Audizione alla Camera: riforma dello spettacolo in vista

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I deputati hanno risposto positivamente alle proposte emerse durante l’audizione alla Camera su lavoro e previdenza nello spettacolo svoltasi mercoledì 21 ottobre.

audizione spettacolo camera

L’audizione su lavoro e previdenza nello spettacolo alla Camera: i temi principali

Mercoledì 21 ottobre le Commissioni congiunte Cultura e Lavoro della Camera hanno continuato le audizioni iniziate ormai oltre un anno fa sul lavoro e la previdenza nello spettacolo. Durante questa terza indagine, i deputati hanno incontrato in videoconferenza l’Associazione italiana danza attività di produzione (Aidap), l’Associazione teatri italiani privati (Atip), il Forum Arte e Spettacolo (FAS) e Sos Musicisti.

Per il Forum Arte e Spettacolo è intervenuta Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc e negli ultimi mesi anche referente del tavolo riforme del FAS.

Tutti gli auditi hanno messo l’accento sull’emergenza che sta vivendo il settore spettacolo, chiedendo aiuto e sostegno. I deputati intervenuti hanno affermato che si impegneranno a sostenere il settore in questo periodo.

Chiara Chiappa

Chiara Chiappa, oltre ad aver evidenziato alcune richieste del settore per l’emergenza, si è concentrata soprattutto sulle proposte di riforma elaborate dal Forum Arte e Spettacolo.

A questo link trovate l’intervento completo di Chiara Chiappa all’audizione alla Camera sulla spettacolo.

Se invece volete vedere tutta l’audizione, che dura circa due ore, la trovate a questo link.

I deputati hanno risposto positivamente alle richieste di riforma dello spettacolo

I vari punti presentati dalla referente del tavolo riforme sono stati in varie parti accolti e ripresi dai deputati anche nei loro interventi.

Federico Mollicone (Fratelli D’Italia) individua in un Ddl sul settore artistico collegato alla NADEF il luogo dove si potrebbe attuare la riforma dell’aspetto pensionistico e di tutto quello che serve a salvare una filiera che è allo stremo. Aggiunge anche che hanno depositato già a luglio una proposta di riforma del FUS, ridenominato Fondo delle Arti Nazionali, e per la rivalorizzazione della danza. Riconosce anche l’opportunità di abbassare l’IVA per i prodotti dello spettacolo.

Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) insiste sul puntare l’attenzione sul tema della riforma. Il rischio di concentrasi solo sull’emergenza è di perdere di vista le difficoltà strutturali del settore che invece vanno assolutamente affrontate.

Gli elementi di riforma del sistema vanno costruiti qui ed ora perché altrimenti il rischio è di continuare a inseguire l’emergenza, che purtroppo non sappiamo quando finirà, senza arrivare ad affrontare alcuni nodi essenziali che tra l’altro sono condivisi e indiscutibili: accesso universale a diritti e tutele, strumento di tutela del reddito per intervenire sulle condizioni di intermittenza, che è strutturale al settore, intervenire sul tema del sommerso.

Anche Alessandra Carbonaro (Movimento 5 Stelle) concorda sul bisogno di normare l’intermittenza, come accade già in tanti stati europei, ad esempio inserendo nel computo delle giornate le prove. Insiste, inoltre, sull’urgenza di intervenire anche sull’indennità di malattia per renderla immediatamente accessibile. Intervenire su questi aspetti significa fare già dei passi avanti sia per il sostegno immediato che per la riforma del settore, assolutamente necessaria.

Il Covid-19 è stata un’accelerazione delle disuguaglianze: improvvisamente si è accelerata una situazione che già era grave. Con questa Commissione congiunta stiamo prendendo il mandato di attuare la riforma necessaria e alla fine delle audizioni elaboreremo un documento programmatico con indicazioni chiare per il Governo su temi fondamentali come previdenza, contratti, FUS, …

Flavia Piccoli Nardelli (Partito Democratico) riconosce il lavoro congiunto di Commissioni congiunte lavoro e cultura ha permesso di chiarire bene il funzionamento del settore spettacolo. Ha poi aggiunto che se il Covid-19 ha esasperato le situazioni, adesso è necessario tirare le somme e capire quali ipotesi formulare per farne oggetto di proposte di legge e di intervento operativi. Per questo ha chiesto agli auditi se hanno indicazioni specifiche, soprattutto sui contratti, per capire anche come fare poi delle ipotesi diverse. Ha alla fine confermato il sostegno del PD per il settore.

Michele Nitti (Movimento 5 Stelle) ha ricordato che lo scopo dell’indagine è proprio di arrivare quanto prima a una soluzione normativa per arginare le criticità che affliggono il settore dello spettacolo.

A presiedere l’indagine è stata Debora Serracchiani (Partito Democratico), presidente dell’XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato alla Camera. Nel corso dell’audizione, la deputata ha richiamato l’attenzione sui 5,3 miliardi di euro che fanno parte del cosiddetto “tesoretto” INPS dello spettacolo. Il “tesoretto” nasce perché a fronte delle contribuzioni pagate dai lavoratori dello spettacolo, i lavoratori faticano ad accedere per varie ragioni alle protezioni sociali (a questo link trovate un approfondimento su questo tema). La Serracchiani ha invitato gli auditi a immaginare come utilizzare questi fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo.

In generale, gli interventi dei deputati hanno mostrato l’intenzione di arrivare finalmente alla riforma del settore tanto auspicata da tutti gli operatori dello spettacolo. Un bisogno noto già da ben prima che la crisi Covid-19 ne evidenziasse le criticità.

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