Coronavirus: Appello per la tutela del lavoro nello spettacolo

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Coronavirus e mondo dello spettacolo: sempre più urgenti misure di tutela per il settore
25 Febbraio 2020
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Coronavirus: Appello per il supporto urgente alle imprese dello spettacolo
2 Marzo 2020
Tempo di lettura: 4 minuti

La Fondazione Centro Studi Doc lancia un appello che richiede il riconoscimento di status giuridico specifico e di tutele previdenziali per i lavoratori dello spettacolo. L’appello a favore dei lavoratori dello spettacolo è indirizzato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al presidente Inps.

L’appello della Fondazione Centro Studi Doc

In seguito alle straordinarie misure adottate per affrontare la diffusione del Coronavirus a livello nazionale stiamo assistendo alla cancellazione in tutto il Nord e Centro Italia di numerosi eventi culturali e di spettacolo: Assomusica ha valutato finora solo nello spettacolo dal vivo almeno10,5 milioni di minori entrate in 2 giorni.  

Purtroppo a causa dell’ansia generata dall’incertezza per una situazione mai vista prima, vengono annullati eventi e manifestazioni non solo nelle zone critiche e nel breve periodo ma in tutta Italia e per periodi indeterminati, per molte settimane o mesi ancora, con una perdita di introiti irrecuperabili nel tempo, senza nessun tipo di copertura o accesso al credito o dilazione di pagamenti.

Questa crisi di lavoro – che il D.C.M. del 25.2.2020 sembra voler risolvere con smart working e periodi di ferie   ha fatto emergere la scandalosa totale mancanza di riconoscimento e di rispetto per il lavoro di centinaia di migliaia di professionisti dello spettacolo, con discriminazioni previdenziali e reddituali indegne per una società fondata su una cultura millenaria.

lavoratori dello spettacolo chiedono finalmente uno status giuridico specifico, che preveda in primo luogo il riconoscimento delle tutele previdenziali per scongiurare l’abbandono della professione in caso di malattia o difficoltà di settore.

Si consideri che nonostante il lavoro nello spettacolo sia soggetto fin dal primo giorno di lavoro al pagamento di versamento di contributi INPS per la Malattia, per il FIS (Fondo d’Integrazione Salariale in caso di crisi), per la disoccupazione (Naspi), e che l’INPS disponga di un cospicuo e milionario fondo ex-Enpals, per i lavoratori che non sono assunti da fondazioni, cooperative o teatri importanti è quasi impossibile ottenere adeguate prestazioni.

Per questo chiediamo che siano riconosciuti con urgenza ai lavoratori dello spettacolo, anche attingendo ai fondi ex-Enpals, protezioni adeguate alla precarietà del settore. 

Riportiamo di seguito le richieste più urgenti per affrontare questa crisi, considerando tutto il territorio oggetto del D.P.C.M. 25.02.2020:

  1. Chiediamo che l’indennità di malattia sia finalmente riconosciuta fin dal primo giorno, mentre ora è richiesto il versamento minimo di 100 giornate di contributi INPS dal gennaio dell’anno precedente: chiediamo semplicemente i diritti dei lavoratori degli altri settori.
  2. Chiediamo, per l’accesso alla Naspi, l’abolizione del “ticket” licenziamento in caso di licenziamento per giustificato motivo a causa della crisi Covid 19. 
  3. Chiediamo che l’indennità di disoccupazione Naspi sia riconosciuta agli intermittenti dello spettacolo per tutti i periodi di sospensione di attività, anche in costanza di rapporto di lavoro, per un periodo almeno pari a quello lavorato, considerando anche le giornate di lavoro per prove. 
  4. Chiediamo che l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS)  sia garantito anche ai lavoratori intermittenti e sia commisurato alle giornate di lavoro svolto durante l’anno precedente e non solo al lavoro cancellato nel primo periodo di crisi. 
  5. Chiediamo che sia garantito l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) estendendolo ai lavoratori con meno di 90 giorni di anzianità con un unico committente, requisito quasi impossibile per chi non è socio dipendente di cooperative o di teatri stabili, e che sia previsto anche a piccole realtà con meno di 5 dipendenti.

