Coronavirus e mondo dello spettacolo: sempre più urgenti misure di tutela per il settore

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Coronavirus: Appello per la tutela del lavoro nello spettacolo
27 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Coronavirus ha creato uno stato di emergenza che sta mettendo in ginocchio tutto il settore dello spettacolo, cultura e creatività. Un settore già fragile dove i professionisti e le imprese non hanno accesso ad alcuna indennità chiede con urgenza l’istituzione di sostegni mirati.

L’impatto del Coronavirus sul mondo dello spettacolo

Numerose imprese del mondo dello spettacolo, della cultura e della creatività stanno accusando in modo pesante le conseguenze dell’emergenza del Coronavirus e delle misure adottate per affrontare la situazione a livello nazionale.

Nei settori artistici e culturali il rinvio o l’annullamento delle manifestazioni significa infatti una perdita di introiti senza nessun tipo di indennità. Per i lavoratori precari del settore non è previsto alcun rimborso o sussidio. Allo stesso modo le imprese che organizzano eventi si ritroveranno senza alcuna garanzia.

A differenza degli altri lavoratori, i lavoratori dello spettacolo non hanno diritto alla malattia se hanno meno di 100 giorni di lavoro. Inoltre, non hanno accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) per perdita lavoro se hanno meno di 90 giorni di lavoro presso lo stesso committente. E, com’è noto, lavorare per almeno 90 giorni con lo stesso committente è pressoché impossibile nel settore dello spettacolo.

Di fronte a questa crisi inattesa, in un settore già molto fragile, emerge con sempre maggiore urgenza il bisogno di sostegni appositi. Sono necessari ammortizzatori sociali per i professionisti e misure di supporto per le imprese colpite dalla crisi dovuta alla grave situazione.

coronavirus
Foto di annca da Pixabay 

L’appello della Fondazione Centro Studi Doc

Di seguito l’appello lanciato su Facebook il giorno 24 febbraio da Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc.

THE SHOW CANNOT GO ON!!

Maledetto Virus! Dicono che colpisca tutti, senza distinzione di ceto: ma i primi a essere colpiti sono i LAVORATORI PRECARI DELLO SPETTACOLO, ARTE, CULTURA, SCUOLA, TEATRO, MUSICA, UNIVERSITÀ, BIBLIOTECHE. 

Per loro il lavoro perso, senza protezioni sociali o risarcimento. Non ci sono mascherine per chi non ha nessuna certezza di impiego o reddito. 

Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Friuli: per frenare la diffusione del Coronavirus hanno disposto la sospensione di tutte le attività in cui le persone stanno insieme e possono stare vicine o toccarsi. La vita di comunità, gli spettacoli, la musica, il teatro, le biblioteche, le università, le feste, la scuola, sospese le strette di mano in segno di pace. Virus maledetto che frena tutti i gesti d’amore e tutto quello per cui vale la pena vivere!

La paura ha fatto cancellare la maggior parte degli eventi non solo questa settimana ma fino ad aprile, e anche oltre. 

Speriamo almeno che questo temporaneo vuoto di relazioni in cui aspettiamo di diluire il contagio nel tempo il più possibile (solo questo possiamo fare) possa far capire quanta parte della nostra vita è piena di relazioni, abbracci, musica, feste, riunioni, piazze, scuola.

Chiara Chiappa, Presidente della Fondazione Centro Studi Doc

Come tutelare l’attività artistica

L’emergenza del Coronavirus è una situazione contingente che ha portato in luce difficoltà che affliggono il settore già da molto tempo.

La Fondazione Centro Studi Doc ha da tempo preparato un elenco di proposte per tutelare l’attività artistica. L’obiettivo è anche quello di evitare la dispersione di talenti affinché non si sia costretti a rinunciare alla professione o a emigrare in paesi più consapevoli.

In particolare, la Fondazione sottolinea il bisogno di riconoscere adeguate tutele e semplificazioni alle procedure contrattuali. Tra cui l’indennità di malattia senza contribuzione minima di 100 giornate ossia con gli stessi requisiti dei lavoratori degli altri settori e l’indennità di disoccupazione Naspi per i periodi di sospensione dal lavoro. La Fondazione chiede anche di riconoscere adeguate misure per la salute e sicurezza sul lavoro e indennità INAIL di infortunio per tutti i lavoratori dello spettacolo (anche occasionali e autonomi).

Per tutte le proposte nel dettaglio rimandiamo all’articolo qui sotto.

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