-per-i-rider-che-lavorano-su-piattaforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/01\/15\/come-garantire-sicurezza-per-i-rider-che-lavorano-su-piattaforma\/","title":{"rendered":"Come garantire la sicurezza per i rider che lavorano su piattaforma?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><em><strong>L&#8217;intervento di Angelo Junior Avelli, rider del sindacato autonomo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/deliverancemilano\/?locale=it_IT\">Delivrance Milano<\/a>, sulla sicurezza per i rider per il secondo simposio della Fondazione Centro Studi Doc dedicato a \u201cNuove professioni, nuovi lavori: lo stesso diritto alla salute e sicurezza\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><strong>Il grande problema del pagamento a cottimo<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il primo problema con il quale i rider si scontrano a livello pratico sul tema della sicurezza \u00e8 il pagamento a cottimo<\/strong>. Guadagnamo se consegniamo, pi\u00f9 corriamo pi\u00f9 siamo pagati. Il nostro tempo per le aziende non ha valore, se non riceviamo una consegna, non veniamo pagati, non abbiamo un minimo garantito, solo a Just Eat e a My Menu dove sono stati introdotti pagamenti orari (anche se in deroga ad un protocollo integrativo del CCNL Logistica) e a Getir dove c&#8217;\u00e8 la piena applicazione del CCNL Terziario, non a Deliveroo, a Glovo e a Uber.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il meccanismo \u00e8 quello del ricatto perpetuo della performance tramite l&#8217;algoritmo<\/strong>, che valuta la nostra efficenza assegnandoci un punteggio (rating) e una classificazione (ranking) in base alla quale veniamo selezionati in ordine di priorit\u00e0 per poter ricevere pi\u00f9 corse.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;assenza di una normativa chiara, anche per gestire la sicurezza per i rider<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;altro problema \u00e8 che sia la politica che la Procura (di Milano) <strong>non hanno chiarito in maniera lapalissiana il quadro normativo generale sui lavori come il nostro<\/strong>. Esistono dei riferimenti, come la legge 81 e la legge 128 (la cosiddetta &#8220;legge rider&#8221; ottenuta da noi tramite le mobilitazioni), la sentenza della Corte di Cassazione sul processo Foodora e altre sentenze come quelle di Bologna, di Palermo, di Milano e di Firenze, che segnalano un orientamento, ma non indicano in maniera incontrovertibile quale sia la situazione: <strong>in teoria i lavoratori di piattaforma come noi risultano essere lavoratori eteroorganizzati, assimilabili ai lavoratori subordinati ci spetterebbe il riconoscimento dei diritti della subordinazione<\/strong> (la disciplina del lavoro dipendente), secondo la legge 81, almeno, in pratica ci sarebbe poi la legge 128 che dice che ai rider va applicato uno schema retributivo in linea con i contratti collettivi nazionali firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi. <strong>Formalmente i rider risultano autonomi anche se non lo sono<\/strong> e questo permette alle aziende allo stato attuale di inquadrarci come collaboratori occasionali o freelance a partita iva e di pagarci a prestazione (a cottimo). \u00c8 chiaro che \u00e8 una situazione davvero borderline.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il punto \u00e8 che Glovo, Deliveroo e Uber hanno fatto un <strong>accordo capestro con UGL<\/strong> e hanno fatto rientrare il cottimo dalla finestra, attraverso una forma di pagamento per ora lavorata calcolando 10 euro lorde su un&#8217;ora (in cui viene retribuita la stima del tempo in cui un lavoratore esegue quella determinata consegna, stima dinamica con la quale viene realizzato dumping sociale da un territorio all&#8217;altro e sui lavoratori nuovi rispetto ai pi\u00f9 anziani, con un gioco continuo di tagli al ribasso). Il quadro generale seppur semplice e lineare ai nostri occhi rimane intricato, per noi si tratta di lavoro subordinato in maniera inequivocabile perch\u00e9 sono le aziende che al lavoratore indicano le modalit\u00e0 di svolgimento della prestazione, nel tempo e nello spazio, ma il dibattito resta aperto.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><strong>Come garantire sicurezza per i rider?<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Che cosa si pu\u00f2 fare per favorire la sicurezza sul lavoro nel nostro settore, posto che andrebbe abolito il cottimo domani mattina?<\/strong> Il Comune di Milano su base volontaria ha incentivato <strong>corsi di formazione e di sicurezza stradale<\/strong>. La Procura di Milano con la sua indagine, dopo aver minacciato le piattaforme di essere multate pesantemente le ha costrette a fare <strong>corsi online ai lavoratori inerenti alle tematiche di salute e sicurezza e di igiene alimentare<\/strong>, intimando alle app di fornire i dispositivi di protezione individuale (un altro risultato ottenuto in realt\u00e0 grazie alla legge rider in cui si fa ricadere sulle societ\u00e0 le responsabilit\u00e0 di datori di lavoro in materia antinfortunistica). Tutto molto bello, ma non basta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Bisognerebbe da una parte <strong>costringere le societ\u00e0<\/strong>, anche a livello locale a negoziare il funzionamento dell&#8217;algoritmo, che deve divenire materia di contrattazione sindacale (su questo tema c&#8217;\u00e8 in corso una discussione che stiamo seguendo in Europa sulla Direttiva del lavoro di piattaforma) e spingere le societ\u00e0 ad <strong>aumentare il livello di sorveglianza fisica<\/strong> che devono garantire sul territorio, rendendo sempre pi\u00f9 esplicito il nesso di dipendenza che lega i rider alle aziende, costringendole a controllare lo stato dei cassoni, i box portavivande dei rider quotidianamente e a prendersi in carico la pulizia non a lasciarla in carico ai fattorini, demandandone l&#8217;adempimento, dal momento che la divisa e il box sono brandizzati, sono materiale dell&#8217;azienda. Bisognerebbe verificare che esista <strong>una corrispondenza tra persona fisica e account digitale e chi lavora<\/strong> (in contrasto al fenomeno sommerso del caporalato),\u00a0 predisporre un garage a livello locale dove i rider possono depositare il loro mezzo, attraverso un sollecito che porti le societ\u00e0 a creare presidi territoriali in cui verificare le caratteristiche dei mezzi di locomozione elettrici (spesso al di sopra degli standard concessi dalla legge). <strong>Tutto questo deve ricadere sulle aziende<\/strong>, che sono state ormai identificate come i datori di lavoro, in maniera tale che le aziende siano responsabili realmente della sicurezza sul lavoro dei lavoratori e non soltanto a parole o una volta nei tribunali, incentivando la contrattazione territoriale e il rispetto delle norme.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2022\/12\/14\/non-sicurezza-senza-legalita-assessore-bertucco-verona-protocollo-spettacolo-insieme\/\"><em>Scopri il simposio a questo link.<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento di Angelo Junior Avelli, rider del sindacato autonomo Delivrance Milano, sulla sicurezza per i rider per il secondo simposio della Fondazione Centro Studi Doc dedicato a \u201cNuove professioni, nuovi lavori: lo stesso diritto alla salute e sicurezza\u201d. 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