Coronavirus e lavoratori dello spettacolo: l’Inps spiega come chiedere gli ammortizzatori

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Tempo di lettura: 3 minuti

Giovedì 12 marzo l’Inps ha emanato le istruzioni con la causale per chiedere il FIS e la cassa integrazione per coronavirus: ma quali sono gli ammortizzatori a cui hanno accesso i lavoratori dello spettacolo?

Gli ammortizzatori ad ora disponibili per i lavoratori dello spettacolo

Giovedì 12 marzo l’Inps ha emanato le istruzioni per chiedere il FIS e la cassa integrazione per coronavirus. Con la prospettiva di 8 miliardi persi in tutto il mondo dello spettacolo e della cultura e circa 340.000 professionisti fermi, a seguire una panoramica degli ammortizzatori che possono essere utilizzati dai lavoratori dello spettacolo.

In questi giorni, anche grazie al lavoro di Legacoop, che ha portato le istanze dei lavoratori precari del settore dello spettacolo e della cultura, nelle Regioni Veneto ed Emilia Romagna è stata prevista per la prima volta l’erogazione della Cassa Integrazione in deroga anche ai lavoratori intermittenti dello spettacolo, che non possono accedere al FIS, in base alla media di giornate effettivamente lavorate negli ultimi tre mesi.

Nel decreto che dovrebbe vedere la luce venerdì 13 marzo, dove verranno destinati all’emergenza 25 miliardi di euro, la Fondazione Centro Studi Doc si attende che venga ampliata l’erogazione della cassa in deroga. In particolare, per lavoratori intermittenti di tutto il territorio italiano, per un periodo più lungo dei tre mesi e soprattutto con una dotazione economica più sostanziosa di quanto deliberato dalle Regioni.

Per i lavoratori autonomi è stata deliberata l’erogazione di un assegno di 500 euro al mese durante il periodo di emergenza. Dal decreto di venerdì 13 marzo la Fondazione si aspetta sia chiarito che le misure previste per i lavoratori autonomi D.L. n.9 02/03/2020 art. 16 valgano anche per i lavoratori autonomi con gestione Inps ex-Enpals con ingaggi a partire dalla data del 23 febbraio.

L’accordo sindacale delle cooperative Doc Servizi e Doc Educational per dare accesso agli ammortizzatori ai soci lavoratori

In queste settimane, Doc Servizi, la più grande cooperativa di spettacolo in Italia, ha lavorato costantemente con le Istituzioni per portare l’attenzione sul settore dello Spettacolo e riuscire così ad aiutare i soci della cooperativa.

A partire da questa esigenza di supporto ai soci, la Fondazione Centro Studi Doc ha attivato la mobilitazione a favore dei lavoratori dello spettacolo. Un’attività che si è tradotta nell’invio di due appelli per le tutele dei lavoratori e delle imprese dello spettacolo al Governo. La Fondazione ha poi creato la petizione change.org/SosteniamoLavoratoriSpettacolo che ormai ha superato i 35.000 firmatari. Gli appelli sono anche sostenuti da oltre 160 imprese e organizzazioni dello spettacolo.

In questo contesto, Doc Servizi e Doc Educational, cooperativa sociale composta prevalentemente da insegnanti di musica,  lo scorso venerdì 6 marzo hanno firmato un accordo sindacale per erogazione di FIS o Cassa in deroga per tutti i lavoratori che avranno una sospensione dal lavoro. L’obiettivo è di aiutare e tutelare i soci delle Cooperative in attesa della ripresa delle attività.

In attesa del nuovo decreto del Governo, questo significa che i soci intermittenti di tutto il territorio italiano avranno diritto al FIS o all’indennità della cassa in deroga, quindi saranno senz’altro protetti. Per ora, in base alle direttive di Regione Veneto ed Emilia-Romagna. Anche se non ci fosse necessità per decreto dell’accordo sindacale per avere accesso agli ammortizzatori, Doc Servizi e Doc Educational avevano deciso di siglare l’accordo in tempi rapidissimi per concertare le misure migliori da adottare e proteggere così i lavoratori e le loro famiglie.

L’accordo è stato siglato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e la direzione Doc Servizi e Doc Educational con l’assistenza di Legacoop e dello studio Metis di Consulenza del lavoro.

Moltiplica la musica: il valore del lavoro tracciato anche nello spettacolo

Emerge in questi giorni con chiarezza l’importanza del lavoro svolto alla luce del sole e in regola. Soprattutto in un contesto come quello dello spettacolo in cui il lavoro non tracciato è tantissimo. Una recente ricerca della Fondazione Centro Studi Doc mostra infatti che solo il sommerso nel settore della musica live si aggira tra i 3 e i 5 miliardi di euro. Una somma che racchiude non solo le tasse e i contributi non pagati, ma anche giornate di lavoro che non vengono riconosciute e che quindi in questo momento non possono dare accesso a diritti e tutele.

Proprio per affrontare questa situazione, alla Milano Music Week dello scorso novembre la Fondazione Centro Studi Doc aveva lanciato la campagna Moltiplica la musica. Una campagna che promuove proposte di riforma per moltiplicare gli investimenti in musica e cultura, contrastare l’evasione fiscale e tutelare dignità e diritti dei lavoratori dello spettacolo, inclusi i giovani talenti.

Moltiplica la musica ha raccolto proposte per ottenere, da una parte, il riconoscimento dello status giuridico dei lavoratori dello spettacolo con conseguenti diritti previdenziali, giuridici e fiscali e, dall’altra parte, il sostegno al mercato della musica con incentivi e controlli.

Nel contesto drammatico di oggi, Moltiplica la musica è una campagna che mostra tutta la sua attualità insieme all’urgenza di riforma non solo del mondo della musica, ma dello spettacolo in generale. Una riforma che vada a favore sia dei lavoratori che delle imprese del settore.

Dobbiamo essere ottimisti perché lo Stato, ai cittadini che si fidano delle istituzioni e fanno la loro parte, restituisce il loro contributo in diritti e tutele.

Chiara Chiappa, presidente Fondazione Centro Studi Doc

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