Workers buyout: accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Alleanza Cooperative per promuoverlo

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L’accordo firmato tra le centrali cooperative e Cgil, Cisl e Uil rafforza l’impegno congiunto per diffondere e rafforzare i workers buyout cooperativi in Italia.

Workers buyout: l’accordo

Lo scorso 20 gennaio le tre centrali cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop hanno sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. L’obiettivo è quello di sostenere la diffusione e il rafforzamento dei workers buyout (WBO) cooperativi. L’accordo vuole siglare l’inizio di un nuovo fronte comune da parte dei firmatari e dà così seguito all’Accordo Interconfederale del 12 dicembre 2018.

L’Accordo riconosce nel modello di impresa cooperativa una risposta alla più generale questione del lavoro in Italia e nei WBO uno dei modi per affrontare crisi aziendali, complessi ricambi generazionali e situazioni legate al riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata. La legge di Bilancio 2021, oltre a rafforzare i fondi a sostegno di iniziative di WBO, introduce anche l’ipotesi di aziende i cui titolari intendano trasferirle ai lavoratori a prescindere dalla sussistenza di uno stato di crisi.

Le parti si impegnano a condividere strategie dal punto di vista istituzionale, informativo e formativo per promuovere progetti di WBO, anche attraverso il monitoraggio delle situazioni di crisi aziendale. Concretamente, queste azioni saranno portate avanti attivando a livello territoriale reti di consulenti, centri servizi, sportelli e strumenti di analisi al fine di verificare la fattibilità e la sostenibilità dei progetti di recupero d’impresa.

L’Accordo è accompagnato da un vademecum. Nel vademecum si trovano il quadro normativo di riferimento, le opportunità di finanziamento e le azioni comuni che organizzazioni sindacali e centrali cooperative possono mettere in campo per attivare progetti di WBO.

workers buyout

Workers buyout

In Italia il workers buyout è sostenuto dalla Legge Marcora. La Legge Marcora, L. 49 del 27/02/1985, ha istituito un Fondo destinato alla salvaguardia dell’occupazione attraverso la formazione di imprese cooperative tra dipendenti di aziende in crisi.

Oltre alla soluzione di crisi, il WBO può essere utilizzato anche in altri contesti. Il WBO può infatti risolvere complessi ricambi generazionali, situazioni legate alla necessità di utilizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata. Ancora si può utilizzare quando i cui titolari di aziende hanno intenzione di trasferirle ai lavoratori a prescindere dalla sussistenza di uno stato di crisi. La forza del WBO è che garantisce una soluzione di forte coinvolgimento dei lavoratori nella vita e nella gestione dell’impresa, realizzando concretamente il protagonismo nel lavoro.

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