{"id":13427,"date":"2023-10-12T11:11:30","date_gmt":"2023-10-12T09:11:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=13427"},"modified":"2023-10-13T16:52:18","modified_gmt":"2023-10-13T14:52:18","slug":"al-via-le-consultazioni-per-il-codice-dello-spettacolo-al-ministero-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/10\/12\/al-via-le-consultazioni-per-il-codice-dello-spettacolo-al-ministero-della-cultura\/","title":{"rendered":"Al via le consultazioni per il Codice dello Spettacolo al Ministero della Cultura"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><em>Mercoled\u00ec 11 ottobre la Fondazione Centro Studi Doc ha presentato alle consultazioni al Ministero della Cultura le proprie proposte per il Codice dello Spettacolo.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3><strong>Le prime consultazioni del Governo sul Codice dello Spettacolo<\/strong><\/h3>\n<p>Mercoled\u00ec 11 e gioved\u00ec 12 ottobre il <strong>Ministero della Cultura<\/strong> ha invitato associazioni, organizzazioni e operatori dello spettacolo alla<strong> consultazione sul tema del Codice dello Spettacolo<\/strong>. Si tratta delle sigle che il <strong>Sottosegretario Giancarlo Mazzi<\/strong> aveva gi\u00e0 invitato a <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/08\/08\/dal-ministero-della-cultura-arriva-una-call-per-raccogliere-proposte-per-il-codice-dello-spettacolo\/\">inviare le proprie proposte entro l&#8217;11 settembre scorso<\/a>. Una call alla quale <strong>aveva partecipato anche la Fondazione Centro Studi Doc<\/strong> con una <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/09\/08\/codice-dello-spettacolo-le-proposte-del-centro-studi-doc-per-il-ministero-della-cultura\/\">serie di proposte<\/a> elaborate nel corso degli anni.<\/p>\n<p>Dopo anni di audizioni sui temi dello spettacolo in videoconferenza a causa dell&#8217;emergenza Covid-19, questa \u00e8 stata <strong>la prima audizione realizzata di persona, nonch\u00e9 le prime organizzate sul tema dal nuovo Governo<\/strong>. Le consultazioni si sono svolte alla sede del Ministero a Roma e hanno visto la partecipazione di sindacati, associazioni di categoria (come l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.alleanzacooperative.it\/turismo-e-sport\">Alleanza delle Cooperative Italiane<\/a>), associazioni di settore per teatro, danza e musica, e realt\u00e0 pi\u00f9 tecniche, tra le quali anche la Fondazione Centro Studi Doc.<\/p>\n<p>Per le diverse realt\u00e0 che hanno partecipato, queste consultazioni sono state l&#8217;occasione non solo per discutere di alcuni temi specifici (come l&#8217;indennit\u00e0 di discontinuit\u00e0), ma anche per riprendere il confronto con il Ministero sul bisogno di <strong>effettuare una riforma complessiva del settore<\/strong>. Un&#8217;esigenza che con l&#8217;avvento della pandemia \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 evidente e che \u00e8 condivisa da tutte le realt\u00e0 che operano nello spettacolo.<\/p>\n<h3><strong>Il fondamento del Codice dello Spettacolo deve essere una visione della cultura come bene primario ed essenziale<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;intervento in audizione della Fondazione Centro Studi Doc \u00e8 stato aperto da una premessa della direttrice <strong>Francesca Martinelli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La direttrice ha chiarito che i<strong> punti di riforma <\/strong>che sarebbero stati a breve enunciati sono il risultato di anni di elaborazione. Il centro studi, infatti, si radica in <strong>oltre 30 anni di conoscenza e lavoro nel settore dello spettacolo, in particolare dei lavoratori e delle lavoratrici discontinue<\/strong>, ed \u00e8 da tempo che lavora per proporre riforme del settore spettacolo. Negli ultimi anni, l\u2019elaborazione si \u00e8 particolarmente arricchita anche grazie al confronto con le oltre 70 realt\u00e0 dello spettacolo che durante l\u2019emergenza Covid-19 hanno partecipato al Tavolo Riforme del <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2020\/09\/30\/le-proposte-di-riforma-del-forum-arte-e-spettacolo-avranno-il-supporto-dei-parlamentari\/\">Forum Arte e Spettacolo<\/a> moderato proprio dalla presidente della fondazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo lavoro si basa su alcune premesse.