{"id":13423,"date":"2023-10-10T16:06:26","date_gmt":"2023-10-10T14:06:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=13423"},"modified":"2023-10-18T13:11:24","modified_gmt":"2023-10-18T11:11:24","slug":"il-neoliberismo-lepoca-della-sottomissione-volontaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/10\/10\/il-neoliberismo-lepoca-della-sottomissione-volontaria\/","title":{"rendered":"Il neoliberismo, l&#8217;epoca della sottomissione volontaria"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"font-weight: 400;\"><em>di Riccardo Tedeschi<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla fine del secolo scorso alcuni pensatori tra i quali Galimberti e Severino rilevavano come l\u2019umanit\u00e0 stava abbandonando l\u2019et\u00e0 dell\u2019umanesimo per entrare nell\u2019et\u00e0 della tecnica. Osservava Galimberti che l\u2019uomo ancora continuava a pensare alla tecnica come a uno strumento a disposizione dell\u2019uomo, mentre la tecnica gi\u00e0 costituiva l\u2019ambiente che ci circondava (e ci circonda) funzionante secondo le regole di razionalit\u00e0 ed efficienza che non esitano a subordinare le esigenze dell\u2019uomo a quelle dell\u2019apparato tecnico. L\u2019essere umano, inconsapevole, per\u00f2 si comportava ancora con i tratti tipici dell\u2019uomo pretecnologico che agiva in vista di scopi iscritti in un orizzonte di senso, con un bagaglio di idee e un corredo di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verit\u00e0: la tecnica funziona o non funziona.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il dominio neoliberista\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono passati quasi tre decenni e c\u2019\u00e8 chi ha asservito la tecnica ai propri interessi. Rispetto a cinquant\u2019anni fa, osserva Byung-Chul Han, il sistema di dominio neoliberista \u00e8 strutturato in maniera del tutto diversa. Il potere non \u00e8 pi\u00f9 repressivo, bens\u00ec seduttivo e non \u00e8 pi\u00f9 evidente e visibile come sotto il regime disciplinare. Non c\u2019\u00e8 una controparte evidente, il \u201cpadrone\u201d, non c\u2019\u00e8 un nemico che opprime la libert\u00e0 e contro il quale opporre resistenza. Il neoliberismo ha modellato, a partire dall\u2019operaio oppresso, un libero imprenditore, un imprenditore di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Oggi ciascuno \u00e8 un operaio che si sfrutta da solo, un dipendente di s\u00e9 stesso<\/strong>. Ciascuno \u00e8 al contempo servo e padrone, per cui <strong>la lotta di classe si \u00e8 trasformata in lotta interiore<\/strong>. Oggi chi fallisce si d\u00e0 la colpa e si vergogna, individuando il problema in s\u00e9 stesso anzich\u00e9 nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il vecchio potere disciplinare, con grande dispendio di energie, costringeva le persone con comandi e divieti, mentre oggi <strong>le persone si sottomettono volontariamente, realizzando un sistema molto pi\u00f9 efficiente<\/strong>, che fa leva sul piacere e sulla soddisfazione dei desideri (indotti). Anzich\u00e9 rendere le persone remissive, le rende dipendenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Negli anni Ottanta del Novecento in tutta Europa ci furono forti proteste contro il censimento voluto dalla Comunit\u00e0 Europea, visto come strumento del potere per strappare informazioni ai cittadini al fine di meglio controllarli; oggi ci denudiamo volontariamente attraverso strumenti digitali, fornendo volontariamente informazioni in quantit\u00e0 e di qualit\u00e0 estremamente maggiori di quelle che venivano richieste con il censimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo denudamento volontario segue la stessa logica dell\u2019auto sfruttamento. Un sistema che ha portato l\u2019artista americana Jenny Holzer ad affermare: \u201cprotect me from what I want\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il potere che salvaguarda il sistema assume oggi una forma affabile, smart, rendendosi invisibile e inattaccabile. <strong>Il soggetto sottomesso non sa nemmeno di esserlo, anzi crede di godere della massima libert\u00e0<\/strong>. Questa tecnica di dominio neutralizza la resistenza in maniera efficacissima, si immunizza contro possibili resistenze usando la libert\u00e0 invece di opprimerla. Il comprimere la libert\u00e0 provoca presto resistenza, il suo sfruttamento no.