{"id":13210,"date":"2023-06-06T15:42:35","date_gmt":"2023-06-06T13:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=13210"},"modified":"2023-06-06T15:50:01","modified_gmt":"2023-06-06T13:50:01","slug":"lunione-fa-la-forza-ripensare-leconomia-digitale-attraverso-una-lente-cooperativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/06\/06\/lunione-fa-la-forza-ripensare-leconomia-digitale-attraverso-una-lente-cooperativa\/","title":{"rendered":"L&#8217;unione fa la forza: ripensare l&#8217;economia digitale attraverso una lente cooperativa"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><div class=\"xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a\">\n<p dir=\"auto\"><strong><em>L&#8217;economia digitale porta con s\u00e9 molte sfide: una sessione di RightsCon ha approfondito il ruolo che una prospettiva cooperativa pu\u00f2 avere nel reintrodurre principi di giustizia, inclusione ed equit\u00e0 nel sistema delle piattaforme.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 dir=\"auto\"><strong>A RightsCon 2023 uno sguardo all&#8217;economia digitale attraverso una lente cooperativa<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Marted\u00ec 6 giugno alle ore 10.15 ha avuto luogo\u00a0alla sessione <strong>&#8220;The digital economy through a cooperative lens&#8221;<\/strong> organizzata nel quadro della dodicesima edizione di <strong><a href=\"https:\/\/www.rightscon.org\">RightsCon<\/a>,<\/strong> il principale vertice mondiale sui diritti umani nell&#8217;era digitale che quest&#8217;anno si svolger\u00e0 a San Jos\u00e9, in Costa Rica.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Ad oggi, <strong>le sfide dell&#8217;economia delle piattaforme<\/strong> e la sua amplificazione di un rapporto di <strong>potere squilibrato tra aziende e lavoratori<\/strong> sono state ben documentate da ricercatori, funzionari pubblici e movimenti dei lavoratori. Poich\u00e9 molti di questi problemi derivano dai modelli di business utilizzati da queste piattaforme, sta emergendo l&#8217;imperativo di promuovere modelli alternativi che tengano conto dei bisogni, delle priorit\u00e0 e del benessere dei lavoratori, oltre a stabilire principi di giustizia, inclusione ed equit\u00e0. Durante la sessione i cooperatori hanno discusso sull&#8217;uso del modello cooperativo e, in particolare, sul fenomeno crescente delle <strong>piattaforme cooperative<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sessione \u00e8 iniziata con un&#8217;introduzione ai principi cooperativi e alla loro utilit\u00e0 nella moderna economia digitale. I relatori hanno poi illustrato le loro esperienze di creazione e sviluppo di cooperative di piattaforma, i problemi che hanno dovuto affrontare nel tentativo di farlo e come hanno superato queste sfide. Infine, divisi in gruppi, i partecipanti hanno svolo un esercizio per tracciare i potenziali percorsi che potrebbero essere seguiti per creare e diffondere i principi cooperativi e le piattaforme cooperative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hanno moderato l&#8217;incontro Aman Nair e Emma Howard di <a href=\"https:\/\/www.uk.coop\"><strong><span class=\"xt0psk2\">Co-operatives UK<\/span><\/strong><\/a> che si sono confrontati con Heira Hardiyanti di <span class=\"xt0psk2\"><a href=\"https:\/\/www.mycoolclass.com\/it\/\">MyCoolClass<\/a>, Manu Chopra della <a href=\"https:\/\/karya.in\">Fondazione Karya<\/a><\/span>\u00a0e <span class=\"xt0psk2\">Francesca Martinelli di <a href=\"https:\/\/docservizi.retedoc.net\">Doc Servizi<\/a>. A seguire gli interventi di Francesca Martinelli.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Combinare economia digitale e prospettiva cooperativa: la nascita delle cooperativismo di piattaforma<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad oggi, \u00e8 in corso un ricco dibattito su <strong>modi alternativi di gestire le piattaforme digitali<\/strong> e garantire la protezione e l&#8217;impegno di lavoratori e consumatori. Tra le alternative, troviamo anche il <strong>&#8220;platform cooperativism&#8221;<\/strong> (&#8220;cooperativismo delle piattaforme&#8221;). Questo neologismo \u00e8 stato introdotto per la prima volta dallo studioso e attivista <strong>Trebor Scholz<\/strong> nel 2014. Il suo principio fondamentale era quello di replicare le fondamenta tecnologiche di piattaforme come Uber, TaskRabbit, Airbnb o UpWork, riconfigurandole attraverso <strong>modelli alternativi di propriet\u00e0<\/strong>,<strong> come