\u00a0<strong>In primo luogo, il fatto che lo spettacolo e la cultura devono essere riconosciuti come beni primari ed essenziali, come la salute. <\/strong>La cultura come bene primario significa che deve essere vista come un investimento e non come una merce, ad esempio, utilizzata come leva per il turismo. Significa anche avere detrazioni e deduzioni fiscali, ad esempio scaricando uno spettacolo cos\u00ec come si scaricano le medicine.<\/p>\n<p>La seconda premessa \u00e8 che\u00a0<strong>organizzare eventi di spettacolo deve essere semplice, vantaggioso e accessibile per tutti e tutte<\/strong>. Se domani un cittadino volesse organizzare un concerto nel suo bar deve sapere come fare e come farlo legalmente. In questo modo si pu\u00f2 anche elevare quello che oggi viene definito intrattenimento a cultura. Mettere la cultura al centro pu\u00f2 attivare un meccanismo virtuoso per sconfiggere il sommerso e per far crescere le economie del settore coinvolgendo tutti i cittadini: enti, associazioni, privati, oratori\u2026 \u00a0anche perch\u00e9 molti artisti iniziano il loro percorso anche come amatoriali in queste realt\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, terza premessa, <strong>per sostenere lavoratori e lavoratrici, imprese culturali e partecipazione del pubblico \u00e8 necessario garantire legalit\u00e0, sicurezza, semplicit\u00e0 di organizzazione e tracciabilit\u00e0, contrastando apertamente l\u2019enorme piaga del lavoro sommerso di cui troppo poco si parla.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una ricerca che abbiamo condotto come Fondazione Centro Studi Doc nel 2019 ha infatti mostrato che <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/2020\/02\/14\/tra-i-3-e-i-5-miliardi-limpatto-del-sommerso-nella-musica-live-secondo-il-centro-studi-doc\/\">solo nella musica live l\u2019impatto del sommerso si aggira attorno a 4 miliardi di euro<\/a> \u2013 si pu\u00f2 solo immaginare i numeri se la ricerca fosse ampliata a tutto il mondo dello spettacolo. La piaga del sommerso fa s\u00ec che il settore sia poco conosciuto anche dal Governo e dalle istituzioni e va assolutamente affrontata in modo diretto.<\/p>\n<h3><strong>Il welfare unico e universale come fondamento per la crescita professionale di chi lavora nel settore<\/strong><\/h3>\n<p>La presidente <strong>Chiara Chiappa<\/strong> ha enunciato le diverse proposte della Fondazione Centro Studi Doc, tutte fondate sullo <strong>statuto dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo<\/strong> e orientate alla riforma complessiva del sistema.<\/p>\n<p>In primo luogo <strong>\u00e8 necessario che tutti i lavoratori e le\u00a0<\/strong><b>lavoratrici abbiano un&#8217;unica posizione previdenziale a prescindere dal contratto<\/b>, considerando il montante dei compensi e non solo il fattore tempo come misura di tutte le prestazioni previdenziali. Di seguito, bisogna iscrivere<strong>\u00a0nel Gruppo a)<\/strong>, di cui D.l. 182\/1997 art. 2 comma 1), <strong>di tutte le lavoratrici e i lavoratori discontinui, a prescindere dal contratto di lavoro, compresi gli intermittenti a tempo indeterminato<\/strong>, con conseguente trattamento previdenziale, ammortizzatori sociali, assicurazioni.<\/p>\n<p>Bisogna anche aggiornare le professioni dello spettacolo <strong>con inclusione delle professioni affini o accessorie<\/strong>: insegnante, formatore, organizzatore, agente, ingegnere e architetto nel settore spettacolo.<\/p>\n<p>Le <strong>lavoratrici e lavoratori autonomi con Partita IVA che lavorano all\u2019estero<\/strong> devono avere la possibilit\u00e0 di <strong>versare autonomamente i contributi<\/strong> sulla propria unica posizione contributiva per non lasciare che i soldi rimangano all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>per <\/strong><strong>lavoratrici e lavoratori autonomi \u201ca cappello\u201d e che non hanno un committente, deve essere possibile dichiarare i guadagni ottenuti <\/strong>per eventi preventivamente prenotati e registrati su Sportello Unico spettacolo.