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel sistema produttivo odierno non esiste una massa di lavoratori collaborativa e connessa in grado potenzialmente di una protesta globale; \u00e8 piuttosto <strong>la solitudine di isolati imprenditori di s\u00e9 stessi a caratterizzare l\u2019attuale sistema produttivo<\/strong>. Prima erano gli imprenditori in concorrenza tra loro, mentre all\u2019interno dell\u2019azienda vi era solidariet\u00e0 tra i dipendenti. Oggi la concorrenza \u00e8 ovunque, anche tra colleghi della medesima azienda. <strong>La concorrenza universale aumenta senza dubbio la produttivit\u00e0<\/strong>, spesso sino a livelli spaventosi e insostenibili, ma distrugge la solidariet\u00e0 e il senso di comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Che ne \u00e8 del comunismo? <\/strong>Oggi si evocano ovunque community e condivisione. La sharing economy dovrebbe sostituire l\u2019economia della propriet\u00e0 trasformando la societ\u00e0 proprietarista in una societ\u00e0 della condivisione, ma non \u00e8 vero. Piuttosto la sharing economy tende alla commercializzazione totale della vita. Il passaggio dal possesso all\u2019accesso non ci libera dal capitalismo (chi non ha soldi non ha accesso nemmeno allo sharing) e le community che trasformano tutti noi in tassisti o che condividono alloggi (come Airbnb), arrivano a sfruttare economicamente anche l\u2019ospitalit\u00e0. <strong>Si condivide tutto, ma nessuno cede volontariamente e gratuitamente qualcosa<\/strong>. Non \u00e8 possibile affabilit\u00e0 e cortesia senza secondi fini. Nella societ\u00e0 in cui ci si recensisce a vicenda anche l\u2019amicizia viene commercializzata.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il capitalismo raggiunge il suo culmine nel momento in cui vende il comunismo come una merce.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019economista francese Bernard Maris, morto assassinato nel 2015, affermava che il capitalismo canalizza la pulsione di morte verso la crescita e che le energie distruttive del capitalismo prendono il sopravvento e travolgono la vita. La distruttivit\u00e0 della coazione a performare fa coincidere autoaffermazione e autodistruzione. Ci si ottimizza fino a schiattare. <strong>L\u2019autosfruttamento porta al collasso della mente; la concorrenza brutale suscita freddezza e indifferenza verso chiunque altro e arriva a sovrapporsi a quella verso s\u00e9 stessi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il capitalismo si fonda, secondo Maris, sulla negazione della morte ed il capitale viene infatti accumulato contro di essa, vista come la perdita assoluta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 una vita non morta, ma non vita. Gli zombies della prestazione, del fitness e del botulino ne sono la manifestazione. L\u2019isteria salutista \u00e8 la manifestazione biopolitica del capitale. Il capitalismo erige necropoli, asettici spazi mortiferi purificati di qualsiasi odore o rumore umano, dove i processi vitali vengono trasformati in processi macchinici. Il dio della prestazione avvicina sempre pi\u00f9 l\u2019essere umano alla macchina e lo aliena da s\u00e9 stesso; il dataismo e l\u2019intelligenza artificiale reificano il pensiero che diventa calcolo; anche i ricordi vengono sostituiti dalla memoria artificiale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Affermare la vita significa anche affermare la morte, perch\u00e9 la vita che nega la morte nega s\u00e9 stessa. Ricorda Byung-Chul Han che solo un modo di vivere capace di restituire la morte alla vita pu\u00f2 liberarci dal paradosso della vita non morta: siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il customer lifetime value indica il valore rappresentato da un essere umano nel corso della sua intera vita di cliente poich\u00e9 l\u2019economia di mercato neoliberista tende a convertire la persona e la sua esistenza in termini di mercato. L\u2019essere umano non \u00e8 pi\u00f9 tale, bens\u00ec un consumatore. <strong>Il capitalismo odierno disgrega l\u2019esistenza umana in una rete di rapporti commerciali<\/strong>. Il sistema pu\u00f2 attribuire un valore a ciascuno grazie alla sorveglianza digitale che \u00e8 resa possibile dall\u2019iper comunicazione che penetra qualsiasi cosa e che consente di disporre di una tale quantit\u00e0 di dati da comporre una scala di settanta livelli, dove il livello pi\u00f9 basso, dove sono collocate le persone con scarso valore cliente, \u00e8 chiamata waste, spazzatura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Assoluto (auto)sfruttamento e sorveglianza totale sono le due facce della stessa medaglia della psicopolitica digitale che degrada le persone a oggetti quantificabili e influenzabili, decretando la fine del libero arbitrio<\/strong>. Ma la valutazione economica di una persona contrasta con l\u2019idea stessa di dignit\u00e0 umana. \u00c8 risibile vedere oggi istituti bancari e finanziari che si presentano con lo slogan \u201ccreiamo fiducia\u201d, quando in realt\u00e0 sanno tutto sul conto di chiunque: \u00e8 cinismo puro. Fiducia, al contrario, consiste nel trattenere un rapporto positivo con una persona senza sapere nulla sul suo conto; se di una persona so tutto, la fiducia diventa superflua. Vi sono aziende e agenzie specializzate che raccolgono e analizzano dati (Acxiom, Schufa e molte altre) che sono in grado ciascuna di elaborare giornalmente centinaia di migliaia di profili dettagliatissimi su ciascuno di noi. Il concetto stesso di fiducia implica la possibilit\u00e0 che la stessa venga tradita, cos\u00ec come la libert\u00e0 implica un certo rischio sociale. Ma una societ\u00e0 che in nome della sicurezza subordina tutto al controllo, precipita nel totalitarismo.