le cooperative<\/strong>, e ridefinendo concetti come innovazione ed efficienza a beneficio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordiamo che una cooperativa \u00e8 un gruppo autogestito di individui che si uniscono volontariamente per realizzare obiettivi e aspirazioni economiche, sociali e culturali comuni attraverso imprese di propriet\u00e0 comune e controllate democraticamente. Allineando i principi e i valori della cooperazione con le piattaforme digitali, la tecnologia va oltre un vago sistema di matching e diventa uno strumento al servizio di lavoratori\/fornitori e consumatori. Infatti, <strong>una piattaforma cooperativa \u00e8 costituita da lavoratori, consumatori o enti che insieme decidono di fondare una cooperativa per avere la propriet\u00e0 condivisa dei mezzi di produzione &#8211; in questo caso, la piattaforma &#8211; e gestirla in modo democratico<\/strong> per servire i membri della cooperativa e la comunit\u00e0. Al centro c&#8217;\u00e8 la cooperativa e la tecnologia diventa uno strumento al servizio dei membri della cooperativa e della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La caratteristica principale di questo modello \u00e8 che in una cooperativa la piattaforma digitale \u00e8 di propriet\u00e0 dei membri della cooperativa, il che significa che c&#8217;\u00e8 una coincidenza tra proprietari e lavoratori. Per questo motivo, nelle piattaforme cooperative, le persone non sono sfruttate dalla piattaforma digitale, ma la controllano. I lavoratori hanno un <strong>controllo completo sui prodotti e servizi della piattaforma, sui prezzi e sulle tariffe, sulla governance e sull&#8217;uso dei dati personali<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13211 size-full\" src=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/economia-digitale-cooperativa-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/economia-digitale-cooperativa-1.jpeg 940w, https:\/\/www.centrostudidoc.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/economia-digitale-cooperativa-1-480x402.jpeg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 940px, 100vw\" \/><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Il ruolo dei principi e valori della e delle piattaforme cooperative nei paesi a basso e medio reddito<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Consideriamo ad esempio il <strong>lavoro informale<\/strong>. Sappiamo che a livello globale 2 miliardi di lavoratori sono coinvolti nell&#8217;economia informale, con il 70% di tutta l&#8217;occupazione informale nei Paesi in via di sviluppo ed emergenti. In tutto il mondo, <strong>le cooperative hanno dimostrato di poter contribuire in vari modi a trasformare le attivit\u00e0 non dichiarate in lavoro legalmente protetto<\/strong> e ad affrontare i problemi correlati. Solo per citare un&#8217;organizzazione globale tra le altre, questo \u00e8 stato riconosciuto anche dall&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 uno dei risultati positivi delle cooperative. Ma si sono anche dimostrate <strong>pi\u00f9 resilienti in tempi di crisi e offrono l&#8217;opportunit\u00e0 di raggiungere importanti obiettivi con poche risorse<\/strong>. Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 particolarmente importante, soprattutto nei Paesi con minori risorse. Le cooperative nascono soprattutto nelle aree povere. Perch\u00e9 se si hanno i soldi per raggiungere il proprio obiettivo, lo si fa da soli. Altrimenti, si \u00e8 maggiormente portati a lavorare con altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo contesto, <strong>l&#8217;introduzione della tecnologia in una cooperativa pu\u00f2 favorire l&#8217;organizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 in modi pi\u00f9 ottimizzati, trasparenti e democratic<\/strong>i. Inoltre, la piattaforma digitale potrebbe semplificare la redistribuzione della ricchezza tra i lavoratori, supportare la scala aziendale, mettere in contatto gig worker solitamente isolati e aiutare nella gestione di attivit\u00e0 lavorative discontinue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le lezioni che l&#8217;economia digitale pu\u00f2 imparare da una piattaforma cooperativa e da una cooperativa di dati<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>La prima lezione \u00e8 che <strong>le cooperative mettono le persone al centro della piattaforma<\/strong>. Quando i lavoratori fondano una cooperativa, la organizzano naturalmente per evitare lo sfruttamento e optano per