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale anche dare piena attuazione alla Riforma del terzo settore e definizione della figura del <strong>volontario <\/strong>anche rispetto alla gratuit\u00e0 delle prestazioni amatoriali.<\/p>\n<p>Infine, <a href=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/10\/12\/indennita-di-discontinuita-spettacolo-un-dibattito-ancora-aperto\/\"><strong>la presidente ha ribadito la necessit\u00e0 di cancellare l&#8217;indennit\u00e0 di discontinuit\u00e0 per come \u00e8 al momento concepita e riscriverla da capo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13430 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/codice-dello-spettacolo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/codice-dello-spettacolo-1.jpg 1024w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/codice-dello-spettacolo-1-980x735.jpg 980w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/codice-dello-spettacolo-1-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/p>\n<h3><strong>Anche per affrontare il lavoro sommerso \u00e8 necessario semplificare tutte le procedure introducendo uno sportello unico dello spettacolo su piattaforma<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 significa che deve essere istituito uno\u00a0<strong>sportello Unico per lo Spettacolo<\/strong>\u00a0su\u00a0<strong>piattaforma informatica<\/strong>\u00a0open source a\u00a0<strong>protocolli aperti interoperabili<\/strong>\u00a0in cui svolgere con modalit\u00e0\u00a0<strong>semplificate<\/strong>, comprese APP e blockchain,\u00a0<strong>tutte le pratiche<\/strong>\u00a0per organizzazione di eventi.\u00a0Sulla piattaforma vengono registrati\u00a0<strong>tutti gli eventi di arte e spettacolo<\/strong>, organizzati anche da privati, da protocollare con <strong><u>codice identificativo unico<\/u>.<\/strong>\u00a0Lo sportello<strong>\u00a0\u00e8 gestito da PA e condivide tutte le informazioni della PA\u00a0<\/strong>compreso l\u2019INPS,\u00a0Runts, Comuni italiani e Agenzia Entrate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La piattaforma \u00e8 anche il luogo in cui vengono registrati i <strong>Repertori delle professioni, compresi gli insegnanti di discipline artistiche, tecniche e danza, agenti, organizzatori, ingegneri e architetti di spettacolo, organizzazioni <\/strong>(di spettacolo, non di solo spettacolo, ibride, miste, enti pubblici o privati),<strong> accademie e scuole\u00a0di discipline artistiche<\/strong>,con requisiti aggiornati a cura della PA e dei cittadini.\u00a0<strong>Il repertorio professionale potr\u00e0 stabilire tariffe professionali minime<\/strong>\u00a0in base alle disposizioni di legge.<\/p>\n<p>Il repertorio deve includere <strong>i luoghi di spettacolo censiti anche ai fini della organizzazione della sicurezza. <\/strong>Sono da censire e registrare: i luoghi di solo spettacolo e quelli non di solo spettacolo, misti o ibridi, anche occasionali o privati, compresi i live club e le scuole di discipline artistiche da considerare a tutti gli effetti come attivit\u00e0 inerenti arte e spettacolo; e gli spettacoli su suolo pubblico.<\/p>\n<h3><strong>Considerando che obiettivo del Codice dello Spettacolo \u00e8 anche la semplificazione, \u00e8 importante anche introdurre contratti semplificati<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La presidente ha spiegato che sulla piattaforma dovrebbero essere gestiti i <strong>contratti semplificati per prestazioni di spettacolo occasionali<\/strong>, riservati a committenti\u00a0<strong>non di solo spettacolo<\/strong>\u00a0(quindi non teatri o cinema o imprese spettacolo), per tutte le discipline artistiche, creative,\u00a0di didattica\u00a0o tecniche, per un importo lordo\u00a0<strong>non superiore a 4.500\u00a0\u20ac\u00a0in 24 mesi<\/strong>\u00a0sia per committenti che per prestatori. Tale tipologia contrattuale pu\u00f2 essere utilizzata dal committente per\u00a0<strong>non pi\u00f9 di 5 giorni all\u2019anno<\/strong>\u00a0per ogni prestatore\u00a0e non\u00a0\u00e8 utilizzabile\u00a0in appalti di servizi. I contributi previdenziali e assicurativi vanno versati al FPLS, e fanno maturare tutti i contributi relativi. <strong>Viene abrogato di conseguenza il\u00a0comma 188 art. 1 L.296\/2007<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Per garantire le giuste