{"id":13158,"date":"2023-05-05T17:43:40","date_gmt":"2023-05-05T15:43:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/?p=13158"},"modified":"2023-05-05T17:44:45","modified_gmt":"2023-05-05T15:44:45","slug":"gender-pay-gap-in-ue-nuova-direttiva-sulla-trasparenza-retributiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudidoc.org\/index.php\/2023\/05\/05\/gender-pay-gap-in-ue-nuova-direttiva-sulla-trasparenza-retributiva\/","title":{"rendered":"Gender pay gap: in UE nuova direttiva sulla trasparenza retributiva"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 3<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><i style=\"font-weight: 400;\">La nuova direttiva dell&#8217;UE mira a combattere la discriminazione retributiva e contribuire a colmare il gender\u00a0<\/i><i>pay<\/i><i style=\"font-weight: 400;\">\u00a0gap in UE, ovvero il divario retributivo di genere. In base alle nuove norme, le imprese dell&#8217;UE saranno tenute a fornire informazioni sulle retribuzioni e a intervenire se il divario retributivo di genere supera il 5%.<\/i><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il gender pay gap in UE<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nell&#8217;UE, <strong>le donne guadagnano in media il 13% in meno dei loro colleghi maschi<\/strong> e il divario retributivo di genere \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato nell&#8217;ultimo decennio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sebbene questa differenza possa essere attribuita a una serie di fattori, la discriminazione retributiva \u00e8 riconosciuta come uno dei principali ostacoli al raggiungimento della parit\u00e0 retributiva tra i sessi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il divario retributivo <strong>espone le donne a un rischio maggiore di povert\u00e0 e contribuisce al divario pensionistico<\/strong> dell&#8217;UE, che nel 2018 si \u00e8 attestato intorno al 30%.<\/p>\n<h3><strong>La nuova direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni<\/strong><\/h3>\n<p>Il 24 aprile 2023, il Consiglio dell&#8217;Unione europea ha adottato <strong>nuove regole per combattere la discriminazione retributiva e contribuire<\/strong> a colmare il divario retributivo di genere nell&#8217;UE.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il<strong> diritto alla parit\u00e0 di retribuzione tra uomini e donne<\/strong> per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore \u00e8 <strong>sancito dall&#8217;articolo 157 del TFUE<\/strong> e dalla direttiva sulla parit\u00e0 di retribuzione 2006\/54\/CE. Nonostante questo, l&#8217;attuazione e l&#8217;applicazione di questi principi si sono sempre rivelate difficili. In parte, ci\u00f2 \u00e8 legato al fatto che la discriminazione retributiva spesso non \u00e8 rilevata proprio a causa della mancanza di trasparenza retributiva, che impedisce alle vittime di sporgere denuncia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La trasparenza delle retribuzioni di genere \u00e8 stata inserita come <strong>priorit\u00e0 fondamentale nella Strategia dell&#8217;UE per la parit\u00e0 di genere 2020-2025<\/strong> e il 4 marzo 2021 la Commissione ha pubblicato la sua proposta di direttiva. Il Parlamento europeo e il Consiglio, sotto la presidenza ceca, hanno raggiunto un accordo politico il 15 dicembre 2022. Il Parlamento europeo ha adottato la direttiva nella sessione plenaria del 30 marzo 2022.<\/p>\n<p>In base alla direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, le aziende dell&#8217;UE saranno tenute a f<strong>ornire informazioni su quanto le donne e gli uomini sono pagati per un lavoro di pari valore<\/strong> e a prendere <strong>provvedimenti se il divario retributivo di genere supera il 5%<\/strong>.\u00a0La nuova direttiva contiene anche disposizioni sul <strong>risarcimento delle vittime di discriminazioni retributive<\/strong>, nonch\u00e9 sanzioni, tra cui multe, per i datori di lavoro che non si adeguano.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>I datori di lavoro dovranno fornire informazioni sullo stipendio e i livelli salariali\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In base alle nuove norme, i datori di lavoro saranno obbligati a fornire alle persone in cerca di lavoro <strong>informazioni sullo stipendio iniziale o sulla fascia salariale<\/strong> <strong>dei posti vacanti<\/strong> pubblicati, inserendole nel relativo avviso di posto vacante o comunicandole prima del colloquio di lavoro. Ai datori di lavoro sar\u00e0 inoltre vietato chiedere ai candidati informazioni sui salari percepiti nei rapporti di lavoro attuali o precedenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una volta assunti, i lavoratori e le lavoratrici avranno il diritto di chiedere ai loro datori di lavoro informazioni sui livelli salariali medi, suddivisi per genere, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Avranno inoltre <strong>accesso ai criteri<\/strong> utilizzati per determinare la retribuzione e la progressione di carriera, <strong>che devono essere oggettivi e neutri rispetto al genere<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Contro il gender pay gap in UE anche l&#8217;obbligo di rendicontazione<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le <strong>aziende con pi\u00f9 di 250 dipendenti<\/strong> saranno obbligate a riferire annualmente all&#8217;autorit\u00e0 nazionale competente il divario retributivo di genere all&#8217;interno della loro organizzazione. Per le aziende pi\u00f9 piccole (inizialmente quelle con pi\u00f9 di 150 dipendenti), <strong>l&#8217;obbligo di rendicontazione sar\u00e0 triennal<\/strong>e.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se il rapporto mostra un <strong>divario retributivo superiore al 5%<\/strong> che non pu\u00f2 essere giustificato sulla base di criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere, le aziende saranno obbligate ad agire effettuando una valutazione congiunta delle retribuzioni in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori.<\/p>\n<p>Inoltre, la direttiva disciplina anche la <strong>discriminazione intersezionale<\/strong>. Tale discriminazione si basa su una combinazione di pi\u00f9 forme di disuguaglianza o svantaggio, come il genere e l&#8217;etnia o la sessualit\u00e0.\u00a0Per la prima volta, viene <strong>inclusa nel campo di applicazione delle nuove norme<\/strong>. La direttiva contiene anche disposizioni per garantire che si tenga conto delle esigenze delle persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Risarcimenti e sanzioni<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In base alla nuova direttiva, i lavoratori che hanno subito discriminazioni retributive basate sul genere possono ottenere un <strong>risarcimento<\/strong>, compreso il pieno recupero degli stipendi arretrati e dei relativi bonus o pagamenti in natura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sebbene l&#8217;onere della prova nei casi di discriminazione retributiva sia sempre stato a carico del lavoratore, ora <strong>spetter\u00e0 al datore di lavoro dimostrare di non aver violato le norme UE<\/strong> sulla parit\u00e0 di retribuzione e sulla trasparenza delle retribuzioni. In caso di violazione, le sanzioni dovranno essere efficaci, proporzionate e dissuasive e comporteranno multe.<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>I prossimi passi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni entrer\u00e0 in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell&#8217;UE. Successivamente, <strong>gli Stati membri dell&#8217;UE avranno tre anni di tempo per &#8220;recepire&#8221; la direttiva<\/strong>, adeguando la propria legislazione nazionale alle nuove norme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova direttiva dell&#8217;UE mira a combattere la discriminazione retributiva e contribuire a colmare il gender\u00a0pay\u00a0gap in UE, ovvero il divario retributivo di genere. In base alle nuove norme, le imprese dell&#8217;UE saranno tenute a fornire informazioni sulle retribuzioni e a intervenire se il divario retributivo di genere supera il 5%. 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