A EUSES 2021 confronto tra modelli innovativi di cooperazione che sostengono la dignità del lavoro

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La Fondazione Centro Studi Doc ha organizzato nel quadro di EUSES un seminario dedicato al confronto tra Doc Servizi, Smart Belgium e Coopaname. Sono tre modelli innovativi di cooperazione che in Europa garantiscono l’opportunità di lavorare in modo dignitoso ai lavoratori non-standard.

modelli innovativi cooperazione

EUSES 2021

Il 26 e 27 maggio 2021 si è svolto a Mannheim (Germania) in versione digitale, l’European Social Economy Summit, il vertice sull’economia sociale europea (EUSES). Il vertice è organizzato ogni anno dalla Commissione europea con il sostegno del Ministero federale tedesco per la famiglia, gli anziani, le donne e la gioventù. L’obiettivo del summit è di mettere in contatto i policy maker con gli attori dell’economia sociale e fornire prospettive e intuizioni sul presente e il futuro dell’economia sociale.

L’evento ha riunito più di 2.500 partecipanti provenienti da oltre 300 realtà. I partecipanti hanno rappresentato la ricca diversità dell’economia sociale in Europa in più di 80 incontri, tra tavole rotonde, keynote, sessioni, podcast.

I partecipanti hanno discusso di digitalizzazione, innovazione sociale e collaborazione transfrontaliera. Inoltre, hanno avuto l’opportunità di aumentare la visibilità dell’economia sociale e delle politiche di impresa sociale scambiando buone pratiche e success stories.

modelli innovativi cooperazione

L’incontro organizzato dal Centro Studi Doc sui modelli innovativi di cooperazione in Europa

Giovedì 27 maggio alle ore 10 si è svolto il seminario “Modelli innovativi di cooperative di proprietà dei lavoratori per lavorare in modo dignitoso in Europa” organizzato dalla Fondazione Centro Studi Doc nel quadro di EUSES.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di presentare una ricerca che mette a confronto i modelli delle cooperative Doc Servizi (Italia), Smart Belgique (Belgio) e Coopaname (Francia). A presentare i risultati della ricerca sono state:

  • Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc
  • Sarah de Heusch, Public Affairs Officer di Smart
  • Raffaella Toncelli, Socio e Membro di Coopaname

A moderare l’incontro è stata Mila Shamku, Advocacy Coordinator di CECOP, la rete europea delle cooperative di lavoro.

Il confronto tra modelli innovativi di cooperazione in Europa

Il lavoro non-standard rispetto a quello standard (a tempo indeterminato, a tempo pieno, contratto di lavoro) si sta diffondendo sempre di più anche in Europa, con i lavoratori atipici che soffrono di condizioni di lavoro in continuo deterioramento, spesso senza poter accedere ai sistemi di protezione sociale esistenti.

In questo contesto, sono nati modelli innovativi di cooperative di produzione e lavoro per fornire soluzioni ai bisogni dei lavoratori. Tali cooperative infatti hanno l’obiettivo di garantire posti di lavoro di qualità ma anche portare la proprietà nelle mani dei lavoratori. Ciò implica una più equa distribuzione della ricchezza all’interno della comunità.

I modelli cooperativi che sono stati presentati durante il seminario, ovvero Smart, Doc Servizi e Coopaname, che provengono rispettivamente da Belgio, Francia e Italia. Anche se le cooperative operano in modi diversi dato che provengono da storie e paesi diversi, esse presentano alcuni elementi in comune:

  • Le cooperative migliorano le condizioni di lavoro e l’occupazione dei lavoratori non-standard tramite servizi condivisi (servizi amministrativi, uffici condivisi, formazione, ecc.).
  • I soci mantengono flessibilità e indipendenza e ottengono allo stesso tempo accesso alle protezioni sociali. I soci, di solito freelance, possono mantenere la loro autonomia e flessibilità nella gestione della propria attività ma attraverso la cooperativa hanno accesso a un reddito migliore, sicurezza sul lavoro e protezioni sociali.
  • Le cooperative supportano lo sviluppo delle singole attività e la creazione di comunità.
  • Attraverso la cooperativa, i lavoratori possono avere una voce collettiva ed esercitare i loro diritti sindacali – è noto infatti che i lavoratori non-standard sono molto poco sindacalizzati.

I policy pointers presentati da CECOP

Richieste per gli Stati membri:

  • fornire un quadro giuridico adeguato per le cooperative dei lavoratori e lo status di socio lavoratore con le caratteristiche dei lavoratori standard;
  • garantire ai lavoratori atipici l’accesso a un’adeguata protezione sociale indipendentemente dal tipo e dalla durata del loro rapporto di lavoro;
  • riclassificare i lavoratori autonomi dipendenti come dipendenti all’interno del quadro istituzionale appropriato;
  • fornire supporto per soluzioni e sperimentazioni cooperative per lavoratori non-standard e autonomi.

Richieste per Commissione europea e Stati membri:

  • promuovere risposte e sperimentazioni cooperative come strumenti per lavorare in modo dignitoso;
  • considerare le esigenze delle cooperative nei meccanismi di sostegno alle imprese e garantire la disponibilità e l’adeguatezza dei finanziamenti;
  • riconoscere le attività economiche dei freelance all’interno delle cooperative, come microimprese come definito dalla Commissione Europea (Raccomandazione UE 2003/361) e quindi distinguerle dalla cooperativa globale quando si tratta di sostegno economico (anche per quanto riguarda il De Minimis Regola);
  • prestare particolare attenzione al lavoro e all’impiego di lavoratori indipendenti;
  • fornire supporto alle cooperative di lavoratori atipici che affrontano la crisi del Covid-19.

Bibliografia essenziale