professionalit\u00e0 nel settore \u00e8 necessario attivare nuovi percorsi che permettano di accedere a una formazione specialistica<\/strong><\/h3>\n<p>Devono essere istituiti anche, <strong>oltre al diploma di Laurea di Conservatorio \u2013 diplomi<\/strong> per <strong>artisti e tecnici anche in scuole superiori<\/strong>, diplomi universitari per artisti, creativi e tecnici, enti certificativi nazionali, e non solo regionali, delle professioni, garantendo il riconoscimento a livello comunitario. Qualche mese fa la Fondazione Centro Studi Doc ha anche inviato su richiesta sempre del Ministero della Cultura una proposta su come organizzare questi diversi livelli.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Un altro tema recentemente tornato alla ribalta ma del quale non si parla mai abbastanza \u00e8 quello della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori<\/strong><\/h3>\n<p>In primo luogo, \u00e8 necessaria la revisione del <strong>Decreto Palchi e Fiere <\/strong>e armonizzazione della normativa italiana alla <strong>normativa europea, con<\/strong> <strong>iter formativi specifici<\/strong> sia per lavoratori subordinati che autonomi dello spettacolo, e l\u2019introduzione nei PSC e nei DUVRI di un <strong>preciso cronoprogramma per mansione<\/strong> con pause e riposi predeterminati e di prassi atte a riconoscere le <strong>specificit\u00e0 di genere<\/strong>.<\/p>\n<p>A seguire bisogna introdurre del concetto della \u201c<strong>azienda pro-tempore<\/strong>\u201d per cooperare nella gestione della sicurezza tra lavoratori di ditte interferenti. Inoltre, l\u2019INAIL deve prevedere tariffe assicurative tecniche specifiche per le diverse attivit\u00e0 di spettacolo diversificate in base alle diverse classi di rischio.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nel Codice dello Spettacolo deve esserci uno spazio dedicato anche al pubblico, perch\u00e9 \u00e8 possibile dare sostegno al settore solo con il sostegno al pubblico\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>La presidente ha proposto di introdurre quelli che in Fondazione sono chiamati.<strong>\u00a0Live Credit da reinvestire nello spettacolo dal vivo<\/strong>. Sistema cash-back di\u00a0contributi a fondo perduto e\/o crediti d\u2019imposta per enti, imprese, organizzatori per\u00a0ristorare costi documentati per <strong>investimenti e organizzazione di spettacoli dal vivo<\/strong>. Ad esempio: ristrutturazione tecnico-acustica del locale, acquisti per allestimento e realizzazione spettacolo dal vivo; acquisto servizi tecnici, servizi di sala, agenzie, pubblicit\u00e0, social management, ufficio stampa, diritti; acquisto strumenti musicali, impianti luci, audio, rilevanze fonometriche. <u>La possibilit\u00e0 di ristoro di costi sostenuti per spettacoli dal vivo, anche per un periodo predefinito, comporterebbe un circolo virtuoso con l\u2019emersione di enormi somme di denaro oggi sottratte all\u2019erario e all\u2019Inps per lavoro nero non tracciato.<\/u><\/p>\n<p><strong>Bisogna anche introdurre aliquote IVA al 4% <\/strong>per corsi di educazione artistica e musicale, eventi culturali, di spettacolo, per strumenti musicali, dischi e altri supporti video-fonografici: misura per beni da considerare essenziali che porterebbe all\u2019emersione di enormi economie oggi sommerse.<\/p>\n<p>Inoltre, vanno pensate <strong>detrazioni fiscali per tutti i corsi di musica e arte da chiunque organizzati<\/strong>, per acquisto strumenti musicali e per spese sostenute in eventi di spettacolo e cultura acquistati telematicamente.<\/p>\n<p>Infine, va prevista la partecipazione del Comune e\/o di altri soggetti pubblici o privati <strong>all\u2019autoliquidazione dei contributi previdenziali per arti di strada e lavoratori a cappello<\/strong> in eventi registrati su piattaforma.<a href=\"applewebdata:\/\/364C7EC5-220C-4142-B79B-EAA3493FC478#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/1EBE4A8B-A221-49C2-A76C-F4B36B52A24C#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 11 ottobre la Fondazione Centro Studi Doc ha presentato alle consultazioni al Ministero della Cultura le proprie proposte per il Codice dello Spettacolo. 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