Coronavirus: il decreto legge straordinario dimentica lo spettacolo

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Tempo di lettura: 4 minuti

Nel Decreto Legge contenente le misure straordinarie per affrontare il Coronavirus si dimentica lo spettacolo: la parola non è citata nemmeno una volta.

Il decreto legge straordinario

Nel Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9 contenente Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono indicate anche le azioni di sostegno per lavoratori e imprese della zona rossa. Il Governo ha deciso di stanziare per l’emergenza è stanziato un fondo di circa 417 milioni di euro per il 2020 e di 386 mila euro per il 2021. 

Il provvedimento accelera le procedure per Cassa integrazione ordinaria e Fondo di integrazione salariale per le imprese nelle zone rosse (art. 9). Per avere accesso alle procedure accelerate è sufficiente che i lavoratori risultino dipendenti dell’azienda al 23 febbraio. Inoltre, è data anche l’opportunità alle realtà prive di copertura di avere accesso alla Cassa in deroga. Vi è infine anche la possibilità di accedere alla cassa in deroga speciale per le aziende di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Il decreto legge straordinario introduce anche sospensioni e proroga di termini e di fondi a sostegno del lavoro privato che possano essere utilizzati nel corso di tre mesi (da art. 1 a 8). Sono infatti previsti il rinvio per la dichiarazione dei redditi precompilata e per adempimenti e versamenti. Previste anche numerose sospensioni. Per i termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione, i pagamenti delle utenze, il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, i premi per l’assicurazione obbligatoria. Il decreto presenta anche misure di favore anche per i beneficiari di mutui agevolati.

Il Governo pensa anche ai lavoratori indipendenti. Il decreto infatti prevede (art. 16) un’indennità ai lavoratori autonomi in gestione separata che consiste in nell’erogazione di 500 euro al mese durante il periodo di emergenza.

Nella disposizione è anche sottolineato (art. 18) che Consip fornirà maggiori risorse per il lavoro agile (es. tablet).

In ulteriori misure sono indicate le misure per fondi di varia natura (da art. 25 a art. 27). Il decreto risponde anche alle esigenze del turismo (art. 28) e del settore agricolo (art. 33). 

Quali misure utili per lo spettacolo?

Un decreto legge straordinario che tiene conto di numerosi aspetti ma che non fa nemmeno un riferimento al mondo dello spettacolo. Tanto che la parola “spettacolo” nel decreto non compare nemmeno una volta.

Solo in minima parte queste manovre sono applicabili al mondo dello spettacolo. Ad esempio, la Cassa integrazione in deroga può essere applicata ai locali di musica dal vivo, ma pur sempre con il limite delle zone rosse.

Invece per quanto riguarda le sospensioni e la proroga di termini e di fondi a sostegno del lavoro privato, il mondo dello spettacolo non è preso in considerazione. L’art. 8 in modo particolare decreta provvedimenti per il settore turistico-alberghiero: senza nessun cenno allo spettacolo!

Nel frattempo lo stato di emergenza imposto dal Coronavirus sta continuando a portare al rinvio e alla cancellazione di eventi ben oltre le zone rosse e gialle e con effetti anche nei mesi a venire. Ormai la situazione è disperata con decine di migliaia di realtà e di lavoratori che non hanno alcuna garanzia. I lavoratori dello spettacolo non solo sono senza lavoro, ma anche senza tutele. Allo stesso modo, per le imprese dello spettacolo non è garantito l’accesso alle misure di emergenza.

La conclusione è che i provvedimenti del decreto legge straordinario non sono sufficienti per dare adeguato supporto ai lavoratori dello spettacolo e alle imprese del settore.

Le richieste per i lavoratori dello spettacolo

Con riferimento al D.L. 2.3.2020 n.9 chiediamo al Governo per i lavoratori dello spettacolo:

  1. Chiediamo che l’indennità di malattia sia finalmente riconosciuta fin dal primo giorno, mentre ora è richiesto il versamento minimo di 100 giornate di contributi INPS dal gennaio dell’anno precedente: chiediamo semplicemente i diritti dei lavoratori degli altri settori.
  2. Chiediamo, per l’accesso alla Naspi, l’abolizione del “ticket” licenziamento in caso di licenziamento per giustificato motivo a causa della crisi Covid-19. 
  3. Chiediamo che l’indennità di disoccupazione Naspi sia riconosciuta agli intermittenti dello spettacolo per tutti i periodi di sospensione di attività, anche in costanza di rapporto di lavoro, per un periodo almeno pari a quello lavorato, considerando anche le giornate di lavoro per prove. 
  4. Chiediamo che l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) sia garantito anche ai lavoratori intermittenti e sia commissionato alle giornate di lavoro svolto durante l’anno precedente e non solo al lavoro cancellato nel primo periodo di crisi.
  5. Chiediamo che sia garantito l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) estendendolo ai lavoratori con meno di 90 giorni di anzianità con un unico committente, requisito quasi impossibile per chi non è socio dipendente di cooperative o di teatri stabili.
  6. Chiediamo che sia chiarito che le misure previste per i lavoratori autonomi valgano anche per i lavoratori autonomi con gestione Inps ex-Enpals.

Le richieste per le imprese dello spettacolo alla luce del decreto legge straordinario

In considerazione di quanto già deliberato, chiediamo al Governo che le misure straordinarie pensate per le imprese (da art. 1 a 8) valgano anche per le imprese dello spettacolo soggette a versamenti INPS ex Enpals (CSC 1.18.08 e 7.07.09. 1.12.10) e con copertura di tutto il territorio italiano. In particolare, chiediamo:

  1. Chiediamo che, così come già previsto per il settore turismo, anche per le imprese dello spettacolo, beneficiarie o meno del FUS, siano sospesi i versamenti delle imposte, delle ritenute e degli adempimenti tributari in scadenza nel periodo compreso dal 23 febbraio al 30 ottobre. 
  2. Chiediamo la sospensione delle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e quelli conseguenti ad accertamenti esecutivi.
  3. Chiediamo la proroga di tutti i versamenti IVA relativi alle fatture non incassate dai committenti fino al 30 ottobre 2020. 
  4. Chiediamo la definizione di misure di emergenza per l’accesso agevolato al credito e la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per un periodo coincidente col perdurare della crisi.
  5. Chiediamo l’attivazione della Cassa Integrazione in Deroga attraverso uno specifico Decreto Legge che ne renda fruibile l’accesso a tutti i settori colpiti dalla crisi e su tutto il territorio italiano.
  6. Cancellazione contributo addizionale NASPI e ticket licenziamento.
  7. Chiediamo che l’accesso alla Cassa in deroga, prevista anche per piccole realtà con meno di 5 dipendenti, sia esteso alle imprese dello spettacolo che operano sul tutto il territorio italiano.

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