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019aspetto singolare e nuovo del neoliberismo \u00e8 che le persone non sono solo prigioniere, ma sono anche attivamente carnefici di s\u00e9 stesse. <\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il sistema non ci impone il silenzio, ma ci stimola costantemente a condividere, partecipare, raccontare, a esternare opinioni, bisogni, desideri e preferenze, a raccontare tutta la nostra vita. Altro che il censimento degli anni Ottanta! Ma adesso ci denudiamo di proposito, carichiamo volentieri in rete qualsiasi tipo di dati e informazioni sul nostro conto senza sapere chi li capter\u00e0 e che cosa ne far\u00e0, quando e perch\u00e9. La comunicazione digitale \u00e8 una nuova forma di produzione che cancella scrupolosamente qualunque rifugio e trasforma tutto in dati e informazioni utilizzati dal mercato per accumulare ricchezza e dal sistema per aumentare il proprio potere. <strong>Il report completo della vita ha sostituito la fiducia con l\u2019informazione e il controllo e quindi l\u2019odierna societ\u00e0 della \u201ctrasparenza\u201d \u00e8 diventata la societ\u00e0 della sorveglianza totale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oggi la trasparenza viene richiesta (ma spesso a senso unico) in nome della libert\u00e0 e della democrazia, ma in realt\u00e0 \u00e8 di fatto uno strumento neoliberista e capitalista volto a produrre informazioni che a loro volta si trasformeranno in maggiori consumi, produttivit\u00e0 e crescita. Inoltre, \u00e8 una trasparenza che genera conformismo. Ma \u00e8 una tecnica di potere non proibitiva o repressiva, ma seduttiva, che non si manifesta con divieti, ma con un like ed \u00e8 perci\u00f2 maggiormente efficiente. Non \u00e8 vero che la trasparenza crea fiducia, n\u00e9 \u00e8 la negazione. L\u2019esasperazione della trasparenza priva di significato concetti e parole come onest\u00e0 e correttezza. <strong>La societ\u00e0 della trasparenza diviene oggi la societ\u00e0 del sospetto. Tutti si denudano: \u00e8 questa la logica della societ\u00e0 del controllo<\/strong>. Ma si denudano volontariamente, non costretti; si denudano per un bisogno proprio, ancorch\u00e9 indotto, seguendo la logica della societ\u00e0 della prestazione, dove l\u2019auto sfruttamento \u00e8 pi\u00f9 efficiente dello sfruttamento da parte di terzi e la totale trasparenza equivale allo sfruttamento. In questo oggi consiste la crisi della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E anche della democrazia, perch\u00e9 se da un lato la democrazia liquida accelera sicuramente i processi e li rende pi\u00f9 flessibili, dall\u2019altro li svuota di contenuti e riduce il tutto a una democrazia del \u201cmi piace\u201d, con il risultato che la politica diventa gestione ordinaria dei bisogni sociali e del mantenimento del consenso, salvaguardando inalterati i rapporti economici e sociali esistenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La societ\u00e0 della prestazione e della concorrenza esasperata crea isolamento, ansia, paura di fallire, di restare indietro di sbagliare, di non essere all\u2019altezza delle proprie ambizioni e vergogna per la propria inadeguatezza. <strong>Ma l\u2019isolamento non consente di produrre l\u2019autostima, che necessita del confronto con gli altri<\/strong>. E qui sta la contraddizione. L\u2019altro \u00e8 fondamentale per la costruzione di un s\u00e9 stabile, ma il sistema crea sempre pi\u00f9 isolamento e auto referenzialit\u00e0 di cui i selfie sono una manifestazione. Oggi si fa di tutto per attirare l\u2019attenzione, compreso postare in internet video di noi che saltelliamo; salto perci\u00f2 sono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La societ\u00e0 della prestazione arriva a prendere in ostaggio il tempo, a incatenarlo al lavoro<\/strong>. Abolisce tutte le forme temporali che non obbediscono alla logica dell\u2019efficienza. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per la narrazione, per la contemplazione e neppure per l\u2019altro e per la comunit\u00e0; c\u2019\u00e8 solo il tempo per il lavoro, per l\u2019auto sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La societ\u00e0 della tecnica si \u00e8 imposta, anzi, ci \u00e8 stata imposta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Tedeschi Alla fine del secolo scorso alcuni pensatori tra i quali Galimberti e Severino rilevavano come l\u2019umanit\u00e0 stava abbandonando l\u2019et\u00e0 dell\u2019umanesimo per entrare nell\u2019et\u00e0 della tecnica. 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