condizioni di lavoro legali e sicure, con tariffe migliori di quelle di mercato e assicurazioni specifiche. E se diventano dipendenti, accedono anche alle relative tutele e agli strumenti di sicurezza sociale. Questo pu\u00f2 essere legato anche al fatto che i lavoratori, tipicamente isolati nella gig economy, possono negoziare condizioni di lavoro migliori unendosi alle cooperative e, quando diventano dipendenti, esercitano anche i loro diritti sindacali e sono protetti da contratti collettivi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La seconda lezione \u00e8 che <strong>le cooperative applicano un modello economico specifico<\/strong>. Il modello economico delle cooperative di piattaforma non si basa sull&#8217;intermediazione, ovvero sull&#8217;estrazione di valore dalla relazione instaurata sulla piattaforma. Si basa invece sulla disintermediazione, dove il plusvalore generato ricade sui proprietari della piattaforma &#8211; nel caso di una cooperativa, sui lavoratori e sui consumatori. Questo preclude le possibilit\u00e0 di speculazione e la ricchezza viene ridistribuita una volta coperti i costi di gestione mutualizzati.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La terza lezione \u00e8 che <strong>le cooperative di piattaforma tendono a fare un uso etico della tecnologia<\/strong>, senza trasferire le responsabilit\u00e0 gestionali dagli esseri umani ad algoritmi opachi. L&#8217;organizzazione del lavoro \u00e8 collettiva e la tecnologia \u00e8 spesso utilizzata per ottimizzare le procedure, sostenere l&#8217;autoimprenditorialit\u00e0 e tracciare il lavoro, invece di creare classifiche o responsabilit\u00e0 opache in un rapporto di lavoro. Questo \u00e8 anche il motivo per cui le piattaforme cooperative di solito utilizzano i dati in modo trasparente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<h3><strong>Il ruolo di una comunit\u00e0 per costruire un futuro in cui i principi di cooperazione siano la norma nell&#8217;economia digitale<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Alla fine di marzo mi trovavo a San Jos\u00e9 per la prima conferenza sulle piattaforme cooperative e per il lancio di un incubatore dedicato in Costa Rica. Con un gruppo di lavoro di esperti costituito da Ana Aguirre, coordinatrice della rete giovanile dell&#8217;<strong>Alleanza Internazionale delle Cooperative<\/strong>, abbiamo riflettuto su come garantire un futuro alle cooperative in Costa Rica che valorizzano l&#8217;uso delle piattaforme.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La conclusione delle nostre riflessioni \u00e8 che sono necessarie due azioni principali per sostenere questo modello.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>In primo luogo, <strong>\u00e8 fondamentale creare un quadro giuridico adeguato per la creazione di cooperative<\/strong>. Ad esempio, in Costa Rica ci vogliono circa 22 giorni e solo due persone per creare una societ\u00e0, ma ci vogliono tre anni e pi\u00f9 di 10 persone per creare una cooperativa. Questo \u00e8 chiaramente un grosso limite alla creazione di nuove cooperative, perch\u00e9 le persone scelgono invece di costruire delle Srl. E come in Costa Rica, in molti Paesi del mondo non esistono leggi adeguate per creare e sostenere le cooperative.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>In secondo luogo, le piattaforme gestite da multinazionali portano alla precariet\u00e0 del lavoro, gestiscono gli algoritmi in modo non trasparente, monopolizzano il mercato, portano alla concentrazione e all&#8217;estrazione dei profitti, si appropriano dei dati&#8230; Questo contesto rende difficile per le cooperative entrare nel mercato delle piattaforme, anche perch\u00e9 subiscono il dumping delle grandi piattaforme. Per tutti questi motivi, <strong>per sostenere la nascita, la creazione e lo sviluppo delle cooperative di piattaforme \u00e8 necessaria anche una concorrenza leale e condizioni di parit\u00e0 tra le piattaforme<\/strong>. Un esempio di tale regolamentazione \u00e8 rappresentato dalla Commissione europea, che dal 2020 sta lavorando alla direttiva sul lavoro nelle piattaforme digitali.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;economia digitale porta con s\u00e9 molte sfide: una sessione di RightsCon ha approfondito il ruolo che una prospettiva cooperativa pu\u00f2 avere nel reintrodurre principi di giustizia, inclusione ed equit\u00e0 nel sistema delle piattaforme. 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