Posti di lavoro vacanti: in calo solo se il lavoratore sceglie l’impresa

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Nel nuovo libro di Pietro Ichino, L’intelligenza del lavoro, il gius-lavorista riflette sul tema dei posti di lavoro che restano vacanti.

Come mai in Italia ci sono tanti posti di lavoro vacanti?

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L’elevato numero di posti vacanti non è solo legato alla difficoltà di mettere contatto domanda e offerta. Si tratta anche della capacità da parte delle imprese di essere attrattive. L’attrattività si traduce anche nella capacità di raccogliere la progettualità dei singoli attori che compongono il mercato del lavoro. L’intelligenza del lavoro è allora la dimensione che tiene conto di tutti gli aspetti dell’impiego, incluso il desiderio personale di scegliere una determinata impresa.

Per un mercato del lavoro in cui siano anche i lavoratori a scegliere l’impresa sono indispensabili un buon servizio di orientamento professionale, un vero e proprio diritto soggettivo alla formazione efficace (che implica il monitoraggio capillare della sua qualità) e un investimento robusto su politiche attive del lavoro di nuova generazione.

Secondo Ichino, i sindacati assumono un ruolo fondamentale per svolgere al meglio queste attività. Le organizzazioni sindacali attraverso la contrattazione aziendale e territoriale decentrata possono contribuire a migliorare l’incontro tra domanda e offerta. Con l’aiuto del sindacato l’impresa può diventare un luogo che incontra la progettualità del lavoratore.

Recensioni del libro

È online la recensione de L’intelligenza del lavoro a cura di Paolo Gubitta, professore di Organizzazione aziendale all’Università di Padova, pubblicata il 30 settembre sul Corriere Veneto

È online anche la recensione del libro a cura di Raoul Nacamulli, professore di Organizzazione aziendale all’Università di Milano-Bicocca, in corso di pubblicazione sulla Harvard Business Review Italia.

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