Invitiamo a condividere e dare massima diffusione a questo appello per i diritti dei lavoratori dello spettacolo.

Il vigore della produzione artistica dipende dal benessere dei lavoratori dell’arte e spettacolo in quanto individui e in quanto collettività

I sostenitori dell’appello per i lavoratori del mondo dello spettacolo

Sostengono l’appello per le imprese del mondo dello spettacolo:

Alleanza delle Cooperative Italiane Cultura Turismo Comunicazione (Legacoop CulTurMedia, Confcooperative Cultura Turismo e Sport e Agci Culturalia).

Le cooperative di spettacolo, creatività e cultura della rete Doc Net, Doc Servizi, Doc Educational, Doc Creativity, Doc Live, STEA, Hypernova, Freecom. Le cooperative di tecnici dello spettacolo della rete Show Net, Techne, Tempi Tecnici, AMS Coop, fasolmusic.coop, NRGcoop, CreaStage, Crewroom. Le cooperative pugliesi La Piccionaia, Radici Future, Teatro Koreja, Teatro Abeliano, PazLab, Cool Club, 29nove, Museion, comunità cooperativa Melpignano, 34°fuso, Swapmuseum, Experience, Polo Biblioteca Murale Lecce, Museo Castromediano Lecce. Le cooperative di spettacolo Skeldon, EasyShow, Zenart e Smart.

Le associazioni Arci Nazionale, Sos Musicisti, Assolirica, Audiocoop, l’associazione jazzisti MEDJ, Federazione Nazionale Il Jazz Italiano (FIJI), Indie Pride APS, l’Associazione di Promozione Sociale Alchechengi, l’associazione italiana artisti AIA, Rete dei Festival, Associazione Etre. Il gruppo Adotta un fonico.

Gli studi legali Note Legali e Sintonia e lo Studio Metis di consulenza del lavoro.

L’associazione di categoria KeepOn Live con i live club e festival italiani: Fabbrica 102, YellowSquare, Deliri Cafè Bistrot, I candelai, The Family, Treesessanta, Ohibò, Anche Cinema, Chroma, Cinzella Festival, gARTen Festival, Indiegeno Festival, Musica da Bere, Musicastrada, Owl Night Festival, Giovenale 54 SRL, Na Cosetta, Officine Meca, L&M Cibo per la mente, Santeria, Morgana Music SRL, Lebowski, New Age, Cas’Aupa, The Alibi, Linea Gotica, POP – CAP 10100, Latteria Molloy, Karemaski, Diagonal, Tirabusciò, Eremo, Demode, Fight Pub, Ottobit, Sparwasser, L’Asino Che Vola, OFF Topic, Diavolo Rosso, Mono, Reset FESTIVAL, Godness, Il covo, The Cage, Eco Sound Fest, Farcisentire Festival, Rock Caravan – Ass. Territorio Dansa, Giovinazzo Rock Festival – Ass. Tressett Circolo, Arci, Indievisibile, Live Rock Festival – Ass. Piranha, Murgiafest – Ass. Stand by (Officine Stand By), Musaic ON, Pinewood Festival – Ass. Coppito nel cuore e nell’anima, Pollino Music Festival, Riverock, Rocketta Summer Live, Suoni di Marca, Woodoo Festival, Albori Ateneika, Nuove Impressioni NIM, Balla coi Cinghiali, Spazio Polaresco, BIG MAFF SRLS, Sub Cult Fest, B-Alternative, Restanza Fest/Caffè Roma 52.

Le agenzie e gli organizzatori di eventi Noodles Eventi, Harley Rock Crew. Le scuole di musica Music Academy, LPEB. Le etichette indipendenti e associazioni di etichette indipenti ADEIDJ, Wall Records Torino, MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti. Gli uffici stampa musicali Sfera Cubica e Clasy Comunicazione.

Ci sono anche migliaia di persone che hanno scelto di sostenere la campagna anche a livello individuale.

Podcast sull’appello per i lavoratori dello spettacolo

Chiara Chiappa di Fondazione Centro Studi Doc intervistata sulla crisi del settore dello spettacolo da Simone Helgast Cavagnini su Radio Onda d’Urto.

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