Proposta per tutelare i rider e i lavoratori di piattaforma

aggiornare attività contratto intermittente
Proposta per aggiornare le attività che rientrano nel contratto intermittente
1 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 minuti

La proposta per tutelare i rider e i lavoratori organizzati su piattaforma digitale vuole ampliare le tutele del lavoro subordinato a queste categorie attraverso l’applicazione del contratto intermittente.



Il contesto

1° febbraio 2019. Anche in Italia, così come è accaduto contemporaneamente in alcuni tribunali di Francia, Inghilterra, Olanda e negli USA, la recente sentenza 26/2019 del Tribunale d’Appello di Torino – riformando parzialmente la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino n. 778 del 7 maggio 2018 – ha riconosciuto il diritto per i rider di vedersi corrisposta la retribuzione prevista dal CCNL del settore della logistica, senza tuttavia riqualificarne il rapporto. Questo dibattito ha riportato in primo piano il tema dell’inquadramento lavorativo dei riders.

Il tema ovviamente si pone per la necessità di conciliare la flessibilità dei lavori non programmabili nel tempo e nel luogo con la necessità di rispettare la dignità del lavoro. Nel rispetto dei pilastri del Decent work dell’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, con la creazione di occupazione, la protezione sociale, i diritti sul lavoro e il dialogo sociale.

In questo contesto, la Fondazione Centro Studi Doc, sostiene che non serve un nuovo contratto ma diritti uguali per tutti.

Le proposte per tutelare i rider e non solo

L’esperienza maturata in trent’anni di attività nel settore artistico e culturale, ha portato la Fondazione Centro Studi Doc a riflettere anche sul tema del lavoro discontinuo e frammentato tipico dei gig workers. La prospettiva del Centro Studi Doc parte dalla situazione dei rider per andare a coprire poi tutto il lavoro di piattaforma.

Il Centro Studi Doc sostiene che le soluzioni trovate per gli artisti e operatori web live streaming possono rispondere all’esigenza non solo dei rider, ma di tutti coloro che si trovano a fare esperienza di discontinuità, multicommittenza e non programmabilità nella loro attività lavorativa

Per questo motivo, il Centro Studi Doc sostiene che:

  1. Non serve una nuova tipologia di rapporto di lavoro: il rider può essere un lavoratore subordinato, autonomo o parasubordinato in base ai criteri stabiliti dai codici attuali.
  2. Regolamentare il lavoro subordinato con contratto intermittente senza obbligo di risposta.

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